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Avviate le lezioni del Master in Giornalismo Unibo. Il direttore Fulvio Cammarano illustra novità, punti di forza e obiettivi del biennio formativo 2019-2021

Sono 28 i nuovi allievi del Master in Giornalismo dell’Università di Bologna. Giovani sotto i 25 anni, provenienti da varie regioni d’Italia, con un buon livello culturale e animati dal “sacro fuoco” del giornalismo.
Durante il biennio di formazione per futuri professionisti (riconosciuto dall’Ordine nazionale dei Giornalisti e sostitutivo del praticantato) gli allievi vengono seguiti da tutor e docenti, sotto la direzione accademica di Fulvio Cammarano, professore ordinario di Storia Contemporanea presso il Dipartimento delle Arti di Unibo e attento osservatore dell’universo mediatico.

Professor Cammarano, lei è direttore del Master in giornalismo dell’Ateneo di Bologna dal 2016. Che bilancio può fare della passata edizione?
«È andata molto bene e posso dirlo oggettivamente guardando i risultati, che indicano una percentuale altissima (probabilmente la più alta in Italia) di allievi che hanno ottenuto l’abilitazione all’esercizio della professione. È una cifra molto alta perché su 24 allievi che hanno concluso il Master e hanno sostenuto l’esame di Stato, ben 22 lo hanno superato e sono diventati giornalisti professionisti. Questo indica l’efficienza del nostro modello e soprattutto di chi prepara i ragazzi, in un delicato equilibrio fra teoria e pratica. I nostri obiettivi sono far superare l’esame agli allievi (visto che versano 12mila euro in due anni) e formare dei buoni professionisti capaci di affrontare la complessità del giornalismo di oggi, in grado di muoversi a 360 gradi nel settore dell’informazione. Ecco, questi due obiettivi crediamo di averli raggiunti: i risultati delle promozioni sono confortanti ma anche i primi dati rispetto alla loro capacità di inserirsi nel mondo lavorativo».

Qualcuno sta già lavorando?
«In diversi, con forme di retribuzione più o meno soddisfacenti. C’è chi è stato chiamato per sostituzioni estive, alcuni sono rimasti dove hanno fatto lo stage (ogni anno sono previsti due mesi di stage nelle redazioni), c’è stata un’assunzione. I risultati sono positivi anche da questo punto di vista. E poi tutti i ragazzi hanno manifestato grande apprezzamento nei confronti del Master, per la qualità dei corsi e l’eccellenza dei tutor giornalisti che per due anni li hanno guidati e fatti lavorare da giornalisti».

Poiché ha fatto parte della commissione esaminatrice per le prove di accesso al nuovo Master, qual è la tipologia dei 28 allievi selezionati?
«La maggior parte sono laureati in discipline umanistiche, però ci sono alcune eccezioni: un ingegnere, un architetto-ingegnere. L’area umanistica comunque è prevalente: ci sono giuristi, laureati in Lettere e in Scienze della comunicazione. L’età media è 23-24 anni, molti hanno lauree triennali. La selezione è chiaramente difficile, perché dovrebbe mirare a individuare le persone che hanno una vera volontà di intraprendere due anni durissimi, più che accertare le conoscenze specifiche. Tuttavia, l’impressione è che anche in questa edizione ci sia un nucleo duro di persone veramente motivate. E bisogna essere motivati per affrontare due anni che sono una sorta di servizio militare: tutti i giorni, otto ore al giorno, regolarmente, tra lezioni e pratica giornalistica come se fossero dentro una redazione. Quindi ci vuole capacità, energia, forza, disciplina per reggere due anni così. Ma chi è motivato, lo fa abbastanza facilmente. E mi sembra che molti ragazzi selezionati abbiano le caratteristiche giuste».

Secondo lei, oggi, chi si indirizza verso un Master come questo ha il “sacro fuoco” del giornalismo?
«Sì, sì, l’impressione è quella. Tutti i ragazzi a cui è stato chiesto “perché vuoi fare un Master così duro e costoso” (anche se quello di Bologna è fra i meno cari) hanno risposto “sin da bambino, sin dalle scuole medie volevo fare il giornalista”. Proprio c’è il “sacro fuoco”, questa passione. Molti scrivono nei blog o hanno già avviato collaborazioni, però vogliono imparare il mestiere, desiderano professionalizzarsi e il master serve a questo. Quindi chi si indirizza ha proprio il “sacro fuoco”, a prescindere dalle possibilità di lavoro successive».

Anche nel nuovo biennio ci sono borse di studio a favore degli allievi?
«Ci sono otto borse di studio, che vengono attribuite per merito. Quattro destinate ai primi in graduatoria nelle prove di ammissione. E altre quattro attribuite sulla base delle medie degli esami».

In questa edizione il Master ha una nuova sede (prima era ubicato in Azzo Gardino) e un diverso indirizzo di specializzazione.
«La sede nuova è davvero molto importante e segnala l’interesse e le motivazioni dell’Ateneo verso questo biennio formativo. Perché aprire un Master (che ha bisogno di laboratori e aule dedicate) nel cuore di Bologna, all’interno di una sede prestigiosa come quella di Piazzetta Morandi in Santa Cristina, significa voler puntare sul Master. Essere in centro è fondamentale per i giornalisti: i ragazzi devono uscire e trovarsi nel cuore della città. Una sede molto bella e funzionale nel centro di Bologna è una grande soddisfazione, un bel gesto nei confronti degli allievi ma anche un segnale fondamentale da parte dell’Ateneo. Per quanto riguarda le specializzazioni, rimane quella di Economia, mentre l’altra in Sostenibilità è stata sostituita con una specializzazione sulla Cultura. E questo mi permette di dire qualcosa rispetto ai rapporti del Master con la società civile, cioè con le istituzioni economiche, culturali, politiche che lo sostengono. Accanto al sostegno noi chiediamo anche la partecipazione delle istituzioni in quanto vivono abitualmente i problemi dell’informazione e possono farci comprendere ritardi o esigenze. L’indicazione di una specializzazione sulla Cultura (che forse è un po’ trascurata) è venuta dai nostri sostenitori esterni. È significativo vedere quanto ci tengono a investire nell’informazione del futuro».

Franca Silvestri

ph Pasquale Spinelli
(inaugurazione del Master nell’Aula Dioniso di Palazzo Marescotti)

Info e aggiornamenti sulla didattica nel sito del Master.
(21 ottobre 2019)

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