Eccellenze del giornalismo investigativo internazionale a DIG Festival «Bella Ciao». Dal 23 al 27 settembre 2026 a Modena
Dodicesima edizione di DIG Festival, in programma a Modena (in diversi spazi cittadini) dal 23 al 27 settembre 2026. Punto di riferimento internazionale per reporter, giornalisti d’inchiesta, registi e produttori indipendenti, quest’anno propone più di cento eventi in cinque giorni: proiezioni in anteprima, talk, conferenze, lezioni, concerti, mostre d’arte, assegnazione dei DIG Awards e del DIG Pitch.
Di attualità e interesse è il programma di alta formazione gratuito della DIG Academy con tredici nuovi workshop accreditati dall’OdG – aperti anche al pubblico non specializzato – che permettono di ottenere Crediti Formativi Professionali (registrazioni sulla piattaforma www.formazionegiornalisti.it). L’Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna promuove il versante formativo di DIG e tutto il Festival con sostegno e patrocinio.
Mercoledì 23 settembre ha aperto la rosa dei seminari Presunzione di non colpevolezza e diritto di cronaca. La tutela dei soggetti coinvolti e l’obbligo deontologico della verifica delle fonti. Un confronto tra giornalisti e inquirenti “per fare il punto sul diritto di cronaca alla luce dei recenti limiti alla pubblicazione delle ordinanze cautelari” con Silvestro Ramunno (presidente Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna), Marco Pellegrini e Nicola Termanini (avvocati penalisti), Luca Ponzi (inviato Tgr Rai), Mario Paternoster (dirigente Squadra Mobile Questura di Modena), Francesco Caleca (procuratore della Repubblica a Ferrara). L’incontro, moderato da Barbara Musiani (vicepresidente Aser) e Pier Paolo Pedriali (presidente Asm), si è concluso con l’intervento di Paolo Maria Amadasi (presidente Aser).

DIG Festival 2026 si intitola «Bella Ciao». Sottolineano gli organizzatori: “intende celebrare la democrazia, il diritto di critica e di espressione, portando nel mondo della cultura il valore storico, simbolico e politico del canto partigiano Bella Ciao, un canto fondativo della nostra democrazia. E del pluralismo, a cui la democrazia ha dato la luce”.
Il DIG Watchdog di quest’anno è creato da Mad Meg, artista parigina che “disegna su fogli di carta, spesso di grandissimo formato, utilizzando penne Sergent Major e inchiostro di china”. Spiega: “Per il DIG Watchdog volevo evocare la molteplicità dei mezzi utilizzati dal giornalismo, dalla carta al digitale, dalla penna allo smartphone, dalla macchina fotografica alla videocamera… L’ho concepito come un sole, che crea un legame tra noi e il mondo”.
Cuore del programma cinematografico sono “i venticinque documentari finalisti dei DIG Awards, selezionati tra gli oltre 300 lavori arrivati con la open call da redazioni, broadcaster e produttori indipendenti di tutto il mondo”. I premi vengono decisi da una giuria internazionale, “in cui siedono autori e produttori delle migliori testate del giornalismo di inchiesta e del documentario”. Oltre ai DIG Awards delle cinque categorie video (Short, Reportage e Investigative Medium, Reportage e Investigative Long), la giuria decreta anche il vincitore del DIG Pitch «Matteo Scanni».
Nel nutrito cartellone del Festival ci sono quaranta talk pubblici con ospiti di primo piano nazionali e internazionali, alcuni dei quali realizzati in collaborazione con realtà del giornalismo mondiale come BBC e Journalismfund. Ma anche panel con autori e protagonisti dei più interessanti podcast nazionali e internazionali. Spazio pure alle arti performative, a grandi serate di musica, a mostre esclusive e alla rassegna DIG at School, aperta a studenti e insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado di Modena e Bologna.
DIG Festival è organizzato da DIG Documentari Inchieste Giornalismi – ETS, “associazione senza scopo di lucro con sede a Modena, il cui obiettivo è sostenere il ruolo cruciale del giornalismo nella società democratica. L’acronimo DIG richiama l’azione dello scavare, to dig in inglese: un riferimento diretto al lavoro di approfondimento e svelamento della verità svolto dai giornalisti investigativi di tutto il mondo”. È “una manifestazione indipendente, i finanziamenti arrivano quasi esclusivamente da soggetti pubblici: nel 2026, da Regione Emilia-Romagna e Film Commission ER, Comune di Modena – City of Media Arts e Fondazione di Modena”. Ogni anno viene realizzato “anche grazie al supporto di una rete di partnership attive, in cui figurano la Fondazione Collegio San Carlo, il dipartimento di Giurisprudenza di UniMORE, la Fondazione Ordine dei giornalisti ER”.
Maggiori info e programma dettagliato nel sito di DIG Festival 2026.
F.S.
(24 settembre 2026)