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Martiri di carta di Pierluigi Roesler Franz ed Enrico Serventi Longhi. La storia dei 264 giornalisti italiani morti nel corso della Prima Guerra mondiale. Trentuno erano emiliano-romagnoli

Alberto Bani di Forlì, Gino Barbieri di Cesena, Pietro Bartoletti di Cesena, Cesare Bonola di Bologna, Mario Borghi di Reggio Emilia, Eligio Cacciaguerra di San Carlo di Cesena, Giovanni Capri di Bologna, Athos Casarini di Bologna, Carlo Cassan di Rimini, Pico Cavalieri di Ferrara, Giacomo Crollalanza di Piacenza, Antonio Fantini di Cesena, Garibaldi Franceschi di Modena, Domenico Giordani di Budrio (Bologna), Edgardo Macrelli di Sarsina (Forlì), Germano Manini di Consandolo, frazione di Argenta (Ferrara), Achille Mazzoni di Forlì, Giovanni Modena di Reggio Emilia, Francesco Neri di Santa Sofia (Forlì-Cesena), Bruno Orsoni di Budrio (Bologna), Angelo Paglia di Bologna, Mario Poledrelli di San Niccolò d’Argenta (Ferrara), Gianni Sacenti di Castelfranco Emilia (Modena), Emilio Savini di Bologna (l’unico iscritto all’Associazione Stampa Emiliana), Renato Serra di Cesena, Giovanni Spallanzani di Modena, Gastone Tedeschi di Ferrara, Luca Antonio Tosi Bellucci di Modena, Giannetto Vassura di Cotignola (Ravenna), Carlo Vizzotto di Bologna e Pietro Zuffardi di Fornovo sul Taro (Parma).

Questi i 31 emiliano-romagnoli, tutti nati sul finire dell’Ottocento e tutti accomunati, sia da una passione, il giornalismo, sia da una fine tragica, la morte sui campi di battaglia durante la Prima Guerra mondiale. La storia dei 264 eroi, tanti sono i colleghi caduti nel corso della Grande Guerra, quasi tutti sconosciuti ai più o dimenticati, è stata ricostruita attraverso sette anni di intense ricerche d’archivio dal giornalista Pierluigi Roesler Franz che insieme al ricercatore universitario Enrico Serventi Longhi ha curato un libro appena pubblicato da Gaspari Editore di Udine per conto della Fondazione sul giornalismo “Paolo Murialdi”. S’intitola Martiri di carta. I giornalisti caduti nella Grande Guerra.
L’idea del collega Pierluigi Roesler Franz di compiere ricerche sui giornalisti caduti nelle Grande Guerra risale al 2011 quando nei sotterranei della sede dell’Inpgi a Roma, fu casualmente ritrovata una lapide – della quale si erano perse le tracce – con i nomi di 83 giornalisti Caduti in guerra tra il 1915 e il 1918, inaugurata da Mussolini il 24 maggio 1934 al Circolo della Stampa di Roma. Le ricerche d’archivio hanno poi appurato che i giornalisti Caduti in combattimento o a seguito di ferite riportate al fronte sono stati 264. Nel volume, si racconta la storia – finora mai scritta – di 264 intellettuali di tutte le Regioni (fra i quali Battisti, Stuparich, Serra, Gallardi, Boccioni, Niccolai e Umerini) morti nel conflitto mondiale 1914-1918. La maggior parte dei caduti erano giovani ventenni che, provenienti da tutte le parti d’Italia, avevano cominciato a scrivere su grandi e piccoli giornali e riviste. Alcuni di loro erano stati chiamati alle armi, mentre altri erano andati volontari al fronte.
La pubblicazione, che è illustrata da immagini e dai volti dei caduti, rappresenta la prima attività di studio e ricerca svolta dalla Fondazione sul giornalismo “Paolo Murialdi” e si colloca nell’ambito delle iniziative nazionali per la celebrazione del centenario della partecipazione dell’Italia alla Grande Guerra. Tutti gli scritti sono corredati da note esplicative, fotografie d’epoca, ritratti dei protagonisti e mappe dei luoghi delle battaglie in cui “i martiri di carta” hanno perso la vita combattendo eroicamente per la patria.
Nel panorama storiografico e giornalistico mancava un lavoro capace di unire biografie, storia sociale, storia militare e storia politica. Si tratta di un contributo capace di interessare storici, giornalisti, appassionati e semplici lettori, anche in virtù della categoria scelta, quella dei giornalisti: storie vere, di uomini in carne ed ossa, restituite grazie a una sistematica ricerca storica basata su un’ampia bibliografia, su centinaia di articoli di giornali e su documenti d’archivio.
La Fondazione sul giornalismo “Paolo Murialdi” (www.fondazionemurialdi.it) è stata costituita dai quattro organismi della categoria (Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani e Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani) con lo scopo di raccogliere e mettere a disposizione degli studiosi e dei ricercatori tutta la documentazione sulla vita e sulla storia del giornalismo italiano. Ha sede a Roma in un prestigioso ufficio in via Valenziani 12/a a pochi metri dalla Breccia di Porta Pia. La sua attività è volta anche alla promozione e alla pubblicazione degli studi sul giornalismo, all’organizzazione di convegni e dibattiti e all’istituzione di borse di studio e di ricerca. È intitolata a Paolo Murialdi che è stato giornalista, sindacalista della categoria e storico del giornalismo, nonché Presidente della Fnsi dal 1974 al 1981. Proprio di recente è stato nominato il nuovo Presidente della Fondazione nella persona del collega Vittorio Roidi che nel Consiglio d’amministrazione rappresenta la Fnsi. Sostituisce il Presidente della Casagit Daniele Cerrato. La Presidenza della “Murialdi” è assunta, a rotazione, dai rappresentanti degli enti che l’hanno costituita.
(ndr: fonti Pierluigi Roesler Franz e Alessando Feliziani)

La proposta
Il 4 novembre prossimo si concluderanno le celebrazioni del 1° Centenario del conflitto 1914-1918. Vogliamo onorare la memoria dei 31 giornalisti emiliano romagnoli morti nella Grande Guerra e finiti ingiustamente nell’oblìo per 100 anni? Avanziamo la proposta di farlo con Seminari di studio e/o tesi anche di laurea, coinvolgendo gli studenti del territorio.

Mario Paolo Guidetti
Consigliere tesoriere del Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna
(10 giugno 2018)
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