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Se ne è andato Giacomo Calistri. Giornalista stimato e “voce della montagna” sul Resto del Carlino

Si è spento a 79 anni Giacomo Calistri. Storico collaboratore del Carlino, specializzato in cronaca locale e storie dell’Appennino. Per più di quarant’anni è stato la “voce della montagna” sulle pagine del quotidiano bolognese. Giornalista apprezzato, ha scritto racconti accurati dell’Appennino testimoniando l’evoluzione del territorio e delle sue comunità. Viene ricordato “per la sua capacità di dare voce ai protagonisti della montagna e per la sua profonda conoscenza della storia e dei cambiamenti sociali della zona di Gaggio Montano e dintorni”.

Numerose le attestazioni di stima di colleghi, politici, rappresentanti istituzionali che lo hanno conosciuto da vicino.
Fra questi il senatore Pier Ferdinando Casini: “Giacomo Calistri per lunghi anni è stato il re della montagna: voce onnipresente, difensore civico di tutti i Comuni dell’Alta valle del Reno, conoscitore minuzioso di ogni fatto ed evento. Per me è stato veramente un punto di riferimento fondamentale”.
Giancarlo Tonelli (direttore generale di Ascom): “Per me è stato un amico vero, sincero e sempre premuroso. La sua professionalità, la sua curiosità, la sua capacità di trovare ovunque la notizia lo ha reso per tutti noi un vero punto di riferimento”.
Marta Evangelisti (capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione): “da sempre voce autentica del nostro Appennino e, in modo speciale, dell’Alto Reno. Con lui se ne va non solo un professionista attento e rigoroso, ma un punto di riferimento capace di dare anima e dignità alle storie della nostra montagna”.
Andrea De Maria (deputato Pd): “I momenti di incontro con lui per me sono stati tanti, in particolare da sindaco di Marzabotto e da presidente della Comunità montana Alta e Media Valle del Reno”.
Maria Elisabetta Tanari (ex sindaca di Gaggio Montano): “Grande umanità e ironia, ci mancherà”. “Accettava la condizione di non vedente con autoironia: quando si faceva la gaffe Giacomo, ci vediamo. Lui rispondeva: Vi vedrete poi voi…”.
Enrico Barbetti (tra i tanti colleghi che lo hanno conosciuto e apprezzato): “Calistri è stato una colonna portante del giornale, grazie al suo acume e alla capacità di entrare istantaneamente in sintonia con qualunque interlocutore, dalla più alta figura istituzionale all’ultimo pastore del più sperduto villaggio dell’Appennino”.
Tutta la redazione del Carlino è vicina alla famiglia Calistri. Del resto, come ricorda la moglie Carla Giusti: “per lui la redazione era una casa e i colleghi una famiglia”.

L’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna partecipa al cordoglio di familiari, amici, colleghi, istituzioni e formula sentite condoglianze.

La cerimonia funebre si è svolta il 28 aprile 2026 nella Chiesa dei Cappuccini di Porretta Terme (BO).

F.S.
ph da il Resto del Carlino
(27 aprile 2026)