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I “segreti” del Santuario degli Obici svelati da Maria Alessandra Molza

Il Santuario degli Obici al Finale dell’Emilia. La storia, le scoperte, i segni. È questo il titolo del bel libro di Maria Alessandra Molza, pubblicato da Baraldini Editore. Un volume insolito e di interesse, che propone la prima indagine sul leggendario luogo di culto, di cui vengono rivelati “segreti”, curiosità e risvolti inediti.
La singolare e partecipata narrazione dell’autrice – giornalista, scrittrice, sensibile ricercatrice – introduce i lettori fra misteri, leggende, vicende storiche del Santuario.
Situato in una vastissima tenuta, che era dei Marchesi Obizzi, il piccolo Santuario degli Obici è meta costante di pellegrini che vengono da ogni parte d’Italia e anche dall’estero per visitarlo e contribuisce alla notorietà di Finale Emilia. La piccola chiesa si ritrova già nelle carte topografiche del ‘600. Fino al 1959 nella sua suggestiva cornice si celebrano comunioni, cresime, matrimoni e tradizionali funzioni del calendario liturgico. Poi, per via dello spopolamento della campagna, nella chiesetta ci si limita a recitare il Rosario nel mese di maggio e a celebrare la festa della Madonna. Negli anni Settanta le condizioni del Santuario vanno peggiorando. Nel 1979 inizia una raccolta fondi e solo nel giugno 1981 possono essere avviati i lavori di ristrutturazione. È proprio durante l’opera di restauro che viene recuperata una cassetta in legno contenente una tela raffigurante una Madonna con Bambino e degli angeli in adorazione. È il 4 settembre 1981. Il 26 maggio 1982 il dipinto viene benedetto a Roma da Papa Giovanni Paolo II.
F.S.
(16 dicembre 2017)
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