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No alla mancanza di rispetto e alle speculazioni. La deontologia vale per tutti

Dissimulare la propria identità per estorcere delle dichiarazioni a chi ti sta di fronte non è certo un bell’esempio di giornalismo. Né dal punto di vista deontologico, né, tantomeno, dal punto di vista etico.
È un concetto espresso con estrema chiarezza anche dal nostro Presidente nazionale Enzo Iacopino, che ha condannato senza mezzi termini il falso scoop realizzato nei confessionali da un noto quotidiano nazionale.
Offendere la coscienza, l’intimità profonda di tantissime persone, speculando su un sacramento come la confessione, non porta nulla alla qualità dell’informazione.

Colleghi, stiamo uniti! Le mosche bianche sono il bersaglio delle mafie

Lirio Abbate lavora per L’Espresso, è uno degli osservatori di Ossigeno, è nella “top dei 100 eroi dell’informazione nel mondo” di Reporters sans frontières, Index on Censorship di Londra lo indica fra le 17 persone che in tutto il globo lottano per la libertà di espressione. Vive sotto scorta dal 2007, ma continua a fare giornalismo investigativo con coraggio, entusiasmo, determinazione. Non si lascia piegare dalle intimidazioni perché come professionista dell’informazione ritiene di avere una “responsabilità sociale”.

Secondo la Dda l’Emilia-Romagna è terra di mafia. Per sconfiggerla è necessaria la responsabilità sociale di tutti

Università, tribunali e informazione sono le grandi “agenzie di verità” individuate dalla filosofa e scrittrice Hannah Arendt. È stato ricordato durante il seminario Fpc Diffondere la legalità: una responsabilità di tutti (Bologna, 19 febbraio).
Un incontro stimolante e di interesse che ha messo a confronto tre relatori di calibro: il magistrato Vito Zincani, il giornalista investigativo dell’Espresso Lirio Abbate e Stefania Pellegrini, giurista-sociologa docente all’Università di Bologna. Convitato di pietra: il crimine organizzato.

Legalità = corresponsabilità. Per don Luigi Ciotti nessuno può tirarsi indietro

“La lotta alle mafie non si può delegare solo alle forze dell’ordine e ai magistrati”. Lo hanno sottolineato don Luigi Ciotti e il giudice antimafia Antonino Di Matteo durante la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria al magistrato palermitano, che si è svolta il 2 marzo a Modena (uno dei “100 passi” che precedono la Giornata in memoria di tutte le vittime di mafia, organizzata da Libera il 21 marzo a Bologna).
Un’occasione importante per la città emiliana. Un “passo” in più nel lungo e difficile cammino verso la legalità, lo spirito di verità, la libertà. Un segnale di speranza in un momento in cui la criminalità organizzata al Nord “entra dalla finestra, spesso senza armi e senza bombe”.

XX Giornata della memoria. Libera e Bologna insieme contro le mafie

Si celebra ogni 21 marzo (primo giorno di primavera) la Giornata della memoria e dell’impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Una data simbolo della speranza che si rinnova. Un’occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di trasformare il proprio dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e azione di pace.
“La verità illumina la giustizia” è lo slogan della XX Giornata, promossa da Libera e Avviso Pubblico il 21 marzo a Bologna per ricordare tutti i caduti per mano delle mafie. Oltre 900 nomi: semplici cittadini, magistrati, giornalisti, forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali uccisi delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

Difendere e diffondere libertà, correttezza, legalità. Un corso Fpc con Lirio Abbate il 19 febbraio a Bologna

Aggressioni fisiche, intrusioni nelle case, incendi di auto e abitazioni, danni a oggetti personali e strumenti di lavoro, ostacoli all’informazione, diffide, avvertimenti, lettere e telefonate minatorie, stalking, insulti, pedinamenti, minacce di morte, ma pure denunce e azioni legali. Sono queste (e molte altre) le intimidazioni subite dai giornalisti italiani. Sono queste le cause principali del degrado della libertà di stampa nel nostro paese.
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