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Difendere e diffondere libertà, correttezza, legalità. Un corso Fpc con Lirio Abbate il 19 febbraio a Bologna

Aggressioni fisiche, intrusioni nelle case, incendi di auto e abitazioni, danni a oggetti personali e strumenti di lavoro, ostacoli all’informazione, diffide, avvertimenti, lettere e telefonate minatorie, stalking, insulti, pedinamenti, minacce di morte, ma pure denunce e azioni legali. Sono queste (e molte altre) le intimidazioni subite dai giornalisti italiani. Sono queste le cause principali del degrado della libertà di stampa nel nostro paese.

Libertà di stampa: trend negativo per l’Italia

È arretrata di 24 posizioni nella classifica per la libertà di stampa di Reporters sans frontières. L’anno passato, l’Italia era al 49° posto, ora si attesta al 73° (tra i 180 paesi monitorati).
La drastica perdita di posizioni sembra dovuta soprattutto elle frequenti intimidazioni che i giornalisti subiscono dalla criminalità organizzata e alle tante querele per diffamazione (che spesso sono solo un arma per intimorire chi scrive).

Solidarietà a Charlie Hebdo

L’orrore suscitato dall’attentato al settimanale francese Charlie Hebdo non può lasciarci indifferenti. Anche i giornalisti dell’Emilia-Romagna si sentono infatti colpiti, scossi, emotivamente coinvolti di fronte a quanto è accaduto a Parigi. Tanto più che, in questo caso, il terrore fondamentalista si è accanito su uno dei valori fondanti della nostra democrazia e della nostra civiltà, quello della libertà di stampa e di pensiero.

Ossigeno: le cifre delle minacce

Nei primi 45 giorni del 2015 Ossigeno per l’informazione – l’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia, promosso da Fnsi e Ordine dei giornalisti – ha documentato le vicende di 24 giornalisti che hanno subito intimidazioni.
L’ultimo aggiornamento (del 14 febbraio 2015) riporta pure i casi di altri 23 giornalisti minacciati negli anni scorsi, di cui l’Osservatorio è venuto a conoscenza solo adesso.

Bilanci di fine anno e ipotesi per il 2015

Cari colleghi,
mai, nella sua lunga storia, l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna si era trovato ad affrontare un anno così travagliato come il 2014. Innanzitutto per le sue vicissitudini interne. Negli ultimi mesi, lo sapete, abbiamo dovuto cambiare per ben due volte la presidenza. Passaggi complicati, anche sofferti sotto il profilo umano, che giocoforza hanno richiesto un supplemento di impegno e di attenzione.
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