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Assemblea annuale dell’OdG Emilia-Romagna. Votati e approvati all’unanimità i bilanci 2025-2026. Dibattito su questioni attuali e urgenti della categoria. Diplomi ai neoprofessionisti 2025. Riconoscimenti agli iscritti all’Albo da 40 anni

Primo anno di mandato per l’attuale Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna, che nella mattinata di sabato 21 marzo 2026 ha riunito gli iscritti nella consueta Assemblea annuale di bilancio. L’incontro – per la messa ai voti e l’approvazione del conto consuntivo 2025 e del bilancio di previsione 2026 – si è svolto a Bologna, presso la Sala Convegni di AC Hotel Marriott.

Dopo i saluti introduttivi, il presidente dell’OdG regionale (e dell’Assemblea) Silvestro Ramunno ha aperto la seduta e chiamato al tavolo dei relatori la segretaria del Consiglio OdG Elide Giordani, la tesoriera Serena Bersani e il vicepresidente Alberto Lazzarini.
Prima di dare spazio alle relazioni, Giordani ha letto il “triste elenco” dei GIORNALISTI DECEDUTI NEL 2025-2026. I colleghi presenti si sono alzati in piedi e hanno osservato qualche minuto di silenzio.

La segretaria ha poi lasciato la parola a Silvestro Ramunno per la RELAZIONE DEL PRESIDENTE. Per cominciare qualche considerazione sulla IA, la produzione di contenuti non-umani, l’insostituibile “validazione etica” del giornalista, che nella diffusione di notizie è garante del processo di “veridizione”. Il nodo centrale dell’intelligenza artificiale è quello della delega: “fino a che punto siamo disposti ad affidarle attività che un tempo erano esclusivamente umane. Possiamo certamente utilizzarla per svolgere compiti operativi, analitici o ripetitivi, ma non possiamo trasferirle il giudizio”. Riflettendo su questi aspetti, il presidente ha ricordato Giancarlo Siani (il giovane cronista del Mattino assassinato nel 1985). “Qualche mese fa – grazie a una collaborazione con Libera contro le mafie – abbiamo ospitato la sua macchina da scrivere, una Olivetti M80. È stato un momento emozionante perché quell’oggetto desueto ci ha consentito di riflettere sul valore del giornalismo, di allora e di oggi. Siani non è stato ucciso per le sue cronache dei fatti, è stato ucciso perché era in grado di raccontare il perché quei fatti erano accaduti. Dava un contesto, interpretando in pieno il ruolo del giornalista, che è proiettato ad informare il pubblico. Le macchine, le intelligenze artificiali non sono in grado di farlo. Non lo dico per demonizzare le tecnologie, ma solo per la nostra consapevolezza”.

Poi alcuni rilievi: “Voglio ribadire che il nostro è un Ordine vivo, degli iscritti e per gli iscritti. Cerchiamo di stare dentro i processi reali, dialogando con decine di realtà istituzionali, sociali e culturali. È questa la linea di fondo sulla quale ci siamo impegnati nello scorso mandato e in questo che è iniziato l’anno scorso. Essere aperti, stare nella realtà, esserci per gli scritti, dare valore al giornalismo”. Solo qualche esempio: la firma di un accordo innovativo con la Regione Emilia-Romagna in tema di formazione, l’installazione di una targa sulla facciata della casa di Bologna dove ha abitato Giovanni Spadolini negli anni della sua direzione al Carlino (fortemente voluta da Claudio Santini), il lancio del concorso per istituti superiori “Fare informazione a scuola”, la collaborazione con il Master in Giornalismo Unibo (attive anche tre borse di studio OdG) e con tutti gli organismi di categoria. “Vogliamo che l’Ordine sia percepito per quello che è: una casa accessibile e utile per ogni collega, un’organizzazione che guarda al futuro”, ha detto Ramunno sottolineando che “il merito va anche ai nostri dipendenti e collaboratori” e “all’intero Consiglio, per l’impegno e la passione” nonché al Consiglio di Disciplina e ai Revisori dei Conti.

Quindi una fotografia dell’OdG Emilia-Romagna: “l’istantanea al 31 dicembre 2025 ci mostra una tenuta sostanziale, ma con segnali che richiedono vigilanza”, ha sottolineato il presidente. Queste le cifre: “Siamo 6.284 iscritti. I professionisti restano 1.661. I pubblicisti sono 4.071. I praticanti sono scesi a 76 (erano 90 due anni fa). Resta forte il divario di genere (3.504 uomini contro 2.228 donne) e fortissima la questione anagrafica: l’età media degli iscritti è di 56 anni e 9 mesi. Solo il 13% ha meno di 40 anni mentre circa il 29% ha più di 65 anni”.
E un po’ di dati sulla FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA. “Il triennio formativo 2023-2025 si è chiuso con numeri importanti: 13.561 partecipazioni totali ai seminari e poco meno di 200 mila euro investiti nella formazione nel triennio. Nel solo 2025 abbiamo offerto 162 corsi con 4.431 presenze: distribuiti nel tempo e nei territori, gratuiti e di buona qualità. Il 2026 è partito con lo stesso ritmo: al 13 marzo abbiamo già svolto 10 corsi con 551 partecipanti e ne abbiamo già programmati o in via di approvazione altri 27. La formazione è un obbligo di legge, ma ancor più è la nostra difesa contro la banalizzazione del lavoro giornalistico. Voglio darvi un numero, per noi rilevante: l’82% dei nostri iscritti è in regola con la formazione. Segno che tra gli iscritti c’è consapevolezza dell’importanza della formazione. Siamo molto al di sopra della media nazionale ma dobbiamo fare sempre meglio”.

In conclusione, Silvestro Ramunno ha fatto “una breve panoramica dello scenario mediatico” e ricordato quotidiani, radio e tv del territorio “che hanno radici lunghe nella storia”. Ha citato l’attentato al sindacato regionale e l’uccisione di Graziella Fava, la strage di Ustica, la vicenda della Uno Bianca rimarcando che “il giornalismo o è memoria viva, che sa farsi domande scomode, o non è”. E ha ribadito che “il ruolo di un Ordine regionale oggi è quello di essere un porto sicuro e, allo stesso tempo, un laboratorio di futuro. Dobbiamo difendere la qualità contro la quantità, la verità dei fatti contro la verosimiglianza dell’algoritmo, l’interesse pubblico a conoscere contro engagement e polarizzazione”.

Il presidente ha poi dato la parola alla tesoriera dell’OdG Serena Bersani che ha esposto e commentato la RELAZIONE SUI BILANCI. Analizzando i risultati dell’esercizio 2025 e le proiezioni per l’anno 2026, “possiamo dire che il bilancio è tutto sommato positivo visto che, senza aver ritoccato la quota d’iscrizione, abbiamo condotto a termine tutti gli adempimenti ordinari e straordinari e la situazione patrimoniale resta estremamente solida”, ha detto la tesoriera. “L’esercizio 2025 si è chiuso con un disavanzo economico di € 26.328,02”, ma nonostante il disavanzo “la situazione patrimoniale resta molto solida. La consistenza di cassa finale è di € 550.022,52. L’Ente vanta un avanzo di amministrazione di € 564.191,07, di cui una parte significativa è già stata vincolata strategicamente”. Rispetto alla formazione Serena Bersani ha precisato: “rappresenta un impegno economico rilevante, ma è anche un nostro fiore all’occhiello per la quantità e la qualità dei corsi che vengono proposti agli iscritti, in presenza e in streaming, su tutto il territorio regionale e – sottolineo – gratuitamente”. Poi qualche considerazione sul bilancio di previsione: “La programmazione per l’esercizio 2026 segna un importante cambio di rotta verso l’equilibrio finanziario. Le proiezioni indicano un sostanziale pareggio di bilancio, con un presunto avanzo di € 286,00”. In conclusione: “l’Ordine ha superato un anno caratterizzato da oneri straordinari (elezioni e sistemazione dell’archivio) mantenendo intatta la propria solidità patrimoniale. La previsione di pareggio per il 2026 conferma una gestione attenta, capace di autofinanziare le proprie funzioni istituzionali e la formazione, tutelando al contempo i fondi destinati al futuro acquisto della sede”.

Per entrare nel dettaglio dei bilanci, Ramunno ha invitato Fulvio De Nigris a illustrare la RELAZIONE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. “A differenza dell’esercizio precedente, che si era chiuso con un avanzo di gestione, il bilancio 2025 presenta un disavanzo di € 26.328,02”. Il Collegio dei Revisori, “esaminata la documentazione contabile e tenuto conto di quanto illustrato nella relazione della tesoriera Serena Bersani, rileva che tale risultato è riconducibile in misura significativa alla presenza di spese straordinarie non ricorrenti, in particolare quelle sostenute per lo svolgimento delle elezioni dell’Ordine e per la sistemazione dell’archivio”. Tuttavia, evidenzia “la solidità della situazione patrimoniale dell’Ente, caratterizzata da una significativa disponibilità di liquidità e da una gestione complessivamente improntata a criteri di prudenza”. In sintesi, “i conti sono in ordine e l’Ente è solido”. Alla luce delle verifiche effettuate, il Collegio “esprime parere favorevole all’approvazione del bilancio consuntivo 2025 e del bilancio preventivo 2026, invitando l’Assemblea degli iscritti ad approvarli”, ha dichiarato il presidente De Nigris, anche a nome degli altri revisori Lorenzo Bianchi e Fabio Cocconcelli.

   

Nessun iscritto ha chiesto di intervenire per eventuali chiarimenti sui BILANCI. Quindi, il vicepresidente dell’OdG Alberto Lazzarini ha controllato “il quorum” e messo ai voti il CONTO CONSUNTIVO 2025 e il BILANCIO PREVENTIVO 2026. Entrambi i bilanci sono stati approvati all’unanimità in modo palese (con alzata di mano).

In seguito, la parola è passata al presidente del Consiglio di disciplina territoriale Carlo Raggi, che ha esposto la RELAZIONE DEL CDT. Prima di entrare nel vivo del resoconto, ha voluto menzionare tutti i componenti dell’attuale Cdt (nominati dal presidente del Tribunale di Bologna il 30 settembre 2025) nonché “le storiche collaboratrici del Consiglio di disciplina”: Argia Granini, Anna Bassi e l’avvocato Maria Grazia Pinardi. Inoltre, ha voluto ricordare e ringraziare il suo predecessore Claudio Santini: “negli anni, è stato oggetto di unanimi riconoscimenti che vanno di pari passo con la sua lodevole attività collegata ai corsi professionali sul fronte della deontologia”. Poi spazio “ai bilanci dell’attività per il periodo 2025 e 2026, i cui dati vanno doverosamente suddivisi fra i due organismi che si sono susseguiti. Infatti, fino a maggio dello scorso anno, allorché se ne è concretizzata la scadenza temporale, ha operato il Consiglio disciplinare del quale era presidente Claudio Santini mentre l’attuale Cdt si è insediato il 16 ottobre del 2025”.
Questi i dati dei procedimenti visionati e deliberati dal precedente Cdt: 1 sospensione dall’attività giornalistica per la durata di mesi 3 (c’è il ricorso pendente davanti al Consiglio di disciplina nazionale), 4 assoluzioni, 5 archiviazioni (per infondatezza della segnalazione), 2 procedimenti aperti e sospesi in attesa di pronunciamenti della Magistratura, 229 censure, 164 avvertimenti. “Si tratta di provvedimenti che al 99 per cento riguardano la mancata formazione professionale”, ha precisato Raggi rammentando che nello stesso periodo sono stati aperti diversi “procedimenti che si sono chiusi con un nulla di fatto”.
Mentre l’attuale Cdt (da metà ottobre dell’anno scorso a oggi) ha all’attivo: 92 censure, 40 avvertimenti, 25 procedimenti chiusi per esenzione o intervenuta cancellazione, 3 procedimenti archiviati, 25 già aperti e in attesa di definizione.
“In totale, dunque, se si sommano i procedimenti dei due Consigli (che di fatto hanno operato 10 mesi considerato il vuoto di nomina e i periodi di ferie e festivi) sono 679 i procedimenti esaminati dei quali 654 già deliberati e notificati”, ha commentato il presidente rimarcando che “gli esposti pervenuti nelle ultime settimane e in fase di esame sono 10 (esclusi ovviamente gli oltre 1000 che si attendono da parte del Consiglio dell’Ordine e che riguardano la mancata formazione nel triennio 2023/2025)”.

Al termine delle relazioni, Alberto Lazzarini ha aperto e coordinato la discussione generale, che ha messo al centro questioni attuali e urgenti della categoria ma anche prospettive del lavoro giornalistico, strumenti di tutela e welfare, opportunità formative. Sono intervenuti Matteo Naccari (segretario nazionale aggiunto Fnsi), Paolo Maria Amadasi (presidente Aser), Mattia Motta (Inpgi), Marco Balestrazzi (Casagit Salute), Emilio Bonavita (consigliere nazionale OdG) e la collega Elena Boni.

   

Silvestro Ramunno ha poi introdotto Alberto Capolungo, presidente dell’Associazione Vittime della Uno Bianca, figlio del carabiniere ucciso nel 1991 mentre prestava servizio nell’armeria di via Volturno a Bologna, teatro di una delle più violente azioni della Banda della Uno Bianca. La sua testimonianza in altra news nel PRIMO PIANO del nostro sito.

Conclusi gli adempimenti assembleari, Elide Giordani ha coordinato la cerimonia di consegna dei diplomi ai NUOVI PROFESSIONISTI 2025: Yara Al Zaitr, Eugenio Alzetta, Amalia Apicella, Alessandra Arini, Giulia Beneventi, Ludovica Brognoli, Gabriele Canovi, Marco Ciccimarra, Eleonora Degoli, Alice Facchini, Maria Elena Gottarelli, Michele Maestroni, Ylenia Magnani, Gabriele Maria Mento, Giuseppe Nuzzi, Daniele Oppo, Federico Petroni, Matteo Pignagnoli, Martina Rossi, Chiara Scipiotti, Nicolò Valli, Emiliano Violante. Il presidente Ramunno ha consegnato le pergamene ai presenti.

A seguire, il tradizionale conferimento dei riconoscimenti ai colleghi professionisti e pubblicisti che hanno raggiunto i 40 ANNI DI ISCRIZIONE ALL’ALBO.  Maestri di cerimonia il presidente Silvestro Ramunno e i Consiglieri regionali dell’OdG.

“L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”. Frase-aforisma di Anna Politkovskaja riportata nel segnalibro con QR CODE (sostitutivo della cartella cartacea) che permette di scaricare i documenti dell’Assemblea OdG 2026.
In alternativa: LINK diretto alla cartella dell’Assemblea OdG 2026 su Google Drive con relazioni, slides, bilanci e altri materiali.

Franca Silvestri
ph Adriana Tuzzo
(21 marzo 2026)