Addio Gianni Leoni. Firma storica del quotidiano il Resto del Carlino – QN, autorevole cronista e maestro di “nera”
Se ne è andato a 87 anni Gianni Leoni, giornalista di lungo corso al Resto del Carlino – QN, apprezzato specialista e maestro di cronaca nera. Per più di mezzo secolo ha seguito i principali “fatti di sangue” che hanno visto Bologna e l’Italia sulle prime pagine dei quotidiani. La “nera” per Leoni, “maestro di tanti giovani cronisti che negli anni si sono avvicinati a questo mestiere, più che una passione era una ragione di vita”. Reporter schietto, scrupoloso, sagace, “testimone oculare” dei più importanti eventi tragici che hanno segnato l’Italia: i delitti della Uno Bianca, la strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980, il giallo di Francesca Alinovi, il caso Cogne, la strage del Rapido 904, il massacro del Circeo, il mostro di Firenze, Unabomber (solo per citarne alcuni).
L’anno scorso agli allievi del Master in Giornalismo dell’Università di Bologna aveva spiegato che per lui era fondamentale “fare la cronaca sul posto”, cioè “andare, vedere e raccontare: ciò che è sempre stato, e che resta tuttora, l’anima del giornalismo”. Mentre adesso “la Nera è diventata intrattenimento e passatempo, se non anche spettacolo quotidiano. Ne discutono un po’ dappertutto, e in particolare in tv, psicologi, psichiatri, attori, cantanti, professori, avvocati e giornalisti, prontissimi a individuare, senza alcun dubbio, moventi, colpevoli o innocenti, e quindi a condannare e ad assolvere. In Italia siamo tutti commissari tecnici di calcio, ma da qualche tempo siamo anche investigatori infallibili. Le vicende scritte col sangue tengono banco e, da argomento attualissimo, vivono e rivivono, tutte insieme, nel grande volume senza fine della Nera Nazionale, scritto a più mani da vittime e assassini, aggiornato di ora in ora, nel quale anche Bologna ha inscritto un cospicuo numero di pagine importanti”.
Leoni è stato definito “il miglior cronista di nera del Carlino di tutti i tempi”. L’elenco delle vicende di cui ha scritto è interminabile. E il suo stile inconfondibile: caratterizzato da “rigore, chiarezza, fiuto per la notizia”. Il giornalismo bolognese perde “una delle sue firme più autorevoli e amate”, un uomo “che ha saputo onorare il mestiere trasformando la cronaca di strada in una forma d’arte civile”.
Gianni (Giovanni Battista) Leoni dal 1970 era iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, che nel 2010 gli ha conferito la medaglia d’Oro per i quarant’anni di iscrizione all’Albo. In questo triste passaggio l’OdG regionale si unisce al cordoglio di familiari, amici, colleghi e formula sincere condoglianze.
F.S.
ph da il Resto del Carlino
(28 aprile 2026)