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L’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e Anita Garibaldi assegnano “attestati di merito” ai giornalisti minacciati in terra reggiana. Una sentita e risoluta risposta alla ‘ndrangheta

Appreso dei tentativi, anche nella nostra regione, di condizionare la libertà di stampa, il dovere dell’informazione, prima e durante il processo Aemilia, Anita Garibaldi (accompagnata dalla figlia Anita) e l’Ordine regionale dei Giornalisti il 20 aprile hanno consegnato Attestati di Merito a testate giornalistiche, colleghe e colleghi che stanno seguendo e documentando con professionalità l’azione decisa e competente di Istituzioni, Magistratura, Forze dell’Ordine per sconfiggere ogni forma di sopruso.
Il luogo della cerimonia ha un particolare significato storico: Via Mari 10 a Reggio Emilia, dove c’è il pozzo dal quale le donne del Popol Giost di Santa Croce, il 19 agosto 1859, attinsero l’acqua chiedendo a Garibaldi di battezzare laicamente i propri figli. Quei bambini divennero sacri per tutto il quartiere e se qualcuno si azzardava a toccarli erano guai e veniva investito in dialetto con queste parole: “Las astér col ragaz cl’è stè batzè da Garibaldi” (lasciate stare quel ragazzo che è stato battezzato da Garibaldi).
Mario Paolo Guidetti, in rappresentanza del Consiglio dell’Ordine giornalisti dell’Emilia-Romagna, con sentimento di sincera vicinanza, ha letto le motivazioni degli Attestati di Merito assegnati alle testate Gazzetta di Reggio, Il Resto del Carlino Reggio, La Voce di Reggio, RAI Regionale, Telereggio, TV Teletricolore, Reggionline, Reggio Report, Reggio Sera, 24 emilia, Agenzia stampa DIRE, 7per24 e ai colleghi Paolo Bonacini, Jacopo della Porta, Benedetta Salsi, Francesca Chilloni, Elia Minari/CortoCircuito.
Questo il testo del riconoscimento: “Subdoli e innumerevoli sono i tentativi, anche in terra emiliana, per tentare di condizionare la libertà di stampa, il dovere dell’informazione. Ma i giornalisti hanno la schiena diritta. Alle colleghe e colleghi dalla schiena diritta, il solidale abbraccio, testimoniato da questo Attestato di Merito dell’Ordine dei Giornalisti e di Anita Garibaldi, Presidente della Fondazione Giuseppe Garibaldi. La riflessione di oggi è la nostra risposta alle mafie, al terrorismo, ai facinorosi, a chi si crede intoccabile. Ci atterremo sempre alle Carte deontologiche dell’Ordine, all’articolo 21 della Costituzione, al dovere della verità, per dimostrare che a Reggio Emilia vi sono gli anticorpi per sconfiggere ogni forma di sopruso”.
Guidetti ha ribadito il valore e la volontà delle donne: “queste, unitamente ai giovani, rappresentano la vera forza e la speranza per una società dove la legalità e la giustizia sociale siano gli elementi fondanti per una nuova armoniosità collettiva”. E proprio parlando di giovani “dalla schiena diritta” ha ricordato ciò che è scritto nella sede dell’Ordine: «Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente in allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo» (Giuseppe Fava, giornalista ucciso da Cosa Nostra).
WriterMarius
(23 aprile 2018)
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