A Bologna seminario conclusivo del ciclo “Diritto ed Informazione” 2026
Si chiuderà a Bologna il ciclo di incontri “Diritto ed Informazione” 2026 con il seminario di formazione Comunicare l’immigrazione: tra pregiudizio e integrazione. Un focus su immigrazione e narrazioni mediatiche, realizzato in collaborazione con l’associazione Carta di Roma, per offrire ai giornalisti strumenti utili a una comunicazione corretta, equilibrata, rispettosa dei soggetti vulnerabili e all’approfondimento del quadro normativo che regola il fenomeno migratorio in Italia e in Europa.
L’appuntamento, previsto per giovedì 19 novembre 2026, è l’ultimo dei quattro che compongono il ciclo di quest’anno – tra diritto, deontologia e sua declinazione ai temi complessi – promosso da Ordine dei Giornalisti Emilia‑Romagna e Cattedra di Diritto della Comunicazione dell’Unibo (in collaborazione con l’Istituto Fernando Santi E-R). A breve sarà disponibile il programma completo con relatori, titoli dei contributi e luogo dell’incontro. Dalla metà di ottobre ci si potrà iscrivere sulla piattaforma www.formazionegiornalisti.it.
L’intero ciclo conferma l’impegno dell’OdG regionale nell’offrire una formazione continua di qualità, fondata su rigore scientifico, collaborazione istituzionale e una rete territoriale capillare.
I primi tre incontri – in maggio, giugno e settembre – hanno già delineato la direzione del percorso. Il primo, dedicato alla crisi climatica, ha riunito istituzioni, giuristi, scienziati e cronisti per discutere di informazione ambientale e disinformazione, con interventi dell’assessora all’ambiente del Comune di Bologna Anna Lisa Boni, di Pier Paolo Alberoni (Arpae E‑R), Silvestro Ramunno, del professor Carlo Berti e della fotoreporter Annalisa Vandelli. Il secondo è stato dedicato all’informazione locale, al pluralismo e alla democrazia digitale, mettendo in luce il ruolo della stampa territoriale come presidio democratico, con contributi di Giorgio Tonelli del Co.Re.Com, della giornalista Giusy Ferro, di Paolo Maria Amadasi (presidente dell’Aser) e dell’avvocata Alessandra Spangaro. Il terzo – intitolato Informazione, legalità e contrasto alle mafie: responsabilità, territori e comunità alla luce del Codice Deontologico 2025 – si è svolto il 14 settembre scorso presso la Facoltà di Giurisprudenza di Ravenna. Ha introdotto i lavori il presidente dell’OdG Emilia‑Romagna Silvestro Ramunno, mentre il professor Carlo Berti della Cattedra di Diritto della Comunicazione dell’Unibo ha guidato il confronto tra i giornalisti (esperti del fenomeno mafioso) Sofia Nardacchione e Donato Ungaro e i giuristi Corrado Caruso e Aleandra Argentieri, impegnata, con l’associazione Terre Audaci, nel recupero dei beni confiscati alla mafia e nella valorizzazione di realtà territoriali spesso trascurate dalla cronaca.
È dal 2016 che il ciclo “Diritto ed Informazione” segue da vicino l’evoluzione delle regole del giornalismo: dalla sua crisi di credibilità all’uso della tecnologia nel settore, fino alle nuove sfide etiche e alle responsabilità introdotte dal Codice Deontologico 2025. Negli anni ha prodotto anche pubblicazioni che raccolgono gli atti dei seminari, diventando un punto di riferimento per la formazione professionale e per l’aggiornamento continuo. La forza del progetto sta nel creare un luogo di confronto stabile tra giuristi e giornalisti, dove norme, casi concreti e pratiche professionali si intrecciano, grazie alla collaborazione strutturale con l’Università, che garantisce rigore scientifico; ma anche nella costruzione di una rete territoriale che coinvolge enti locali, istituzioni e associazioni impegnate nella tutela dei diritti, consolidando l’impegno dell’Ordine dei Giornalisti dell’E-R nell’offerta di una formazione continua di qualità e nella sua presenza capillare che, da Bologna a Ravenna, aspira a estendersi sempre di più all’intera regione. Per i giornalisti, questo significa un’opportunità per migliorare le proprie competenze e pratiche professionali: lettura critica dei fenomeni, gestione responsabile delle fonti, capacità di orientarsi tra norme, tecnologie e nuovi scenari dell’informazione, in un percorso che rafforza qualità, responsabilità e indipendenza del giornalismo nei territori.
Giusy Ferro
(15 settembre 2026)