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Bologna e l’Odg dicono addio a Gabriele Cremonini

Giornalista professionista, scrittore appassionato e fecondo, bolognese doc. Gabriele Cremonini se n’è andato “sottovoce”, conservando fino all’ultimo il suo sorriso solare. Negli ultimi tempi ha dovuto fare i conti con la malattia, ma ha continuato con passione a regalare le sue singolari narrazioni alla città e ai suoi fedeli lettori.
Appena un mese fa è stato presentato (anche su questo giornale) il suo libro Il cuore quadrato di Bologna, in cui descrive con affettuosa e partecipata precisione il cosiddetto Quadrilatero, da secoli perno pulsante e vivo della città, scrigno di storie, leggende, aneddoti e misteri ammantati di fascino. Un piccolo viaggio in ottanta tappe con centinaia di curiosità, una sorta di ultimo regalo alla sua amata Bologna.
Gabriele Cremonini, classe 1947, era iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1975 e nel marzo scorso, durante la consueta Assemblea annuale, ha ricevuto la medaglia d’oro per i quarant’anni di professione e permanenza nell’Albo.
Ha scritto per tv, radio, quotidiani e periodici, ma pure per il teatro e ha coltivato la sua vena di narratore. Nel 2007 ha esordito per Pendragon con il romanzo Sputasangue (tre ristampe, premio opera prima Rhegium Julii), seguito da Amanita (2009), storia di donne diverse tra i monti dell’Appennino e Dinda (2013) con cui ha completato la trilogia “in nero” ambientata sull’Appennino tosco-emiliano.
Ma ha al suo attivo molte altre pubblicazioni e incursioni nel mondo dello spettacolo. Ha lavorato con Bibi Ballandi per l’organizzazione di eventi televisivi, fra i quali i varietà di Gianni Morandi, Adriano Celentano, Fiorello, ed è stato stretto collaboratore di Lucio Dalla.
Non sarà facile dimenticarlo.
F.S.
(1 novembre 2015)
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