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Diffamazione: alla Camera passa il testo che non tutela i giornalisti

La Camera dei Deputati ha dato il via libera in terza lettura alla legge che modifica le norme sulla diffamazione, la diffamazione a mezzo stampa e l’ingiuria, che l’Ordine dei Giornalisti nel corso di varie audizioni in Commissione Giustizia ha cercato in tutti i modi di cambiare. Con 295 voti favorevoli, 116 astenuti e 3 contrari, l’aula ha approvato il testo che passa nuovamente al Senato.
Con la maggioranza hanno votato a favore Sel e Forza Italia. I deputati di Area popolare, M5S e Lega Nord si sono astenuti.
Il testo approvato non prevede più il carcere per i giornalisti ma multe da 5mila a 50mila euro. Introdotto l’obbligo di rettifica senza commento. Soppressa la norma sul diritto all’oblio.
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L’Ansa ha compiuto 70 anni

Per festeggiare il settantesimo dell’Ansa, la più importante agenzia stampa italiana, l’8 luglio alle 9.30 si terrà il seminario Scrivere per le agenzie: i 70 anni dell’Ansa (Aula Prodi – piazza San Giovanni in Monte, 2 – Bologna).
L’iniziativa (valida anche per la Fpc) è promossa da Ordine Giornalisti e Fondazione Odg dell’Emilia-Romagna in collaborazione con Ansa regionale e Università di Bologna.
Dopo i saluti dei rappresentanti dell’Ordine, del Rettore e di altre autorità cittadine, interverranno Giulio Anselmi (presidente Ansa), Luigi Contu (direttore responsabile Ansa), Carlo Gambalonga (giornalista e autore del libro Casa Ansa – Da settant’anni il diario del Paese) e lo storico Leonardo Arrighi.
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Crisi all’Ansa: 65 esuberi

Comunicato dei giornalisti Ansa
“L’Azienda Ansa non ha permesso di pubblicare il comunicato con la proclamazione e le motivazioni dello sciopero indetto oggi e domani del sindacato dei giornalisti sul sito del’Agenzia… una decisione che si commenta da sola…
chiediamo a tutti di dare il massimo della pubblicità a questo tentativo di spegnere l’informazione, di ridurre la più grande e autorevole agenzia di stampa italiana a ufficio di passacarte.
Se si riduce l’organico – e ancora una volta si disattendono gli impegni già presi con i colleghi precari e i collaboratori storici – non saremo più in grado di garantire una informazione completa e imparziale. si ridurrebbero ancora gli spazi di democrazia in un momento in cui le inchieste della magistratura, le battaglie parlamentari

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Enrico Franco è il nuovo direttore del Corriere di Bologna

Dopo la nomina a caporedattore centrale al Corriere della Sera a Roma, Armando Nanni lascia l’incarico di direttore del Corriere di Bologna, che firmava dal 30 gennaio 2007, giorno di nascita del quotidiano. Il consiglio d’amministrazione dell’Editoriale Bologna ha nominato Enrico Franco nuovo direttore responsabile del Corriere di Bologna.
Enrico Franco firmerà il quotidiano dal 30 giugno. “Sono profondamente onorato di questo incarico, che mi porta a lavorare nella Bologna che amo e di cui da sempre avverto il fascino: grande città, laboratorio di esperienze e di pensiero, motore di avvenimenti locali e nazionali, anticipatrice di tendenze”, dice Enrico Franco. “Il Corriere di Bologna continuerà a puntare
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L’Unità torna in edicola. La sede è a Roma, il nuovo direttore D’Angelis

Il 30 giugno, dopo l’accordo con i nuovi editori, lo storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci riprende a uscire con diverse novità.
Il giornale, che aveva sospeso le pubblicazioni nell’agosto 2014, nella nuova veste avrà 24 pagine e costerà 1.40 euro. Le prime tirature saranno di oltre 100 mila copie.
Il nuovo direttore è Erasmo D’Angelis. La redazione ha sede a Roma (non a Milano, come era stato ipotizzato in un primo momento) ed è costituita da 33 giornalisti e poligrafici.
L’Unità ha un passato di tradizione popolare: è nato come “quotidiano degli operai e dei contadini”. I primi numeri sono stati stampati a Milano.
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Presidente Odg Iacopino: Concorso Rai. Vincono i padroni delle ferriere

Ora è ufficiale: il concorso si farà il primo luglio e la sede per questa prima prova sarà Bastia Umbra.
Una vergogna; una intollerabile vergogna.
La Rai aveva indetto questo concorso fissando termini per la presentazione delle domande ad aprile 2014. Da allora un trionfo di silenzi.
Oggi, 9 giugno, i 4.982 colleghi hanno ricevuto una mail con la convocazione. Ventidue giorni di preavviso dopo un arrogante silenzio durato 13 mesi e più.
È stata inutile, in questi mesi, ogni richiesta di chiarimento o di semplice informazione.
Anche adesso non si sa chi siano i membri della commissione e neanche come si sia arrivati alla scelta di Bastia Umbra
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