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Il fotogiornalista Erberto Zani ha vinto il primo premio al World Master of Photography Award 2026 di Vienna

Con l’immagine “Lynette: una storia di violenza”, Erberto Zani ha vinto il primo premio nella categoria fotogiornalismo al World Master of Photography Award 2026, concorso internazionale di fotografia organizzato a Vienna.
La premiazione si è svolta il 6 luglio scorso, presso la Galleria Lik di Vienna, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica che accoglie le immagini vincitrici di tutte le categorie.

Il ritratto di Lynette fa parte di un progetto a lungo termine, che Zani sta realizzando attraverso interviste e fotografie. Protagoniste sono le “vittime di attacco con acido” in Bangladesh, India, Indonesia e Uganda, dove “i crimini legati all’uso di acido sono in aumento” e “nel 70% dei casi le vittime sono donne”.
La storia di Lynette è “caratterizzata da sofferenza e solitudine: aveva solo tre anni quando la matrigna ha tentato di ucciderla gettandole addosso dell’acido”. È sopravvissuta, ma segnata da profonde ustioni a testa e schiena.
Racconta Zani: “Vivendo in un’area remota dell’Uganda, per oltre vent’anni Lynette ha creduto di essere l’unica persona con vistose cicatrici, derisa dalle persone e maltrattata da un marito violento. Solo nel febbraio 2025 è entrata in contatto con l’associazione Hope Care Rescue Mission di Kampala, che la sta aiutando soprattutto a livello psicologico, mettendola in contatto anche con altre vittime”.

Erberto Zani ha lavorato per i quotidiani Gazzetta di Parma e L’informazione di Parma, è stato direttore responsabile delle riviste locali Inedito Koppel, Amurt Newsletter, Arim Salute. È giornalista pubblicista, ha fatto parte di AIRF – Associazione Italiana Reporters Fotografi, si è specializzato in tematiche sociali e ambientali viaggiando in tutto il mondo. Le sue immagini sono state pubblicate su giornali e siti web di emittenti televisive – tra cui BBC, CNN, Der Spiegel, El País, Financial Times, Lonely Planet, The Bureau of Investigative Journalism, The Economist, The Guardian, The Observer, The Times – su decine di libri e cataloghi.

F.S.
(7 luglio 2026)