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Colleghi, stiamo uniti! Le mosche bianche sono il bersaglio delle mafie

Lirio Abbate lavora per L’Espresso, è uno degli osservatori di Ossigeno, è nella “top dei 100 eroi dell’informazione nel mondo” di Reporters sans frontières, Index on Censorship di Londra lo indica fra le 17 persone che in tutto il globo lottano per la libertà di espressione. Vive sotto scorta dal 2007, ma continua a fare giornalismo investigativo con coraggio, entusiasmo, determinazione. Non si lascia piegare dalle intimidazioni perché come professionista dell’informazione ritiene di avere una “responsabilità sociale”.
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Secondo la Dda l’Emilia-Romagna è terra di mafia. Per sconfiggerla è necessaria la responsabilità sociale di tutti

Università, tribunali e informazione sono le grandi “agenzie di verità” individuate dalla filosofa e scrittrice Hannah Arendt. È stato ricordato durante il seminario Fpc Diffondere la legalità: una responsabilità di tutti (Bologna, 19 febbraio).
Un incontro stimolante e di interesse che ha messo a confronto tre relatori di calibro: il magistrato Vito Zincani, il giornalista investigativo dell’Espresso Lirio Abbate e Stefania Pellegrini, giurista-sociologa docente all’Università di Bologna. Convitato di pietra: il crimine organizzato.
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Ossigeno: le cifre delle minacce

Nei primi 45 giorni del 2015 Ossigeno per l’informazione – l’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia, promosso da Fnsi e Ordine dei giornalisti – ha documentato le vicende di 24 giornalisti che hanno subito intimidazioni.
L’ultimo aggiornamento (del 14 febbraio 2015) riporta pure i casi di altri 23 giornalisti minacciati negli anni scorsi, di cui l’Osservatorio è venuto a conoscenza solo adesso.
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XX Giornata della memoria. Libera e Bologna insieme contro le mafie

Si celebra ogni 21 marzo (primo giorno di primavera) la Giornata della memoria e dell’impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Una data simbolo della speranza che si rinnova. Un’occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di trasformare il proprio dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e azione di pace.
“La verità illumina la giustizia” è lo slogan della XX Giornata, promossa da Libera e Avviso Pubblico il 21 marzo a Bologna per ricordare tutti i caduti per mano delle mafie. Oltre 900 nomi: semplici cittadini, magistrati, giornalisti, forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali uccisi delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.
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Difendere e diffondere libertà, correttezza, legalità. Un corso Fpc con Lirio Abbate il 19 febbraio a Bologna

Aggressioni fisiche, intrusioni nelle case, incendi di auto e abitazioni, danni a oggetti personali e strumenti di lavoro, ostacoli all’informazione, diffide, avvertimenti, lettere e telefonate minatorie, stalking, insulti, pedinamenti, minacce di morte, ma pure denunce e azioni legali. Sono queste (e molte altre) le intimidazioni subite dai giornalisti italiani. Sono queste le cause principali del degrado della libertà di stampa nel nostro paese.
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Libertà di stampa: trend negativo per l’Italia

È arretrata di 24 posizioni nella classifica per la libertà di stampa di Reporters sans frontières. L’anno passato, l’Italia era al 49° posto, ora si attesta al 73° (tra i 180 paesi monitorati).
La drastica perdita di posizioni sembra dovuta soprattutto elle frequenti intimidazioni che i giornalisti subiscono dalla criminalità organizzata e alle tante querele per diffamazione (che spesso sono solo un arma per intimorire chi scrive).
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