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“Dov’è Tina Merlin oggi?”: premio nazionale FNSI per il giornalismo d’inchiesta territoriale. Scadenza 10 settembre 2026

Seconda edizione del Premio nazionale per il giornalismo d’inchiesta territoriale “Dov’è Tina Merlin oggi?”, promosso da FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana, rivolto a croniste e cronisti che ogni giorno raccontano il Paese partendo dai territori con focus su diritti sociali e del lavoro, diseguaglianze, rispetto dell’ambiente. I lavori devono essere inviati entro il 10 settembre 2026 a premiotinamerlin@fnsi.it.

Quest’anno il concorso cade nel centenario della nascita di Tina Merlin (1926-2026) ed è occasione per “rendere omaggio a una delle figure più significative del giornalismo italiano e, al tempo stesso, valorizzare il lavoro spesso silenzioso e poco riconosciuto di chi opera nelle redazioni locali, là dove non di rado nascono le grandi inchieste e si intercettano per primi i cambiamenti della società”.

Il premio è riservato a croniste e cronisti iscritte/i all’Ordine dei Giornalisti, senza limiti di età, che su testate cartacee, tv, web, radio, podcast hanno svolto inchieste giornalistiche su: “lavoro negato, lavoro sfruttato, lavoro valorizzato, lavoro precario, lavoro letale, ambiente tutelato o violentato, salute a rischio o garantita, riscatto sociale, buona informazione o disinformazione, comunità resilienti, cura del vero, linguaggio inclusivo, inclusione e giustizia sociale”. Viene attribuito da una giuria qualificata presieduta da Alessandra Costante (segretaria generale FNSI). E consegnato a novembre 2026 nel corso di una cerimonia che si svolgerà a Roma, a margine del Consiglio nazionale della FNSI.

Tina Merlin – cronista veneta, corrispondente dell’Unità – “non è soltanto la giornalista che denunciò i pericoli del Vajont quando quasi nessuno voleva ascoltare. È una professionista che ha fatto del giornalismo uno strumento di conoscenza, partecipazione e giustizia sociale. Giornalista, scrittrice e partigiana, ha raccontato il lavoro, le migrazioni, la povertà, l’emancipazione femminile, la difesa della salute, le trasformazioni del territorio e le conseguenze di uno sviluppo incapace di rispettare le comunità e l’ambiente”.
Spiegano i promotori: “La sua esperienza dimostra che il giornalismo di qualità nasce dall’osservazione diretta, dall’ascolto delle persone, dalla verifica dei fatti e dalla capacità di stare dentro la realtà. Un patrimonio professionale che oggi, nell’epoca dell’intelligenza artificiale, della produzione automatizzata di contenuti e della sovrabbondanza informativa, rappresenta il valore distintivo del giornalismo inteso come capacità umana di osservare, verificare, contestualizzare e comprendere la complessità dei fatti: fare inchiesta”.

Con questo Premio la Fnsi “raccoglie e rilancia il lavoro di memoria e divulgazione svolto negli anni dalle istituzioni locali, dall’Associazione culturale Tina Merlin e da quanti hanno contribuito a far conoscere la sua figura, a partire da Marco Paolini, la cui Orazione civile sul Vajont ha trasformato una tragedia spesso dimenticata in patrimonio condiviso della coscienza civile del Paese”. E ribadisce il valore della storica cronista: “simbolo di un giornalismo libero, rigoroso e indipendente; un giornalismo che interroga il potere, dà voce a chi non ne ha, raccoglie le istanze dei territori, difende il diritto di cronaca e considera l’informazione un bene comune, presidio di democrazia, pluralismo e libertà”.
In sintesi: “A cento anni dalla sua nascita, la domanda resta la stessa: Dov’è Tina Merlin oggi? La risposta è nelle inchieste, nelle storie e nel lavoro quotidiano delle croniste e dei cronisti che continuano a cercare la verità, anche quando è scomoda”.

Maggiori info nel sito di FNSI.
Bando e regolamento a questo link.

F.S.
(1 agosto 2026)