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Cultura contro la mafia! Significativa riflessione con spettacolo al Rasi di Ravenna insieme a Donato Ungaro, Teatro delle Albe, Odg, Aser, Regione Emilia-Romagna

Per contrastare la mafia, gli intrecci malavitosi, il degrado della società civile servono cultura, pensiero critico, educazione alla legalità, etica pubblica, libera informazione. Questi i principali “antidoti” messi a fuoco nell’incontro-confronto Cultura contro la mafia!, che si è svolto il 28 maggio al Teatro Rasi di Ravenna, al termine dell’incisivo e coinvolgente “corto” teatrale Saluti da Brescello.
Quali difficoltà si possono trovare nel fare cultura e informazione palando di mafie in Emilia-Romagna? È stato il filo rosso del dibattito o meglio del “trébbo” (italianizzazione della voce romagnola trébb che significa riunione di amici, incontro, veglia). Aperto dai saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino e moderato criticamente dal giornalista Luca Boccaletti. Importante e “spinosa” la testimonianza del giornalista Donato Ungaro. Stimolanti i contributi di Giovanni Rossi (presidente Ordine dei giornalisti Emilia-Romagna), Serena Bersani (presidente Associazione Stampa Emilia-Romagna), Massimo Mezzetti (Assessore regionale alla Cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità), Marcella Nonni (direzione Ravenna Teatro), Luigi Dadina e Gianni Parmiani (protagonisti dello spettacolo Saluti da Brescello).

La pièce teatraleSaluti da Brescello, con drammaturgia e regia di Marco Martinelli, “parla di un’Italia che sta cambiando, di una regione che si credeva avere tutti gli anticorpi, ma che non è risultata immune dalla corruzione. Le statue di Peppone e Don Camillo in un onirico dialogo notturno raccontano la vicenda realmente accaduta a Donato Ungaro, vigile a Brescello licenziato senza giusta causa per le sue denunce sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel paese”.
Il testo dello spettacolo è stato commissionato a Martinelli dal Teatro di Roma per rappresentare l’Emilia-Romagna all’interno del progetto “Ritratto di una Nazione – L’Italia al lavoro”, curato da Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri. Saluti da Brescello ha debuttato al Teatro Argentina di Roma nel settembre 2017 e può essere considerato l’ideale prologo di Va pensiero, “una creazione corale, ideata e diretta da Marco Martinelli insieme a Ermanna Montanari, che racconta il “pantano” delI’Italia di oggi in relazione alla speranza risorgimentale inscritta nella musica di Giuseppe Verdi”.
Come spiega il drammaturgo-regista: “Sono partito dalla storia vera di Donato Ungaro. È una storia di lavoro ingiustamente strappato, perché alla fine degli anni ’90 aveva scoperto degli intrallazzi disonesti tra ‘ndrangheta e politica, e di conseguenza fu licenziato dal suo sindaco. Una storia che ci deve far riflettere, perché un certo modo di corruzione tra malavita privata e politica sta da anni salendo al nord e ormai lo vediamo nelle cronache quotidiane. La vicenda mi è piaciuta perché rappresenta anche un segnale di speranza: una volta licenziato, Ungaro porta in tribunale il sindaco e dopo 14 anni, nel 2015, vince la causa, proprio nel momento in cui Brescello diventa il primo comune dell’Emilia-Romagna a venire sciolto per infiltrazione mafiosa”.

Il testo di Saluti da Brescello è disponibile in edizione integrale su doppiozero.com.
Altre info nel sito di Ravenna Teatro.

Franca Silvestri
(30 maggio 2019)
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