Logo Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna

Corsi e seminari per la formazione professionale continua e iniziative.

ENTRA >

Raccontare la politica ormai è diventato pettegolezzo. L’etica professionale non sta dentro le carte: se c’è, si respira, semplicemente

Politologo, saggista, editorialista del Corriere della sera, Angelo Panebianco è esperto di analisi politica e professore universitario di Scienza politica.
Acuto osservatore delle evoluzioni storico-sociali in Italia e nel contesto internazionale, evidenzia aspetti singolari nella complessa relazione fra politica e media.
Il suo sguardo su deontologia, etica professionale e nuove modalità crossmediali è profondo e disincantato.

La deontologia è un obbligo o una responsabilità? Intervento di Padre Occhetta e link al Forum di Articolo21 #informazionebenepubblico

L’argomento “deontologia” è ritornato al centro della riflessione della categoria, da quando ogni giornalista è stato chiamato a curare la propria formazione permanente frequentando corsi o lezioni approvate dall’Ordine. Se intorno alla deontologia i giornalisti si identificano come un “corpo scelto”, ci si chiede se l’osservanza delle norme deontologiche riguardi anche i comunicatori non giornalisti come i bloggers o più semplicemente chi pubblica attraverso i social networks. Per alcuni, infatti, sembra davvero tutto lecito: postare foto di morti carbonizzati oppure di persone ammazzate e poi crocifisse, inquadrare volti di bambini disperati, promuovere pubblicità occulta, divulgare video volgari e violenti.

Occorre una nuova idea di deontologia. Il dovere non basta, serve più responsabilità. La Mediaetica può restituire dignità alla professione

Padre Francesco Occhetta s.i. è giornalista professionista e scrittore di Civiltà Cattolica.
Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università statale di Milano (con una tesi in diritto canonico su Le Costituzioni della Compagnia di Gesù e la revisione del loro diritto interno), nel 1996 è entrato nella Compagnia di Gesù.
La forte inclinazione all’impegno sociale e lo “spirito gesuita” lo hanno poi guidato in un lungo percorso di studio e attività civile.

Sul web e nella blog sfera i giornalisti si devono misurare con due sfide inedite: l’anonimato e la velocità perpetua

Giornalista, scrittore, apprezzato conferenziere, blogger. Luigi Accattoli è stato vaticanista a Repubblica e al Corriere della Sera. Da oltre quarant’anni scrive sul quindicinale Il Regno e collabora con diverse testate, è autore di libri e partecipa a numerosi convegni.
Dal 2006 è attivo anche sul web: ha un blog che funziona come laboratorio per connettere persone, eventi, notizie su questioni religiose, interculturali e crossmediali.

La sanità fa share ma le notizie devono essere date correttamente. Non c’è bisogno di specializzazione, servono soltanto prudenza e chiarezza

“Il rapporto tra informazione e sanità è complicato. È un rapporto sbilanciato perché chi ascolta non ha gli strumenti per capire quanto sia fondato quello che gli viene detto”. Parte di qui l’analisi disincantata di Giancarlo Pizza, presidente dell’Ordine dei medici di Bologna, intervistato a margine del seminario Fpc Comunicare la sanità (4 maggio a Bologna). Un incontro ricco di stimoli e spunti di riflessione, con contributi di interesse (Fabrizio Binacchi, Alessandro Malpelo, Michele Cassetta, Claudio Santini e lo stesso Pizza) che hanno mostrato come vengono trattate le tematiche della medicina nelle varie forme di giornalismo e approfondito la deontologia che regola la materia.

Scrivo solo di ciò che vedo

Al corso Le vite degli altri. L’informazione sociale alla prova delle carte deontologiche (16 aprile a Piacenza) l’intervento di Domenico Quirico è stato molto apprezzato dai colleghi. Nella sua testimonianza l’inviato della Stampa ha dato una chiave di lettura del giornalismo che forse qualcuno riterrà fuori moda, non percorribile nel contesto attuale. Ma che Quirico ha definito – almeno per lui – l’unica forma di giornalismo possibile.
In alcuni passaggi del suo intervento ha sostenuto che il giornalismo è esclusivamente diretto e ha senso solo se testimonia la sofferenza degli altri. Si deve parlare di un rapporto di lealtà (più che di verità).
Powered by Warp Theme Framework