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Addio Antonio Ramenghi. Giornalista apprezzato, sagace, brillante

Lutto inatteso nel mondo dell’informazione. Se ne è andato Antonio Ramenghi, uomo autentico e giornalista determinato, che ha svolto la professione con rigore, spirito libero, intensa passione “contagiando” tanti giovani cronisti. Profondo è il cordoglio di amici, colleghi e Odg dell’Emilia-Romagna.
Chi ha lavorato con lui, per qualsiasi testata, in qualunque ruolo redazionale, lo ricorda come un “maestro di giornalismo” e prova un attonito senso di vuoto per questa sua repentina uscita dalla vita. La carriera giornalistica di Ramenghi è stata lunga, lodevole, impeccabile ma soprattutto viva, partecipata, al servizio dell’informazione e del bene comune, fondata sull’impegno civile e la difesa dei principi costituzionali.
Bolognese, classe 1946, era iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1974 come professionista. Nel 2014 l’Odg dell’Emilia-Romagna gli ha conferito la medaglia d’oro per i primi quarant’anni di permanenza nell’Albo.
Aveva iniziato la professione ad Autosprint, prima di lavorare al Foglio di Bologna e Modena, al settimanale il Mondo e al Sole 24Ore. Poi nel 1983 era entrato nel gruppo editoriale L’Espresso per ricoprire diversi incarichi di prestigio: a Repubblica è stato capo dell’Economia, capo della redazione bolognese (1988-1992 e 1993-1997) e di quella milanese. Dal 2000 al 2011 è stato vicedirettore dell’Espresso per poi passare alla guida della Gazzetta di Modena e successivamente (dal 2012 al 2014) di quattro testate locali della Finegil: il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso, la Nuova Venezia e il Corriere delle Alpi. In questi anni aveva dato vita al sito web di informazione laCostituzione.info.
Il suo è stato un “giornalismo lucido e battagliero” che “ha rappresentato un’epoca”. Ramenghi ha saputo “raccontare la nostra quotidianità con semplicità e profondità”, senza riserve, con sincerità. Ci mancheranno la sua cifra stilistica, la sua qualità esistenziale, il rispetto che sempre ha avuto per i colleghi e la dignità della professione giornalistica.
Familiari, amici, numerose autorità, tanti giornalisti si sono stretti a lui per un ultimo saluto il 6 giugno al Pantheon e nella Chiesa della Certosa di Bologna.
Ciao Antonio!
Franca Silvestri
(6 giugno 2018)

Nella foto: Gerardo Bombonato (presidente dell’Odg Emilia-Romagna nel 2014) consegna ad Antonio Ramenghi la medaglia del quarantesimo
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