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È scomparso Carlo Vietti, giornalista progressista e controcorrente

Come ricordano le figlie Carlotta e Stefania, è stato un giornalista controcorrente Carlo Vietti, sempre pronto a sperimentare nuovi percorsi di comunicazione. Un innovatore, sia nella vita che nella professione.
Nato a Portoferraio nel 1942, era iscritto all’Ordine dell’Emilia-Romagna come giornalista pubblicista dal 1978. Dopo un periodo di impegno politico, all’inizio della sua vita professionale dedicò energie e tempo a rinnovare il modo di informare del movimento cooperativo fondando il Centro Stampa Unicoper. Realizzò moltissime pubblicazioni tra periodici, libri e opuscoli con una forte attenzione alla vita e alla storia delle strutture imprenditoriali di secondo e terzo livello. In particolare si occupò dei comparti agricolo e creditizio, che per la prima volta trovarono spazio anche nelle nascenti televisioni e radio “libere” e nel mondo, in apparenza così lontano, della grafica satirica.
Terminata in modo burrascoso questa esperienza, fondò “Futura News” e iniziò a scrivere libri di carattere sociale e devozionale. Provocò qualche scalpore l’indagine, pubblicata nel 2010 con Giusy Ferro, sui “Bolognesi alla ricerca di Padre Pio”. Un volume dedicato alle storie dei tanti che si trasferirono a San Giovanni Rotondo, tra i quali c’era Italia Betti, cognata del Sindaco Dozza definita “la donna più rossa di Bologna”, che si era convertita dopo aver superato una grave malattia.
A Molinella, dove si era trasferito e dove è scomparso nei giorni scorsi, stava scrivendo un libro su Anselmo Martoni e l’esperienza originalissima del movimento socialista democratico nella Bassa bolognese.
Roberto Zalambani
(19 aprile 2017)
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