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Ciao Claudio, ci mancherai! Grazie per tutto quello che ci hai dato

Claudio Santini è stato il maestro di generazioni di giornalisti. Tutti, tra quelli che hanno frequentato le sue lezioni, hanno in mente un aneddoto o un ricordo di Claudio: in genere sono legati alla professione, a come essere buoni giornalisti e rispettare lettori e ascoltatori. Lui ne ha formati tanti. È stato un cronista di grande valore. Fu assunto al Carlino da Giovanni Spadolini e per quel giornale ha seguito le grandi vicende della cronaca italiana. E poi si è dedicato all’impegno per la professione che amava. Fino al 2018 è stato docente di Deontologia professionale al Master in Giornalismo dell’Università di Bologna. Dal 1995 al 2004 è stato presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna. Dal 2004 al 2007 ha fatto parte del Consiglio Nazionale dell’OdG, dell’Esecutivo nazionale e della Commissione Cultura. Dal 2014 fino al 2025 è stato presidente del Consiglio di Disciplina dell’Emilia-Romagna. E poi c’è la Fondazione dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, una “sua” creatura. La pensò, insieme ai consiglieri dell’Ordine, per dare strumenti nuovi ai giornalisti, per formarli quando la formazione obbligatoria era ancora di là da venire. Questo ci dice molto di Santini: visione, impegno per la professione, radicamento nella realtà che cambia.
Aveva 89 anni, giornalista dal 1959 e questo è l’articolo che non avrei mai voluto scrivere. A Claudio mi legano ricordi professionali e personali, fino agli ultimi giorni. È stato “Claudio Santini” fino alla fine, con mille idee in testa e progetti da realizzare grazie alla straordinaria capacità organizzativa che aveva. Insieme abbiamo portato a termine l’installazione della targa dedicata a Giovanni Spadolini, direttore del Carlino tra gli anni ‘50 e ‘60, e la pubblicazione da lui curata sugli anni della direzione Spadolini. Ci teneva tanto, era già malato ma non ha fatto mancare il suo contributo e la sua ironia in quel collegamento che fece dalla camera dell’ospedale.
Attualissima, per tutti quelli che frequentano il giornalismo, è la pubblicazione che ha voluto dedicare all’Ordine e alle vicende della professione, in occasione dei 60 anni della legge che ha istituito l’Ordine dei Giornalisti. Leggendo (rileggendo) quel testo, si capisce tanto sul giornalismo di qualità, sul valore dell’Ordine e sull’importanza dell’autogoverno della categoria.
“Pronto, sono Claudio… hai visto cosa sta succedendo in Cina?”. Non era raro ricevere telefonate di Santini la mattina presto e questa citata, in particolare, si riferiva all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel giornalismo. La sua curiosità professionale cresceva di pari passo con l’età e da quello che è successo in Cina è nato un corso di formazione fatto insieme agli avvocati bolognesi: tanta partecipazione e spunti di riflessione per la categoria.
Potrei citare decine di aneddoti del genere: dalle arrabbiature sulla deontologia e la correttezza professionale (“non devi scrivere che la cravatta è sgargiante, devi scrivere che è gialla fosforescente…”) ad un piatto di pasta al pomodoro mangiato insieme a Monzuno. Claudio, oltre agli aspetti professionali, era persona di grandi qualità umane, capace di costruire relazioni personali forti e gli sono grato per aver voluto condividere queste sue qualità anche con la mia famiglia.
Tutti, consiglieri, personale e collaboratori dell’Ordine e della Fondazione, ci stringiamo in un abbraccio forte alla moglie, Maria Grazia, e al figlio, Alessandro. Il loro affetto e le loro cure lo hanno accompagnato fino alla fine.
Caro Claudio, sapevamo che doveva succedere perché la morte è parte della vita, ma non si è mai pronti. Ci mancherai. E grazie per quello che ci hai dato e lasciato. Ti sia lieve la terra!

Ultimo saluto a Claudio sabato 28 marzo 2026. Camera ardente dalle ore 10 alle 11 alla Certosa di Bologna. Santa Messa alle ore 11.30 nella chiesa cittadina di Santa Maria della Carità (via San Felice, 64).

Silvestro Ramunno
Presidente Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna
(25 marzo 2026)