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Il futuro del giornalismo. Un’indagine di Demopolis sui “gusti mediatici” dei giovani sotto i trent’anni voluta dall’Odg nazionale

Una recente ricerca dell’Istituto Demopolis, commissionata dall’Ordine dei Giornalisti, su come si informano le nuove generazioni e la propensione dei giovani verso l’informazione, ha sfatato alcuni luoghi comuni riguardanti i giovani e l’informazione in Italia. L’indagine è stata condotta su un campione di 1000 ragazzi, rappresentativi dell’universo popolare italiano, di una fascia d’età compresa tra 18 e 29 anni, attraverso domande multiple aperte a più risposte.
Il dato più significativo, come era presumibile, è che il 95% degli under 30 del nostro Paese fruisce quotidianamente della rete e il 60% è di fatto sempre connesso ad Internet. L’informazione online, intesa come servizio giornalistico, risulta molto utilizzata, cambia lo strumento, ma non i contenuti: infatti il 75% si informa tramite quotidiani online e portali di informazione, il 66% si avvale anche dei Tg nazionali e locali, il 63% consulta i social network, il 30% si avvale delle notizie in Radio e solo il 25% si affida alle News e App su smartphone.
Cosa non piace dell’informazione in Italia? Al 65% del campione non piace la faziosità dell’informazione politica, la scarsa obbiettività al 56%, la superficialità al 48% e per il 43% si dà poco spazio all’informazione di inchiesta.
Per quanto riguarda i dubbi di credibilità della notizia sui media tradizionali, prevale la risposta “qualche volta” (51%), seguita da “spesso” (34%) e mai (15%), mentre sono più accentuati i dubbi sui Social netwok: il 56% spesso ha dubbi, il 35% qualche volta e solo il 9% è certo della veridicità della notizia.
Ma la domanda che ci riguarda più da vicino è come il campione vede la funzione del giornalista oggi in Italia. Il 33% la ritiene fondamentale, il 40% la ritiene importante, solo il 20% la ritiene poco utile e il 7% ininfluente.
L’interesse dei giovani per il giornalismo di inchiesta ha messo in risalto un atteggiamento molto attento a questo aspetto dell’attività giornalistica, infatti hanno risposto di essere interessati: molto il 33%, abbastanza il 37%, poco il 26% e per nulla il 4%.
Per ultimo va evidenziato il trend dell’utilizzo dei mezzi di informazione impiegati dal campione. Nel 2009 i Tg nazionali e locali erano seguiti dal 76%, mentre nel 2019 questa percentuale è scesa al 66%. Al contrario i siti web di testate di informazione online vede il 2009 con il 31% di utilizzo passato nel 2019 al 75%, mentre l’utilizzo dei social è passato dal 15% nel 2009 al 63% nel 2019.
In conclusione, dall’indagine emerge un dato che appare estremamente significativo: il 73% dei giovani italiani riconosce oggi al giornalista una funzione fondamentale o importante nel Paese. È, quindi, essenziale che questa professione si adatti costantemente alle nuove tecnologie, tenendo sempre presente che è la nostra deontologia professionale che fa la differenza e va rafforzata con la formazione continua.
Emilio Bonavita
Vicepresidente del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna
(26 febbraio 2019)
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