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Il nuovo Consiglio di disciplina

Il Consiglio di Disciplina è nato da un decreto legge dell’agosto 2011 (diventato operativo con la legge 148 del 2011 e definitivamente articolato con  Decreto del Presidente della Repubblica 137/2012). Un organismo disciplinare slegato da quella che precedentemente era stata definita la “giustizia domestica”: cioè la facoltà data ai consiglieri eletti di pronunciare sentenze di natura deontologica sui loro stessi colleghi. È  composto da sei professionisti (Claudio Santini, presidente per anzianità d’iscrizione all’Albo, Rita Bonaga, Andrea Botti, Onide Donati, Giorgio Gazzotti, Roberto Olivieri) e da tre pubblicisti (Antonella Beccaria, Carla Chiappini, Valeria Cicala, segretaria in quanto di più recente iscrizione all’ Ordine). La proporzione fra professionisti e pubblicisti è la stessa prevista dalla Legge del 1963 per il Consiglio dell’Ordine. Il rapporto di genere supera, nel nostro caso, quello sancito dal regolamento del nuovo istituto che prevede una donna in ognuno dei tre collegi giudicanti. Una caratteristica essenziale del nuovo Istituto  è  quella di  operare a due livelli: l’intero  Consiglio  esamina tutti gli esposti inoltrati dall’Ordine regionale e, collegialmente, decide  le archiviazioni o la  prosecuzione nell’esame degli esposti; i Collegi (di tre componenti ciascuno) conducono autonomamente le istruttorie, ascoltano gli incolpati, decidono le assoluzioni o le sanzioni, e redigono le motivazioni. E veniamo al rendiconto sull’attività cominciata con l’insediamento, il 12 settembre 2013. Sono stati ereditati dal “vecchio” Consiglio 6 casi rimasti in sospeso ai quali se ne sono aggiunti altri 11 pervenuti durante e dopo le elezioni dello scorso maggio. Il carico si è inoltre appesantito con le segnalazioni pervenute da settembre 2013 a marzo di quest’anno. Le riunioni del  Consiglio “generale” sono state in  tutto tre ma sono servite ad assegnare ben più pesanti carichi di lavoro ai tre Collegi che, in autonomia,  si sono incontrati in 8 riunioni. Le archiviazioni in prima battuta sono state 8 (più 3 trasmissioni ad altri Ordini in quanto risultava evidente la nostra incompetenza territoriale). I procedimenti sono stati assegnati ai tre collegi a sorteggio (per non prestare il fianco a eventuali critiche di giudizi pilotati). Le contestazioni d’addebito già inoltrate sono state 11:  tre procedimenti sono già stati chiusi e i restanti 8 sono in fase di giudizio. Gli avvertimenti orali (fatti dal Presidente del Cdt) sono stati tre. Sono inoltre gappena arrivati altri 9 esposti. Passiamo alle tematiche deontologiche che più frequentemente sono state esaminate. Principalmente  riguardano: l’omessa rettifica, l’uso del virgolettato in dichiarazioni contestate, eccessi di notizie sui minori (spesso su sollecitazione del Garante).  Altra problematica  abbastanza frequente:il comportamento di giornalisti di uffici stampa che contemporaneamente sono corrispondenti di giornali ma anche la violazione della Carta di Firenze in presenza di compensi manifestamente non equi. Infine un tema nuovo e ancora pressoché privo di riferimenti giurisprudenziali: l’aspetto deontologico di ciò che giornalisti iscritti all’albo scrivono sui social network. Pubblichiamo le decisioni dei Collegi che sono già state notificate e ricevute dagli iscritti. La scelta del  Cdt  è infatti quella di attendere, prima di pubblicare le motivazioni, che l’iscritto ne sia a conoscenza. Le delibere sono elencate sulla base della sanzione comminata.
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