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“I ragazzi di via Cervantes”: storia di un giornalista, di un giornale e di un partito

Rocco Di Blasi (1949-2021). A 72 anni si può essere ancora giovani e di vita se ne potrebbe avere davanti non poca, ma quella vissuta da Rocco è stata di una intensità notevole.
Capo, tra l’altro, della redazione de “l’Unità” di Bologna e dell’Emilia-Romagna, dopo avere cominciato la propria carriera giornalistica, provenendo da quella politica nel salernitano, nella redazione di Napoli – assieme ad Antonio Polito e tanti altri – poi a Roma, e dopo la nostra città e regione, Direttore de “il Salvagente” e, infine, del quotidiano online “Consumatrici.it”. Per chi, come il sottoscritto, ha lavorato con lui, si è trattato di un capo caratterizzato da una particolare professionalità, da un’acuta intelligenza e da un’umanità invidiabile.

Tutto questo viene ricordato in un libro postumo a sua firma e realizzato dal figlio Edoardo – che ne ha scritto l’introduzione – dalla vedova, Janna Carioli, con il supporto di colleghi, amici e compagni. I ragazzi di via Cervantes – l’Unità e il PCI tra Napoli e Mosca (pagine 131, Arcadia Edizioni – 16,00 euro. Disponibile anche in ebook). Via Cervantes era la sede della redazione campana del quotidiano comunista.

Sono testi suoi, documenti ed immagini ritrovati tra le sue carte. Peccato che il lungo periodo bolognese non vi abbia spazio, ma durante una presentazione del libro che ha avuto luogo proprio a Bologna tutti hanno auspicato che si raccolgano ricordi e documenti della sua esperienza emiliano-romagnola e se ne faccia un ulteriore libro e che sia caratterizzato dalla stessa sincerità su politica, PCI e, soprattutto, giornale, che rendono prezioso questo volumetto.

Un libro comunque da leggere, anche a Bologna, perché aiuta a capire cos’era e cosa è il Sud di questo Paese. Com’era una esperienza irripetibile e che andrebbe lasciata alla storia senza inutili velleità di ripartenza com’era “l’Unità”. Quel giornale che Palmiro Togliatti avrebbe voluto fosse non un bollettino di partito, ma “il Corriere della sera del proletariato”.

In questo libro sono rappresentati e letti con l’intelligenza di un giornalista sagace alcuni dei momenti della storia del PCI, del Paese e del giornale: la fine della solidarietà nazionale e l’avvio dell’alternativa democratica; la dura “scomunica” dei comunisti italiani da parte del Partito Comunista dell’Unione Sovietica; il falso documento sul caso Cirillo (l’assessore regionale democristiano rapito dalle Brigate rosse) e la relativa trattativa per liberarlo con pagamento di tanto di riscatto attraverso la mediazione della camorra. Si trattava di un documento falso che “l’Unità” incautamente pubblicò anche se a posteriori è apparso che i fatti fossero veri anche se il documento non lo era. E ancora: il terremoto che sconvolse il Sud – l’Irpinia, la Campania, la Basilicata e pure la Puglia – e che contribuì, a fronte del disastroso funzionamento dei soccorsi e del ruolo che le politiche governative avevano avuto nel disastrare il territorio prima che fosse colpito dalla Natura, ad accentuare il divario tra DC e PCI.

In brevi capitoli Di Blasi racconta tutto questo, da una postazione privilegiata, com’era lavorare in un giornale allora importante, ma grazie anche ad una volontà determinata ad essere un giornalista vero capace di osservare la realtà che lo circondava e di raccontarla senza infingimenti.

Giovanni Rossi
(16 ottobre 2026)