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Il Resto del Casino lotta per rimanere un patrimonio comune. Il suo fondatore e direttore Roberto Botti crede che essere autonomi e impegnarsi nella nascita e nella conservazione di piccole realtà editoriali sia una strada da indicare ai giovani giornalisti per fare crescere oggi quello che potrebbe divenire un bene di tutti domani

Il Resto del Casino nasce nel 2001 come secondo giornale di satira in Italia e fa da contraltare al livornese Il Vernacoliere. Lo spunto è quello de Il male che negli anni ’70 attirò lo stupore, davanti alle edicole, con titoli inverosimili ma apparentemente veritieri come Tognazzi è il capo delle Brigate rosse oppure Sono sbarcati i marziani.


Dal 2001 Il Resto del Casino ha abbracciato, in forma satirica, quasi venti anni di storia italiana, internazionale e locale: le continue scaramucce nella politica tra destra e sinistra, le contraddizioni delle varie propagande, con l’infinita lotta al terrorismo, i molteplici aspetti nell’operato della Chiesa cattolica, lo sport con i suoi falsi miti, il costume, la cronaca spiccia e tanta attualità. Una chiave di lettura della storia di circa un ventennio in una forma, quella satirica, che per certi versi, essendo più libera di esprimersi rispetto al giornalismo tradizionale (basato nelle intenzioni di concretezza e di notizie avvalorate dai fatti) riesce a porsi in una dimensione avvantaggiata e più incisiva. Per questo la satira è sempre da preservare.
Il Resto del Casino è assolutamente libero da qualsiasi forma di ideologia sia politica che religiosa o materialista (chi si professa ateo infatti segue a propria volta una ideologia). Il direttore e proprietario di questo giornale è il sottoscritto che da anni ormai segue tutto il processo produttivo: lavoro di redazione, grafica, impaginazione, raccolta degli sponsor (con cui il giornale sin dal primo numero si è mantenuto sempre in attivo), fino all’arrivo dei file in rotativa dove vanno in stampa 5mila copie, distribuite anche nelle varie edicole con tanto di “civetta” al loro esterno per attirare la curiosità dei passanti.
Vista la crisi nelle assunzioni per i giovani che vogliono intraprendere il mestiere del giornalista, un consiglio che mi sento di dare è: essere autonomi e impegnarsi anche nella nascita di nuove realtà editoriali cercando di fare crescere oggi quello che potrebbe divenire un bene di tutti nel domani.


Da circa due anni Il Resto del Casino è fermo per via di alcuni tecnici nell’ambito dei computer che avevano congelato dati essenziali per poterlo fare andare in stampa. Il problema inizia ad essere in via di risoluzione (tra breve sarà anche attivo il sito internet www.ilrestodelcasino.it con tutti gli arretrati in lettura per i suoi visitatori). Ma per ripartire c’è bisogno di una spinta, di un aiuto concreto che in questa forma mi sento di chiedere. Ricordo che chi scrive è Roberto Botti. Sono iscritto all’Albo dei giornalisti dal 1984 e professionista dal 1992. Primo ammesso d’ufficio dall’Ordine grazie alla sensibilità dell’allora presidente Luca Goldoni. Subito dopo avere sostenuto l’esame professionale mi adoperai per fare nascere, il “Gruppo free lance” spalleggiato, allora, dall’attuale nostro presidente Giovanni Rossi.


Credo di avere dato molto all’ideale di un giornalismo libero dai ricatti del potere, dal clientelismo e dalla partitocrazia; chiedo a chi si identifica in questo di dare un sostegno in qualsiasi forma per la ripresa delle pubblicazioni, telefonando al 329.9260160.

Roberto Botti
(8 novembre 2018)
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