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Chiuse le iscrizioni al Master in Giornalismo di Bologna. Lunedì 23 settembre la prova scritta d’ammissione. Prossimo il trasferimento della sede in Santa Cristina

Si sono chiuse giovedì 5 settembre le iscrizioni al bando per l’ammissione al Master in Giornalismo dell’Università di Bologna 2019-2021. Il Master è riconosciuto dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti sostitutivo del praticantato e, quindi, consente (al termine dei due anni di frequenza) l’accesso all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione. Gli iscritti alla prova di ammissione sono 62 e sono chiamati a sostenere la prova scritta già programmata per lunedì 23 settembre. Sulla base della convenzione nazionale il Master bolognese può avere al massimo 30 allievi. Da quest’anno la sede del Master sarà nel complesso universitario di Santa Cristina della Fondazza, nel centro storico di Bologna.

Sui contenuti del Master in Giornalismo e suo trasferimento in Santa Cristina con posa della lapide-ricordo di Ezio Cesarini, riproponiamo il contributo di Michelangelo Bucci (delegato del Consiglio regionale dell’Odg al Master in Giornalismo dell’Università di Bologna) pubblicato lo scorso giugno, in occasione dell’uscita del bando d’ammissione.
Nuova sede e nuovi indirizzi di specializzazione per il Master in Giornalismo dell’Università di Bologna. Quello di UniBo è un master di primo livello, riservato a chi è in possesso almeno di una laurea triennale, sostitutivo dei 18 mesi di praticantato necessari per poter sostenere l’esame da giornalista professionista. Rientra, infatti, tra le 12 scuole italiane riconosciute dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Per il prossimo biennio il Master sarà ospitato nel complesso di Santa Cristina “della Fondazza”, l’ex monastero delle monache camaldolesi di piazzetta Giorgio Morandi. Qui, nella sede del Dipartimento delle Arti, gli studenti del Master avranno a disposizione nuovi laboratori, nuove aule e un’ampia redazione. Si tratta di una collocazione decisamente più funzionale rispetto alla vecchia sede di via Azzo Gardino.
Il Master sarà a numero chiuso, per un massimo di trenta studenti, e i partecipanti potranno scegliere (in aggiunta agli insegnamenti e ai seminari in comune) l’indirizzo di specializzazione in “Giornalismo, arte e cultura” o in “Giornalismo economico”.
Le materie di insegnamento e le specializzazioni sono state definite dal Consiglio scientifico, organo di coordinamento e supervisione del biennio formativo, costituito da tre componenti di parte accademica (tra cui il direttore del Master Fulvio Cammarano) e tre giornalisti (compreso il presidente dell’Ordine regionale Giovanni Rossi).
L’inizio dei corsi è previsto per venerdì 18 ottobre, con una cerimonia inaugurale aperta al pubblico alla presenza di grandi nomi del giornalismo. Nei due anni al Master gli studenti saranno impegnati quotidianamente nella teoria e nella pratica, alternando lo studio dell’etica e della deontologia al lavoro di cronaca (su web, carta, tv e radio), approfondendo la storia del giornalismo, le discipline economiche e giuridiche, e tutto quanto può servire a orientarsi in un panorama dell’informazione in continuo mutamento.
Nel complesso di Santa Cristina troverà posto anche la lapide che ricorda il sacrificio del giornalista Ezio Cesarini, partigiano e medaglia d’argento al valor militare, giustiziato dai fascisti nel gennaio 1944. Collocata nella vecchia sede del Resto del Carlino di via Gramsci, la lastra è stata dimenticata per decenni negli scantinati della nuova sede di via Mattei. Recuperata dal Consiglio regionale dell’Ordine, la lapide rappresenterà un monito costante per gli aspiranti giornalisti a non piegarsi mai di fronte ai condizionamenti piccoli e grandi, esercitando sempre il proprio diritto insopprimibile alla libertà di informazione e di critica a presidio dei propri lettori e della società democratica.

Altre info nel sito del Master e alla pagina dedicata.
Qui il link al VIDEO disponibile su Youtube, realizzato dai tecnici di laboratorio con una panoramica sulla proposta formativa per il nuovo biennio universitario.

(6 settembre 2019)
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