Visione, Speranza, Promessa: incisivo saggio di Beatrice Balsamo sulla via del “pensiero lungo”
Impulsività, violenza, indifferenza, dismisura, velocità frenetica sono i segni distintivi della nostra epoca, “dove tutto deve essere facile, a portata di mano, breve”, condensato nel “pensiero-slogan”. Ma Beatrice Balsamo va “controcorrente”. Nel nuovo saggio Visione, Speranza, Promessa. Per pensare il futuro, pubblicato da Giuliano Ladolfi Editore, traccia una via per coltivare il “pensiero lungo”.
“Un pensiero che fecondi azioni responsabili verso l’umanità, l’incarnazione, di contro alla indifferenza, all’egoismo, al tutto e subito. Un pensiero e un agire prospettico e progettuale, che sappia stare nel dubbio, nella veglia, nei no della vita, di esodo dall’ovvietà, dalla saturazione compiacente, per contrastare le derive dell’umano: narcisismo, precarietà, violenza (sociale e relazionale)”. Questo puntualizza l’autrice, che è filosofa, psicoanalista, docente, giornalista, intellettuale engagée e nel libro rivela il suo ampio ventaglio di strumenti culturali.
Visione, Speranza, Promessa sono i “tre semi del futuro”, i pilastri di una trattazione profonda “che richiede pause di meditazione, quasi ad ogni frase, concetto e persino parola analizzata sotto il profilo etimologico, spesso a partire dal greco” o dal latino. Spiega Beatrice Balsamo: “sono termini che delineano una prospettiva, una direzione, un orientamento, non sono schiacciati sul presente, nel qui ed ora. Alludono ad attesa, attenzione, motivazione, desiderio. Il soggetto che ha visione è il soggetto motivato e responsabile, capace alle relazioni, al rispetto, al riguardo”. Poi precisa: “Responsabilità, infatti, prende avvio da respondeo, rispondere all’altro, ma allude anche a sposo, sponsale, promessa, lealtà”. E “il bene non può mai essere inteso soggettivamente, ma è quello che include la comunità, la Giustizia, per favorire capacità prossime e più lontane di Pace. Solo in una visione è possibile che si attuino la Speranza e la Promessa”.
Così, in quest’epoca difficile e talvolta straniante, “dove si rischia di conoscere tutto di niente”, prende forma “un saggio di riflessione e formazione per comprendere sé stessi e l’oggi, analizzando la complessità contemporanea”. In un centinaio di pagine, l’autrice attesta che “per progettare un futuro è necessario rimettere al centro le relazioni, l’empatia, il dialogo, la cultura”.
Beatrice Balsamo, bolognese d’origine, è giornalista pubblicista specializzata in etica, comunicazione e cinema, scrive sul settimanale Famiglia Cristiana. È filosofa della persona, psicoanalista, collabora con le Università di Bologna, Parma, Ferrara. È presidente di “APUN (APS) – Associazione Psicologia Umanistica e delle Narrazioni. Filosofia Arte Scienze Umane”, ideatrice di “CINECare – Cinema per pensare” a sostegno dei più fragili, direttore scientifico di “MENS-A / Pensiero e Dialogo”, festival di cultura diffusa che ogni anno approda in diverse città dell’Emilia-Romagna. Nel 2023, il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per le tante iniziative culturali, sociali, innovative e attenzione agli altri. Tra le sue pubblicazioni: Amore sussurro di una brezza leggera (2013), Elogio della dolcezza (2017), Nella Bellezza. Quando la parola manca (2020), Saggezza gentile. In una scia di parole (2023).
F.S.
(9 ottobre 2026)