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Corte costituzionale: novità importante per i lavoratori nelle cause di lavoro

La Consulta dichiara incostituzionale l’obbligo per il giudice a condannare, al pagamento delle spese legali del datore di lavoro, il lavoratore che perde una causa.
È un’importantissima novità, soprattutto per i lavoratori impegnati in una causa di lavoro, che giunge dalla Corte costituzionale.
Con una sentenza (n. 77 del 19/4/18) è stata cancellata la norma che dal 2014 obbligava il giudice a condannare in automatico – senza in pratica alcuna discrezionalità – il lavoratore che perdeva una causa al pagamento delle spese del giudizio in favore del datore di lavoro.
Ora, grazie alla sentenza della Consulta, i giudici potranno tornare a valutare caso per caso se e come ripartire le spese legali tra le parti.
“Una norma, questa, che ha gravato pesantemente sui lavoratori e che ha determinato un crollo del contenzioso del lavoro negli ultimi anni non certo per una flessione delle violazioni dei diritti, ma proprio per la legittima preoccupazione di dover pagare migliaia di euro in caso di esito negativo della causa; si tratta di una sentenza che ha cancellato un assurdo automatismo” ha così commentato Alberto Piccinini, presidente dell’associazione Comma 2 – Lavoro è dignità, a cui aderiscono gli avvocati giuslavoristi che hanno chiesto l’intervento della Corte costituzionale ed elaborato gli argomenti a supporto dell’eccezione di costituzionalità, sottolineando tra l’altro la posizione di “debolezza” processuale e spesso economica di una delle due parti in causa.
(26 aprile 2018)
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