A Ravenna terzo seminario del ciclo formativo “Diritto ed Informazione” 2026
Informazione, legalità e contrasto alle mafie: responsabilità, territori e comunità alla luce del Codice Deontologico 2025 è il titolo del terzo incontro formativo del ciclo “Diritto ed Informazione”, che si terrà lunedì 14 settembre 2026, dalle ore 14.30 alle 18.30, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Ravenna (via Oberdan, 1/2).
Il seminario (6 crediti deontologici – iscrizioni sulla piattaforma www.formazionegiornalisti.it) è dedicato al ruolo dei giornalisti nel raccontare la criminalità organizzata, alle tutele dei cronisti minacciati e ai profili penali del diritto di cronaca. L’intero ciclo, promosso da Ordine dei Giornalisti Emilia‑Romagna e Università di Bologna, conferma l’impegno dell’Ordine nell’offrire una formazione continua di qualità, fondata su rigore scientifico, collaborazione istituzionale e una rete territoriale capillare.
A introdurre i lavori dell’incontro di Ravenna sarà il presidente dell’OdG Emilia‑Romagna Silvestro Ramunno, mentre il professor Carlo Berti della Cattedra di Diritto della Comunicazione dell’Unibo guiderà il confronto tra i giornalisti (esperti del fenomeno mafioso) Sofia Nardacchione e Donato Ungaro e i giuristi Corrado Caruso e Aleandra Argentieri, impegnata, con l’associazione Terre Audaci, nel recupero dei beni confiscati alla mafia e nella valorizzazione di realtà territoriali spesso trascurate dalla cronaca.
L’appuntamento del 14 settembre è il terzo dei quattro che compongono il ciclo 2026 tra diritto, deontologia e sua declinazione ai temi complessi, promosso dall’OdG Emilia‑Romagna e dalla Cattedra di Diritto della Comunicazione dell’Unibo (in collaborazione con l’Istituto Fernando Santi E-R). I primi due incontri, in maggio e giugno, hanno già delineato la direzione del percorso: il primo, dedicato alla crisi climatica, ha riunito istituzioni, giuristi, scienziati e cronisti per discutere di informazione ambientale e disinformazione, con interventi dell’assessora all’ambiente del Comune di Bologna Anna Lisa Boni, di Pier Paolo Alberoni (Arpae E‑R), Silvestro Ramunno, del professor Carlo Berti e della fotoreporter Annalisa Vandelli; il secondo è stato dedicato all’informazione locale, al pluralismo e alla democrazia digitale, mettendo in luce il ruolo della stampa territoriale come presidio democratico, con contributi di Giorgio Tonelli del Co.Re.Com, della giornalista Giusy Ferro, di Paolo Maria Amadasi (presidente dell’Aser) e dell’avvocata Alessandra Spangaro. Il ciclo si chiuderà il 21 novembre 2026 con il seminario “Comunicare l’immigrazione: tra pregiudizio e integrazione”, un focus su immigrazione e narrazioni mediatiche, realizzato in collaborazione con l’associazione Carta di Roma, per offrire ai giornalisti strumenti utili a una comunicazione corretta, equilibrata, rispettosa dei soggetti vulnerabili e all’approfondimento del quadro normativo che regola il fenomeno migratorio in Italia e in Europa.
È dal 2016 che il ciclo “Diritto ed Informazione” segue da vicino l’evoluzione delle regole del giornalismo: dalla sua crisi di credibilità all’uso della tecnologia nel settore, fino alle nuove sfide etiche e alle responsabilità introdotte dal Codice Deontologico 2025. Negli anni ha prodotto anche pubblicazioni che raccolgono gli atti dei seminari, diventando un punto di riferimento per la formazione professionale e per l’aggiornamento continuo. La forza del progetto sta nel creare un luogo di confronto stabile tra giuristi e giornalisti, dove norme, casi concreti e pratiche professionali si intrecciano, grazie alla collaborazione strutturale con l’Università, che garantisce rigore scientifico; ma anche nella costruzione di una rete territoriale che coinvolge enti locali, istituzioni e associazioni impegnate nella tutela dei diritti, consolidando l’impegno dell’Ordine dei Giornalisti dell’E-R nell’offerta di una formazione continua di qualità e nella sua presenza capillare che, da Bologna a Ravenna, aspira a estendersi sempre di più all’intera regione. Per i giornalisti, questo significa un’opportunità per migliorare le proprie competenze e pratiche professionali: lettura critica dei fenomeni, gestione responsabile delle fonti, capacità di orientarsi tra norme, tecnologie e nuovi scenari dell’informazione, in un percorso che rafforza qualità, responsabilità e indipendenza del giornalismo nei territori.
Giusy Ferro
(2 settembre 2026)