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Inpgi 2: pensioni più alte e maggiori tutele di welfare per i “non dipendenti”

Casagit senza oneri per 6 mila giornalisti, tutela della maternità a rischio, trattamento di disoccupazione per i co.co.co: queste le principali linee di riforma approvate dal Comitato amministratore della Gestione Separata Inpgi (Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani) a favore degli “autonomi”.
Una revisione molto importante (paragonabile alla riforma delle prestazioni per la gestione principale), un intervento organico e complessivo che rimodula il regolamento della gestione separata a vent’anni esatti dalla sua costituzione. Da allora il mondo del lavoro autonomo è molto cambiato, per tutti e per i giornalisti in maniera particolare.
Sottolinea l’Inpgi: “vent’anni fa i cosiddetti freelance erano una parte marginale della categoria, oggi sono più numerosi dei lavoratori dipendenti. Il lavoro autonomo è diventato la nuova forma di lavoro per tutti quelli che sono stati espulsi dalle redazioni a causa dei processi di ristrutturazione delle aziende o per tutti i giovani colleghi che non riescono ad avere un contratto a tempo indeterminato. Era necessario quindi, oltre che doveroso e responsabile, cercare di dare risposte e tutele previdenziali e di welfare alle attese di questi colleghi”.
L’intento di questa riforma è duplice: “da una parte cercare, nei limiti di quello che è consentito dalla normativa, di migliorare le prestazioni previdenziali future, dall’altra offrire maggiori coperture di welfare fermo restando che nessuno di noi può intervenire su quello che è il vero problema del lavoro autonomo giornalistico, cioè l’insufficienza dei redditi”.
Quindi, precisa l’Inpgi: “l’obiettivo ambizioso che dobbiamo avere come amministratori è quello di contribuire a dare dignità al lavoro autonomo costruendo una cultura previdenziale, facendo in modo che i colleghi non percepiscano più il contributo come una tassa ma come ricchezza futura e l’istituto non come un esattore ma come un fornitore di servizi all’interno del sistema solidale della categoria. Le proposte articolate che presentiamo rispondono a questa logica e aiutano a fare del giornalista iscritto all’Inpgi 2 un libero professionista come lo sono già gli avvocati, i commercialisti, i notai e tanti altri”.
L’intervento principale riguarda la previdenza: a fronte di un incremento graduale e progressivo del contributo soggettivo e del contributo integrativo si otterrà al termine della propria vita lavorativa un miglioramento della prestazione pensionistica di circa il 30 per centro. Una quota del contributo integrativo e una parte dei rendimenti della gestione saranno destinati annualmente a coperture di welfare. Il primo intervento deciso riguarda la copertura dei costi per l’iscrizione alla Casagit a favore dei colleghi con redditi bassi. Altri interventi significativi riguardano la maternità, l’introduzione del sussidio di disoccupazione per i co.co.co e la copertura degli infortuni professionali sempre per i co.co.co.
Tutte le modifiche sono naturalmente soggette all’approvazione dei Ministeri vigilanti e quindi entreranno in vigore solo dopo il via libera ministeriale.
Maggiori dettagli a questo link.
Altre info nel sito di Inpgi.
F.S.
(15 settembre 2017)
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