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La prima dichiarazione programmatica di Carlo Verna. Querele temerarie, precarietà e retribuzioni sono le sfide prioritarie per il nuovo presidente nazionale dell’Odg

“Il Giornalismo ha una funzione sociale estremamente rilevante per il Paese e per la qualità della vita degli italiani. Ci sono temi prioritari: in primis difendere i giornalisti, tutti hanno diritto a vivere senza il peso delle minacce, ma quando si minaccia un giornalista si minaccia lo Stato, la funzione sociale che ricopre. La scorta mediatica, che noi fortemente promuoveremo, non è al giornalista, ma al cittadino come diritto ad essere informato, una scorta alla democrazia del Paese. Non a caso sono onorato e ho fortemente voluto che la prima intervista me la facesse un collega come Paolo Borrometi, a cui mi lega amicizia autentica e profonda stima”. Ha le idee ben chiare e un grande carico di aspettative il nuovo Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna.
Alla fine dei tre giorni che lo hanno eletto con un’ampia maggioranza (al primo turno), Verna parte da temi condivisi e da istanze reali del mondo degli iscritti all’Ordine. “Ci vuole il coraggio di cambiare – spiega -, questa tre giorni è stata difficilissima e sono particolarmente orgoglioso, ad esempio, di aver portato per la prima volta una donna come vicepresidente, una scelta fondamentale”.
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Risultati finali delle votazioni Odg 2017. Tutti gli eletti in Emilia-Romagna

Si è conclusa la tornata elettorale 2017.
Con il ballottaggio di domenica 8 ottobre (che ha richiamato alle urne solo i professionisti), l’Ordine Giornalisti dell’Emilia-Romagna ha completato l’elezione dei propri rappresentanti per la prossima consiliatura.
Sono stati eletti tutti i colleghi, professionisti e pubblicisti, per i Consigli regionale e nazionale e per il Collegio regionale Revisori dei Conti.
Anche per la giornata di ballottaggio sono stati allestiti tre seggi in altrettante città della regione. Hanno partecipato alle votazioni 347 giornalisti professionisti: 187 a Bologna, 62 a Cesena e 98 a Parma.
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Il dialogo interreligioso e un’etica comune sono possibili però serve una base condivisa di civiltà. L’informazione è inesatta ma la precarietà non giustifica la distorsione della realtà: il giornalista deve dire la verità

Alberto Sermoneta ha radici romane ma ormai da vent’anni è Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Bologna. È una persona di profonda e rigorosa cultura, che trasmette con semplicità, passione, desiderio di “seminare” conoscenza. Tiene lezioni, conferenze, corsi tematici aperti a tutta la città: al Museo Ebraico è seguito da studenti, cultori, gente curiosa di scoprire i “segreti” dell’ebraismo. Rav Sermoneta è arguto, versatile, ironico e, come tutti gli ebrei, animato da una grande positività esistenziale. Il Tavolo interreligioso sulla custodia del Creato e il G7 Ambiente di Bologna sono stati il preambolo di questa conversazione.
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Un avvicendamento tra i rappresentanti dell’Emilia-Romagna nel Consiglio nazionale dell’Odg. Elide Giordani sostituisce Gerardo Bombonato

L’Ordine nazionale dei Giornalisti ha completato le verifiche post elettorali relative alla titolarità di una posizione Inpgi attiva di tutti gli eletti nel Cnog.
Dagli accertamenti di legge è risultato che Gerardo Bombonato (eletto al ballottaggio dell’8 ottobre con 174 voti) non ha un requisito richiesto dalla normativa vigente per fare parte del Consiglio nazionale ovvero non è titolare di una posizione previdenziale attiva presso l’Istituto nazionale dei giornalisti italiani (Inpgi).
Quindi, mancando una delle condizioni di eleggibilità, Bombonato non può rivestire la carica di consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e deve subentrargli il primo dei non eletti fra i professionisti.
In Emilia-Romagna la prima dei non eletti professionista è Elide Giordani (154 voti al ballottaggio dell’8 ottobre) che dunque rappresenterà la nostra regione nel Cnog insieme ad Antonio Farnè (professionista) e Alberto Lazzarini (pubblicista).
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Processo Aemilia: in appello confermate le condanne per intimidazioni alla stampa. La dichiarazione di Valerio Vartolo che ha assistito l’Ordine dell’Emilia-Romagna e l’Aser nella costituzione di parte civile al fianco dei giornalisti minacciati Pignedoli e Franzini

La Corte di Appello di Bologna ha aderito, interamente, all’impianto della Procura di Bologna, confermando la sentenza di primo grado emessa dal Gup Francesca Zavaglia, che aveva deciso le sorti di molti imputati dell’operazione Aemilia che avevano scelto il rito abbreviato.
La Corte di Appello ha dunque confermato la parte più importante dell’impianto accusatorio, cioè l’esistenza dell’associazione a delinquere di stampo n’dranghetistico.
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Il Governo dovrebbe aprire un tavolo sull’emergenza occupazione del settore giornalistico. Un’informazione precaria indebolisce la democrazia e crea disuguaglianze nella professione. Inclusione è la parola d’ordine

Raffaele Lorusso è segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi). Da quando è stato eletto, al XXVII Congresso di Chianciano Terme nel gennaio 2015, concilia la professione di quotidianista a Repubblica con un’intensa attività nel Sindacato unico dei giornalisti. In questa chiacchierata mette a fuoco le questioni più nevralgiche della professione e individua criticità e urgenze del cosiddetto “lavoro autonomo”, che ormai in maniera cronica significa precarietà professionale. Si esprime senza eufemismi rispetto allo stato attuale dell’informazione e alla difficile condizione della stampa italiana. Ma non demorde, cerca di agire nel segno del “noi” rispettando il senso profondo della parola sindacato (dal greco, “giustizia insieme”).
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