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È scomparso il collega Gianluigi Armaroli: volto noto e apprezzato dell’informazione televisiva, storico corrispondente del Tg5 dall’Emilia-Romagna

Si è spento a 77 anni il giornalista tv Gianluigi Armaroli. Originario di Bologna, è stato corrispondente dall’Emilia-Romagna per il Tg5. Figura autorevole del piccolo schermo, “ha raccontato per oltre vent’anni i principali eventi della regione, distinguendosi per professionalità, eleganza e profonda conoscenza del territorio”.

Noto soprattutto come inviato di spicco del Tg5, Armaroli è entrato nel mondo del giornalismo solo dopo aver compiuto un percorso di studi e attività fra cultura, arte e teatro. Diplomato scenografo all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha poi frequentato l’Accademia Antoniana cittadina per la recitazione, ha lavorato come attore radiofonico e televisivo in Rai con Sergio Fantoni, Massimo Dapporto, Luigi Vannucchi e Giulio Bosetti. Successivamente c’è stata la svolta verso il giornalismo: si è affermato come cronista nelle tv private (ha collaborato con Video Bologna, ha condotto il tg locale Tele Carlino) e poi è approdato a Mediaset (nella redazione del primo Tg5 di Enrico Mentana come corrispondente dall’Emilia-Romagna).

Nel corso degli anni si è dedicato anche alla scrittura. È autore del romanzo Domenicus e i lupi, ambientato nell’Appennino del Cinquecento. Ha firmato la prefazione del fotolibro MAI + Il sisma nel Centro Italia tra volti e macerie, progetto solidale nato dopo il terremoto dove “il giornalista di cronaca diventa anche custode della memoria delle tragedie, dando un contesto umano alle immagini di chi ha visto la propria casa crollare”. Ha coltivato pure l’interesse per le tradizioni popolari: “dagli zampognari alle feste di paese, fino alle canzoni che diventano identità di un territorio”. È stato “voce narrante in documentari sulla memoria storica, come quelli dedicati alla Linea Gotica e alle storie dei paesi di montagna. Il giornalista di cronaca e l’attore di un tempo, in questi progetti, si incontrano di nuovo”.

Numerosi colleghi e rappresentanti delle istituzioni lo hanno ricordato “per la sua professionalità e il suo garbo”. Tanti i messaggi di affettuoso cordoglio: “Aveva competenze ed esperienze di attore, ma è stato soprattutto un giornalista appassionato, sempre in prima linea, capace di curare ogni tipo di reportage”. “La sua voce, profonda, chiara, immediatamente riconoscibile da chiunque. Questo era il suo stile, sobrio ed elegante, ma pure scanzonato simpatico e disinvolto nel suo particolare modo di fare questo e molto altro”. “Uomo di cultura, un cronista puro ma anche un collega sempre gentile e disponibile”. “Una perdita che ci rattrista profondamente, perché con Gianluigi Armaroli non se ne va solo un grande giornalista, ma anche un persona garbata ed elegante che per decenni ha saputo raccontare agli italiani, con acutezza e passione, l’Emilia-Romagna, la sua terra, che amava tanto”. E l’auspicio “che la sua eredità di professionista di grande esperienza e dedizione, impegnato e appassionato, possa continuare a ispirare ed essere d’esempio per il lavoro delle nuove generazioni di giornalisti”.

Dal 1989 Armaroli era iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, che si unisce al dolore di familiari, amici, colleghi, istituzioni e formula sentite condoglianze.

F.S.
ph da TVBlog.it
(6 gennaio 2026)