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Il Consiglio nazionale e i Consigli regionali dell’Odg prorogati fino al 31 dicembre

Con 155 voti favorevoli e 122 contrari il Senato ha dato il via libera al Decreto Milleproroghe che ora è legge.
Tra le norme contenute c’è la proroga al 31 dicembre 2016 della durata in carica dei componenti del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dei componenti dei Consigli regionali.
Ci sono poi altri provvedimenti che interessano il mondo dell’informazione: per la stampa quotidiana e periodica è stato infatti rinviato a fine 2016 l’obbligo di tracciare le vendite e le rese attraverso l’uso di strumenti informatici e telematici. Il credito d’imposta per l’adeguamento tecnologico potrà essere usato per il 2016.
Per quanto riguarda le tv locali le risorse

Assemblea Odg 2016

Si è svolta a Palazzo Grassi, sede del Circolo Ufficiali di Bologna, l’assemblea annuale dell’Ordine regionale dei giornalisti. Prima di entrare nel vivo dell’incontro, il segretario Luca Molinari ha letto il triste elenco dei colleghi scomparsi negli ultimi dodici mesi e invitato i presenti a osservare un minuto di silenzio.
“Gli esami non finiscono mai” diceva il grande Eduardo De Filippo, “La vita è un’attesa tra un esame e l’altro” gli faceva eco Sergio Leone. È iniziata con queste citazioni celebri la relazione del presidente Antonio Farnè che ha voluto così sottolineare complessità, prove e sfide affrontate dall’Odg e da tutti i giornalisti negli ultimi anni.

Il bilancio del 2015 con lo sguardo rivolto al futuro

Ci sono nomi che entrano nell’immaginario collettivo e fissano il tempo più delle date. Uno di questi è Charlie Hebdo. Il 2015 si disvelò proprio in quel tragico 7 gennaio, in cui Parigi subì il primo sconvolgente attacco della sua storia recente. Oltre a colpire delle vite umane, quell’attacco colpì uno dei pilastri della nostra civiltà, vale a dire la libertà di informazione e di pensiero.
All’indomani di quei tragici fatti anche noi giornalisti ci siamo posti degli interrogativi, in qualche modo paralleli alla sottile linea rossa che regola il rapporto tra la libertà di stampa e il senso di responsabilità. È stato, quello, il primo spunto di una lunga riflessione che ha riempito di contenuti il nostro giornale online, ma anche la sua edizione cartacea, Giornalisti, uscita a inizio dicembre dopo due anni di sospensione.

I Consigli dell’Odg probabilmente non scadono: avviato l’iter per il rinvio

Con un doppio emendamento, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, nell’ambito del provvedimento c.d. “mille proroghe” viene prevista la permanenza in carica dei componenti dei Consigli nazionale e regionali sino al 31 dicembre 2016.
In verità, l’emendamento presentato prevedeva questo differimento solo per il Consiglio nazionale. Nel pomeriggio del 4 febbraio, in un confronto con il governo (che sosteneva di non aver assunto tale iniziativa), il presidente dell’Odg Enzo Iacopino ha fatto presente che tale scelta avrebbe comportato un raddoppio dei costi elettorali, imponendo il rinnovo dei Consigli regionali in maggio per poi riconvocare i colleghi alle urne nel mese di dicembre-gennaio.

Ok del Cnog all’unificazione delle carte. Varato il “Testo unico” di deontologia

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha approvato il Testo unico dei doveri del giornalista. Redatto in collaborazione con l’Osservatorio sulla deontologia, il “Testo” «è nato dall’esigenza di armonizzare i precedenti documenti deontologici per favorire una maggiore chiarezza di interpretazione e facilitare l’applicazione di tutte le norme, la cui inosservanza può determinare la responsabilità disciplinare dell’iscritto all’Ordine».
Entrerà in vigore il 3 febbraio 2016 ed è già consultabile sul sito del Cnog.
I procedimenti disciplinari avviati prima di questa data «sono definiti mantenendo il riferimento ai precedenti documenti

Risultati confortanti dopo due anni di formazione

Oltre 2.200 iscritti sono in regola con la formazione del 2014 e 2015. Anzi, la stragrande maggioranza (2.146 per l’esattezza) ha maturato crediti in esubero rispetto ai 30 obbligatori nel biennio e ben 886 hanno superato i 45. Ci sono poi circa 1.200 colleghi che hanno frequentato corsi frontali e online anche se non hanno ancora raggiunto “il minimo sindacale” pur non discostandosene molto.
Su un totale di oltre 6.400 professionisti e pubblicisti oltre un terzo ha, quindi, già assolto regolarmente l’obbligo della Fpc e una buona parte è sulla via del traguardo.
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