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L’etica della professione non è un concetto astratto. Bisogna riflettere su doveri e responsabilità dei giornalisti: la Mediaetica è una nuova frontiera

È nato a Roma Giuseppe (Beppe) Giulietti. Le scuole elementari le ha fatte a Napoli, le medie e il liceo classico a Venezia, l’Università a Roma dove si è laureato in Storia delle religioni con una tesi sugli anabattisti, poiché “già allora provava un’irresistibile attrazione per gli eretici, gli irregolari e per tutti quelli che diffidano dei dogmi e delle sante o laiche inquisizioni”. È stato giornalista Rai, ha svolto attività nella Federazione nazionale della stampa e come parlamentare. Da sempre è impegnato nella difesa di una comunicazione libera e trasparente
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I pareri di opinionisti e politici prevalgono sui fatti. Tutti dobbiamo farci delle domande e essere curiosi

Elia Minari è il coordinatore di Cortocircuito, associazione culturale antimafia di Reggio Emilia, formata da studenti universitari. Cortocircuito è nata nel 2009 come web-tv e giornale studentesco indipendente. La video-inchiesta La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana, di cui Elia Minari è regista, è stata anche proiettata in tribunale dal Pm Mescolini della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. Lo scorso novembre Elia Minari, studente di giurisprudenza, è stato premiato dal presidente del Senato Pietro Grasso al 20° Vertice Nazionale Antimafia che si è tenuto a Firenze.
Giovanni Tizian

Il giornalismo è un mestiere rischioso. Curiosità e passione non bastano a garantire una vita dignitosa

Ha poco più di trent’anni Giovanni Tizian. Quando ha iniziato a fare inchieste era molto giovane, ma ha “colpito” subito nel segno e in poco tempo è diventato un giornalista “scomodo”. Tanto scomodo che da alcuni anni è costretto a vivere sotto protezione.
Ha scritto per Repubblica, Gazzetta di Modena, per le testate web Linkiesta e Narcomafie, è giornalista investigativo dell’Espresso.
Ha pubblicato inchieste importanti sulle mafie al Nord e diversi libri-denuncia dove la realtà del malaffare si intreccia con vicende personali e professionali.
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Serve più verità. Bisogna consolidare i principi etici della professione. I codici deontologici non bastano, la Mediaetica è una possibilità

Ha lavorato più di 40 anni in televisione (Rai e Telemontecarlo). Ama la cronaca, le inchieste, il lavoro di desk ma si è occupato anche di programmi, cinema, fiction.
Andrea Melodia è presidente nazionale dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (Ucsi) e direttore del trimestrale DESK. Si dedica con impegno alla formazione dei giornalisti e in generale di chi lavora nel settore dell’informazione. Da tempo riflette sulla riforma necessaria al servizio pubblico della comunicazione.
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Settant’anni di democrazia e libertà di informazione. I valori della Resistenza vanno collegati al presente

Angelo Varni è uno studioso di grande spessore culturale, uno storico appassionato che ben conosce le vicende italiane del ‘900. È stato ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna e direttore della Scuola Superiore di Giornalismo. Attualmente è presidente dell’Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna.

non oltre Santo

Servono deontologia, responsabilità e preparazione culturale. È una sfida molto dura, ma si può vincere se Odg e Fnsi sono al fianco dei giornalisti

Storico giornalista del Tg3, socio fondatore di “Articolo 21” per la difesa della libertà di stampa, presidente e direttore responsabile di “Libera informazione” (costola di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”), Santo Della Volpe è autore di numerose pubblicazioni sui temi della lotta alle mafie, ha alle spalle un lungo percorso di impegno professionale, sociale, culturale e da quest’anno è presidente della Federazione nazionale della stampa italiana.

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