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2015: un anno nero. 521 giornalisti minacciati in Italia, 110 uccisi nel mondo

I dati di Ossigeno per l’Informazione e Reporter sans Frontières consegnano un “bollettino nero” per la libertà di stampa.
Nel 2015 sono stati 521 i giornalisti e i blogger italiani vittime di intimidazioni, minacce e abusi di cui Ossigeno per l’Informazione ha dato notizia. Questo conferma che, in Italia, il lavoro dei giornalisti che si occupano di informazioni “scomode” è ancora altamente rischioso. A fine anno Ossigeno ha segnalato minacce e intimidazioni nei confronti di 49 giornalisti, blogger, fotoreporter, videoperatori, direttori di testata, editori. Ma in maggio – secondo dati di Repubblica – erano già fra i 30 e i 50 i giornalisti protetti dalle forze dell’ordine

a seguito di minacce.
E c’è pure chi ha perso la vita per salvaguardare la libertà di informazione. Il bilancio di Reporter sans Frontières per il 2015 è di 110 reporter uccisi, di cui due terzi non in zone di guerra, ma in Paesi formalmente privi di conflitti. Stando ai dati, 67 giornalisti sono stati eliminati mentre stavano svolgendo il proprio lavoro o semplicemente per il fatto di essere giornalisti. 43 hanno perso la vita in circostanze avvolte dal mistero. Nel doloroso conteggio risulta anche la perdita di 27 “citizen-journalist” e 7 operatori.
I Paesi più a rischio restano Iraq (11 morti) e Siria (10). La terza e triste new entry è la Francia con le 8 vittime, uccise nell’attacco al settimanale satirico Charlie Hebdo il 7 gennaio scorso, seguita dallo Yemen (10 morti). Poi Sud Sudan (7 vittime), India (9 morti), Messico (8 morti), Filippine (7) e Honduras. Altissimo è pure il numero di reporter rapiti e tenuti in ostaggio (54), mentre ancora più alto è quello di giornalisti in prigione semplicemente per aver svolto il proprio lavoro: 154.
Il segretario generale di Rsf Christophe Deloire ha ricordato che la minaccia principale viene dai cosiddetti “gruppi non statali” come l’Isis e ha chiesto l’introduzione di un rappresentante speciale del segretario delle Nazioni Unite per la sicurezza dei giornalisti.
Richiesta appoggiata dalla Federazione nazionale della stampa italiana. Il segretario Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti hanno annunciato che la Fnsi “non solo sosterrà ogni iniziativa internazionale per arrivare alla ridefinizione della direttiva relativa alle condizioni di sicurezza dei giornalisti ma, per quanto riguarda l’Italia, ritiene quanto mai indispensabile che siano finalmente affrontate e risolte le questioni relative al carcere per i cronisti e soprattutto alle cosiddette querele temerarie, che sono ormai diventate un vero e proprio strumento di intimidazione”. Secondo Lorusso e Giulietti, “la situazione italiana continua a essere critica per quanto riguarda il livello di pressioni e minacce ai cronisti, rivolte in particolare a quanti sono impegnati a contrastare le mafie e il malaffare”.
F.S.
(7 gennaio 2016)