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Assemblea Odg 2015

Un “annus terribilis” il 2014. Una sorta di anno dei “tre Papi”, che ha visto avvicendarsi alla guida dell’Ordine dell’Emilia-Romagna ben tre presidenti. Con questo rimando allegorico (al 1978 e alla storica triade di Pontefici) il presidente del Consiglio regionale Antonio Farnè ha aperto l’incontro annuale dei giornalisti nella bella cornice di Palazzo Grassi, sede del Circolo Ufficiali di Bologna. Dopo il triste elenco dei colleghi scomparsi negli ultimi dodici mesi – letto da Luca Molinari, segretario del Consiglio regionale e presidente dell’assemblea 2015 – la platea si è raccolta in silenzio per qualche minuto. Il presidente Farnè ha iniziato la sua relazione con un sentito ringraziamento a Gerardo Bombonato e Olivio Romanini (che lo hanno preceduto in questo mandato 2013-2016), poi ha analizzato criticità e punti di forza delle attività dell’Ordine regionale. «È stato un anno complesso, in cui sono capitate tante cose, ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo superato difficoltà e problemi organizzativi con buona volontà e impegno. Soprattutto ci siamo trovati ad affrontare la grande sfida della Fpc (la formazione permanente continua, che è iniziata nel marzo 2014) con due capisaldi: la gratuità e la distribuzione equilibrata dei corsi dal punto di vista geografico». Il bilancio è positivo. I numeri confortano l’impegno organizzativo di Ordine e Fondazione Odg: «sono stati realizzati 75 corsi, distribuiti in tutta la regione per soddisfare le esigenze geografiche dei colleghi, su moltissimi argomenti inerenti la professione giornalistica, con relatori qualificati. E nel primo semestre 2015 sono già stati programmati una settantina di nuovi eventi formativi». Oltre all’analisi di cifre e contenuti, Antonio Farnè ha voluto sottolineare che la formazione non può essere considerata una seccatura o una perdita di tempo. «Al di là dell’obbligatorietà di legge, per chi svolge una professione come la nostra – che ha delle responsabilità sociali e civili ben precise – ritengo sia un dovere fare formazione. Noi, per scelta professionale, abbiamo il compito di raccontare il mondo: un mondo che cambia in maniera repentina, improvvisa, quasi quotidianamente. Dobbiamo tenere il passo con questi cambiamenti. Aggiornarci di continuo credo sia un dovere morale, prima che un obbligo imposto da una legge dello Stato. La formazione è il viatico principale alla qualità dell’informazione. Ricordiamolo bene». Il presidente regionale ha poi fatto cenno al Master di giornalismo, che l’Ordine organizza e gestisce in collaborazione con l’Università di Bologna. «È uno strumento importantissimo per garantire l’accesso alla professione ai più giovani, che dunque va difeso e tutelato. Purtroppo, nell’ultimo periodo ci sono state delle difficoltà e per ora l’Ordine nazionale non ha rinnovato la convenzione, che è uno snodo necessario per garantire la sopravvivenza del Master: è l’elemento qualificante perché dà la possibilità ai partecipanti di accedere all’esame di Stato per diventare giornalisti professionisti. Faremo ancora tutto il possibile per rimediare questa situazione». Rispetto ai mezzi informativi dell’Ordine, Farnè ha sottolineato che la sospensione del giornale cartaceo (per necessità economiche stringenti) ha portato a un positivo rilancio del giornale online. «Abbiamo compiuto sforzi notevoli e, siccome siamo giornalisti, ci siamo impegnati per riempire di contenuti anche la versione web del nostro giornale. È diventato un bel contenitore, ricco di spunti e di idee. Abbiamo abbracciato alcuni filoni di grande attualità per fare inchieste, approfondimenti. In queste settimane stiamo realizzando un interessante dossier sulla libertà di stampa riferendoci anche a fatti di cronaca. Abbiamo interpellato personalità significative e giornalisti impegnati sul fronte della libera informazione e dell’antimafia: don Luigi Ciotti, Lirio Abbate, Santo Della Volpe, Sabrina Pignedoli. Abbiamo citato Papa Francesco e le sue esternazioni in occasione della recente visita a Napoli dove ha preso una posizione netta, implacabile, di condanna della criminalità organizzata e dunque a favore della legalità. Tutto questo e altro ancora si può trovare sul nostro giornale online, che non è più un sito tecnico-burocratico-organizzativo, ma un contenitore giornalistico a tutti gli effetti. E comunque, entro fine anno, contiamo di far uscire anche un numero cartaceo del giornale». In conclusione, il presidente ha ricordato che è stata attivata la nuova convenzione con la Fondazione dell’Odg (nata nel 2011): «è il supporto fondamentale per l’organizzazione dei seminari di formazione, ma non deve limitarsi a questo e ci stiamo impegnando per rilanciare la sua attività». E ha citato pure il protocollo col Miur (Ministero dell’università e della ricerca) che impegna diversi colleghi a fare lezioni in 14 scuole superiori dell’Emilia-Romagna in preparazione al tema di maturità “in forma giornalistica”. Ha fatto seguito la relazione di Claudio Santini, presidente del Cdt (Consiglio di disciplina territoriale), che ha lamentato la grossa mole di lavoro “scaricata” sugli Ordini regionali e, comunque, ha rimarcato il buon funzionamento del Consiglio e dei Collegi di disciplina dell’Emilia-Romagna. Il vicepresidente Emilio Bonavita ha illustrato l’attività della Fondazione Odg (unica in Italia), che ha al suo attivo numerose iniziative di carattere giornalistico e culturale ma attualmente è impegnata soprattutto sul fronte della Fpc. Ha precisato che i colleghi della nostra regione tenuti alla Fpc sono circa 5mila e ha ricordato le modalità per acquisire crediti formativi. La tesoriera Gianna Zagni ha esposto la relazione sui bilanci sottolineando che il piccolo attivo del 2014 deriva da una gestione oculata e da una riduzione delle spese. E nel 2015 aiuterà anche l’incremento di 10 euro delle quote annuali (misura necessaria per la gratuità della formazione). Lorenzo Bianchi ha analizzato la relazione del Collegio dei Revisori dei conti entrando nel dettaglio delle cifre di bilancio. Ha poi sottolineato che la buona politica di risparmio dell’Ordine ha fatto chiudere il 2014 con un modesto avanzo di gestione: un attivo di circa 4.500 euro.   Dopo gli interventi di Roberto Zalambani ed Elio Pezzi, che in un breve dibattito hanno illustrato aspetti della vita ordinistica e analizzato cifre, modalità e tendenze della Fpc, Luca Molinari ha invitato la platea a votare i bilanci: il consuntivo 2014 è stato approvato all’unanimità, il preventivo 2015 è stato approvato con una astensione. Infine, il presidente Antonio Farnè ha consegnato le medaglie d’oro ai giornalisti che hanno raggiunto il traguardo dei quarant’anni d’iscrizione all’Albo e i diplomi di idoneità professionale ai colleghi che hanno superato l’esame di Stato nel corso del 2014.

Franca Silvestri

ph Adriana Tuzzo

(28 marzo 2015)
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