Addio Maurizio Chierici. Giornalista, scrittore, inviato speciale di alto profilo in Medio Oriente, Asia e America Latina
Se ne è andato Maurizio Chierici. Aveva 89 anni. Originario di Collecchio, comune del parmense, ha iniziato a scrivere come critico cinematografico sulla Gazzetta di Parma. Dal 1974, per venticinque anni, è stato inviato speciale del Corriere della Sera. Ha raccontato il Medio Oriente e l’America Latina, ma anche guerre e conflitti in Africa, Asia, Vietnam. Testimone attento e coraggioso, “non ha mai esitato a inseguire la verità nei luoghi più difficili e pericolosi”.
Dopo la lunga esperienza al Corriere, ha lavorato per l’Unità, poi è stato editorialista de Il Fatto Quotidiano e ha diretto il settimanale online Il Domani. Con i suoi reportage ha vinto numerosi premi, tra cui il prestigioso Campione all’UNICEF.
Chierici è stato “voce libera del giornalismo italiano” ma anche narratore sagace e maestro prezioso per tanti colleghi. Sul Medio Oriente ha scritto due biografie-intervista: Dayan (De Agostini), Arafat e i guerriglieri della speranza (Mondadori). All’America Latina ha dedicato diversi libri, tra i quali La pelle degli altri (Rizzoli), Per fortuna sono bianco (Mondadori), Con gli occhi del Sud (antologia per scuole medie e superiori, 6 edizioni), Lungo viaggio d’addio (Baldini & Castoldi). Ha scritto pure due romanzi-verità: Malgrado le amorevoli cure – I baroni della medicina (Einaudi) e Quel delitto in casa Verdi (Bompiani). Ha insegnato giornalismo pratico a Cartagena de las Indias in Colombia, invitato dallo scrittore Gabriel García Márquez, e più recentemente Teorie e tecniche giornalistiche all’Università di Parma.
L’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna partecipa al cordoglio di familiari, amici, colleghi e formula sentite condoglianze.
F.S.
ph ANSA
(23 gennaio 2026)