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A Bologna è nata la sezione regionale di Articolo21. Ulteriore presidio di legalità per garantire il diritto costituzionale dei cittadini a essere informati

A inaugurare la sezione locale dell’Associazione, venerdì 18 gennaio al CIRSFID di Bologna, c’erano il presidente di Articolo 21 Paolo Borrometi, giornalista costretto a vivere sotto scorta per le sue inchieste “scomode”, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Giuseppe Giulietti e la portavoce della nuova sezione emiliano-romagnola dell’associazione Stefania Pellegrini, docente all’Università di Bologna che da anni si occupa di legalità, mafia come fenomeno sociale e strategie di contrasto e prevenzione del fenomeno mafioso. Presenti anche Loris Mazzetti, giornalista Rai e storico collaboratore di Enzo Biagi (tra i fondatori di Articolo21), la presidente dell’Associazione Stampa regionale Serena Bersani, diversi rappresentanti del sindacato e di altre associazioni dei giornalisti.

Il nuovo presidio è nato «per illuminare le periferie. Per raccontare le storie di donne e di uomini che si battono per la legalità e per “restare umani”. Per la libera circolazione delle idee su cui si fonda la democrazia. Per seguire le evoluzioni processuali e le ricadute sociali della penetrazione delle mafie al Nord, in Emilia-Romagna e non solo. Per coinvolgere la cittadinanza in discussioni e confronti, online e offline. Per contrastare chi “avvelena i pozzi” del dibattito. Per seguire, collettivamente, la transizione a un “nuovo mondo digitale” mentre quello che abbiamo conosciuto fin qui cambia a una velocità mai vista prima e il “chiaroscuro” genera mostri, tra “fake news” e linguaggi d’odio».

Come ha precisato Paolo Borrometi, «concepiamo Articolo21 non come la casa dei giornalisti, ma come un luogo dove i giornalisti esercitano il dovere di informare i cittadini, che hanno il diritto costituzionale di essere informati correttamente. E siamo orgogliosi che la portavoce dell’Emilia-Romagna non faccia parte della stampa, ma sia una professoressa universitaria che ha attivato il primo corso di “Mafie e Antimafie” in una Scuola di Giurisprudenza e da sette anni dirige il Master di II Livello in “Gestione e riutilizzo dei beni e aziende sequestrati e confiscati. Pio La Torre”».

Non a caso la sezione regionale di Articolo21 ha sede al CIRSFID – Centro Interdipartimentale di Ricerca in Storia del Diritto, Filosofia e Sociologia del Diritto e Informatica Giuridica dell’Università di Bologna (in via Galliera 3). Come ha sottolineato Stefania Pellegrini, «il mondo della formazione e quello dell’informazione sono estremamente correlati. Ed è importante che questo presidio di Articolo21 nasca in Emilia-Romagna. Una regione dove la libera stampa è stata aggredita e dove si sono svolti due importanti processi contro le mafie: Black Monkey e Aemilia».

Per Giuseppe Giulietti, «deve essere la Costituzione il punto di aggregazione delle persone, anche se hanno idee diverse. Non importa se si è laici o cattolici, bisogna fare rete, essere scorta mediatica, per non lasciare solo nessuno. Non servono associazioni, ma uomini e donne che fanno della passione civile una ragione di vita. È fondamentale la trasmissione della memoria, che non è celebrazione, ma un modo per far capire ai più giovani che un tempo esisteva il pensiero critico, per tramandarlo».

Del resto, dal secondo dopoguerra l’Emilia-Romagna ha rivestito un ruolo fondamentale nella tutela dell’identità antifascista e costituzionale del nostro Paese ed è stata crocevia di alcune pagine buie della storia repubblicana. Dunque, con la nascita della sezione regionale di Articolo21, «Bologna vede sorgere un presidio di legalità, denuncia e preservazione della memoria sul territorio. In un momento storico contraddistinto per di più dalla conferma processuale di fenomeni mafiosi radicati nella regione, la costruzione di un simile percorso collettivo non può che rappresentare il primo passaggio atto a porre in essere una presa di coscienza sulla tossicità sociale di questi fenomeni».

L’Associazione Articolo21 è formata da esponenti del mondo della cultura, da giornalisti e da cittadini. È nata nel 2002 con lo scopo di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero e l’articolo 21 della Costituzione che sancisce il diritto di “manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Altre info nel sito di Articolo21.
Franca Silvestri
(18 gennaio 2019)
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