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Trasferimento del Master in Giornalismo di UniBo in Santa Cristina con posa della lapide-ricordo di Ezio Cesarini. Pubblicato il bando per il biennio 2019-2021

Nuova sede e nuovi indirizzi di specializzazione per il Master in Giornalismo dell’Università di Bologna, che ha appena reso pubblico il bando di ammissione al biennio 2019-2021 (su una pagina dedicata nel sito del Master).
Quello di UniBo è un master di primo livello, riservato a chi è in possesso almeno di una laurea triennale, sostitutivo dei 18 mesi di praticantato necessari per poter sostenere l’esame da giornalista professionista. Rientra, infatti, tra le 12 scuole italiane riconosciute dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Per il prossimo biennio il Master sarà ospitato nel complesso di Santa Cristina “della Fondazza”, l’ex monastero delle monache camaldolesi di piazzetta Giorgio Morandi. Qui, nella sede del dipartimento delle Arti, gli studenti del Master avranno a disposizione nuovi laboratori, nuove aule e un’ampia redazione. Si tratta di una collocazione decisamente più funzionale rispetto alla vecchia sede di via Azzo Gardino.
Il Master sarà a numero chiuso, per un massimo di trenta studenti, e i partecipanti potranno scegliere (in aggiunta agli insegnamenti e ai seminari in comune) l’indirizzo di specializzazione in “Giornalismo, arte e cultura” o in “Giornalismo economico”.
Le materie di insegnamento e le specializzazioni sono state definite dal Consiglio scientifico, organo di coordinamento e supervisione del biennio formativo, composto da tre componenti di parte accademica (tra cui il direttore del Master Fulvio Cammarano) e tre giornalisti (compreso il presidente dell’Ordine regionale Giovanni Rossi).
L’inizio dei corsi è previsto per venerdì 18 ottobre, con una cerimonia inaugurale aperta al pubblico alla presenza di grandi nomi del giornalismo. Nei due anni al Master gli studenti saranno impegnati quotidianamente nella teoria e nella pratica, alternando lo studio dell’etica e della deontologia al lavoro di cronaca (su web, carta, tv e radio), approfondendo la storia del giornalismo, le discipline economiche e giuridiche, e tutto quanto può servire a orientarsi in un panorama dell’informazione in continuo mutamento.
Nel complesso di Santa Cristina troverà posto anche la lapide che ricorda il sacrificio del giornalista Ezio Cesarini, partigiano e medaglia d’argento al valor militare, giustiziato dai fascisti nel gennaio 1944. Collocata nella vecchia sede del Resto del Carlino di via Gramsci, la lastra è stata dimenticata per decenni negli scantinati della nuova sede di via Mattei. Recuperata dal Consiglio regionale dell’Ordine, la lapide rappresenterà un monito costante per gli aspiranti giornalisti a non piegarsi mai di fronte ai condizionamenti piccoli e grandi, esercitando sempre il proprio diritto insopprimibile alla libertà di informazione e di critica a presidio dei propri lettori e della società democratica.
Michelangelo Bucci
Delegato del Consiglio regionale dell’Odg al Master in Giornalismo dell’Università di Bologna (20 giugno 2019)
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