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Ciao Michela. Ci ha lasciati all’improvviso una collega gentile e sensibile

Michela Turra se ne è andata troppo presto. Era più di una giornalista, ha dato tanto alla letteratura: romanzi, poesie, narrativa per bambini, il contributo alla pubblicazione di inediti del marito, il poeta Gregorio Scalise. Se n’è andata all’improvviso, dopo aver fatto la giurata a un premio di poesia. Era una persona gentile e disponibile, aveva sempre una parola per il collega alle prime armi, un sorriso, un incoraggiamento mai superficiale, una voce che sembrava una carezza, una voce che non te la dimentichi.
Michela Turra aveva 61 anni, era iscritta all’Ordine dei giornalisti dal 1988, come pubblicista. Passò professionista 5 anni dopo. Ha collaborato a lungo con l’Unità e con le cronache regionali dell’allora gruppo Finegil. Ma le sue collaborazioni sono state tantissime, con testate di cronaca e con quelle più vicine al suo mondo, fatto di letteratura e poesia. Dirigeva la rivista di poesie Le voci della Luna. A Repubblica Bologna aveva raccontato il suo penultimo romanzo, La donna fantasma: un lavoro stilisticamente molto impegnativo per lei e molto attuale per i contenuti. L’ultimo suo lavoro, Amore e dintorni, era uscito da pochi mesi. Di Michela, e ci uniamo al cordoglio della famiglia, del marito e di tutti quelli che la piangono, mancherà soprattutto la grande sensibilità che aveva nel portare vicino alle persone, nella realtà di tutti i giorni, temi di grande rilevanza e la bellezza della poesia, che non basta mai.
Ciao Michela, ci hai lasciati troppo presto. Ti sia lieve la terra.
Silvestro Ramunno
(4 novembre 2019)
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