Magazine d'informazione

Premio fotografico “OLTRE LA CRONACA: UNO SGUARDO ETICO SULLA VIOLENZA DI GENERE”. Iscrizioni aperte fino al 30 settembre 2024

È stato lanciato ufficialmente il 27 maggio 2024 a Bologna il Premio fotografico “Oltre la cronaca: uno sguardo etico sulla violenza di genere”, nuovo contest nazionale rivolto a tutti gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti e agli studenti di giornalismo che intende “promuovere una narrazione etica della violenza di genere, sensibilizzare sull’uso corretto delle immagini e incoraggiare fotografi e fotoreporter a contribuire con opere che rappresentino la violenza di genere in modo etico, evitando stereotipi”. È possibile iscriversi fino al 30 settembre 2024. La cerimonia di premiazione si terrà il 25 novembre 2024, in occasione della Giornata internazionale sulla violenza di genere.

Il concorso è promosso da ASER – Associazione Stampa Emilia-Romagna in collaborazione con CPO – Commissione Pari Opportunità di ASER. Con il patrocinio di Ordine Nazionale dei Giornalisti, FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana, AIRF – Associazione Italiana Reporters Fotografi, Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna, Associazione nazionale GiULia Giornaliste. E il supporto di QN, Il Resto del Carlino e Luce, Legacoop Emilia-Romagna e Bologna, nonché di associazioni locali come La Bologna delle Donne e Donne Rimini.

L’incontro di presentazione si è svolto nella sala stampa Luca Savonuzzi di Palazzo d’Accursio e ha visto gli interventi di Emily Marion Clancy (Vicesindaca del Comune di Bologna con delega alle Pari opportunità), Paolo Maria Amadasi (presidente ASER), Dora Carapellese (presidente CPO ASER), Vera Bessone (componente CPO ASER, ideatrice del progetto), Mara Pedrabissi (presidente CPO FNSI), Serena Bersani (presidente GiULia Giornaliste), Silvestro Ramunno (presidente OdG Emilia-Romagna), Adriana Tuzzo (consigliera AIRF).

“Credo sia importante dare visibilità a questa iniziativa che risponde alla necessità di combattere la violenza di genere anche sul piano della narrazione e della rappresentazione: come sappiamo le violenze e i femminicidi non sono singoli episodi di cronaca ma parte di una cultura che passa anche da racconti che normalizzano l’autore e immagini vittimizzanti delle donne”, ha detto Emily Marion Clancy.
“Tra i compiti statutari dell’Aser – ha dichiarato Paolo Maria Amadasi – figura anche la promozione di iniziative per una sempre migliore valorizzazione della professione giornalistica. Un premio come questo ci aiuta anche per promuovere l’unità fra i giornalisti. Con un’attenzione ai fotografi che hanno il compito di raccontare attraverso un’immagine”.
Dora Carapellese ha aggiunto: “Tra i sostenitori figurano l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, la Federazione Nazionale Stampa Italiana, l’Associazione Italiana Reporters Fotografi, l’OdG dell’Emilia-Romagna e l’Associazione nazionale GiULia Giornaliste. Grazie a questi contributi siamo riusciti a stabilire il primo premio di euro 1.500 per la categoria degli iscritti all’Ordine dei Giornalisti e un premio speciale di euro 500 per gli iscritti al sindacato Aser”.
Per Vera Bessone c’è un gap: “ci sono molte regole che insegnano ai giornalisti come scrivere, ce ne sono di meno che danno indicazioni su come illustrare correttamente una notizia. Il premio vuole essere l’inizio di un percorso che cominci a colmare questo divario”.
Mara Pedrabissi ha sottolineato che “il Manifesto di Venezia, dedicato a una corretta informazione sulla violenza di genere e contro ogni forma di discriminazione attraverso le parole e immagini, ha il grandissimo merito di aver indicato una via che poi è stata accolta anche nel Testo unico dei doveri del giornalista (dunque non più solo indicazione ma vincolo deontologico)”.
GiULia – Giornaliste Unite Libere Autonome “ha sostenuto il progetto fin dalle sue fasi iniziali, riflettendo l’impegno dell’Associazione nei confronti dei temi della violenza e della discriminazione di genere”, ha affermato Serena Bersani. GiULia svolge “un ruolo importante sul nostro territorio, basti pensare al contributo fattivo dell’Associazione alla stesura del Manifesto di Venezia“.
“Tanto si è fatto – ha precisato Silvestro Ramunno – corsi di formazione, riflessioni, incontri dedicati. E poi c’è l’articolo 5 bis del nostro Testo unico. Bene o male abbiamo capito come utilizzare le parole, mentre siamo carenti sull’uso delle immagini. Questo concorso può aiutarci e quindi l’OdG aderisce con favore al progetto di Aser e intende seguire anche le fasi future”.
Adriana Tuzzo ha evidenziato che “il tema del concorso rientra perfettamente negli obiettivi di AIRF, che si occupa delle immagini nell’informazione. Questo Premio è in linea con iniziative che la nostra associazione già realizza, come Raccontare con l’immagine, il ciclo di incontri formativi promosso in collaborazione con l’OdG regionale. Credo che il fine di questo contest non sia solo trovare risposte, ma porsi domande, cioè creare una attitudine di pensiero”.

Insomma, “Oltre la Cronaca: Uno Sguardo Etico sulla Violenza di Genere” vuole essere “un dibattito aperto ai giornalisti” e già può contare sulla “presenza di Istituzioni e Associazioni nazionali che hanno trovato nel nuovo Premio fotografico la possibilità di aprire le strade a nuove rappresentazioni visive relativamente alle notizie legate alla violenza di genere”.

Ulteriori informazioni e modulistica per partecipare al contest nel sito di ASER a questo link.

F.S.
(27 maggio 2024)

Nella foto (da sinistra): Vera Bessone, Mara Pedrabissi, Dora Carapellese, Emily Marion Clancy, Paolo Maria Amadasi, Silvestro Ramunno, Serena Bersani, Adriana Tuzzo