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Precariato nell’informazione, allarme rosso. A rischio la libertà di stampa

“Il 64,6% dei giornalisti italiani sono precari”. A Nicoletta Morabito, coordinatrice del Gruppo di lavoro Precari e Freelance dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, basta un dato per presentare la situazione di difficoltà che vivono sempre più giornalisti nel nostro paese.

Nicoletta, il gruppo di lavoro che coordini ha pubblicato un vademecum dal titolo Cause di lavoro: quando si vince, quando si perde. Qual è la finalità di questo testo?
«Con questo lavoro, il Gruppo che coordino ha voluto presentare uno spaccato delle situazioni di difficoltà che si trovano a vivere i colleghi, spesso quelli più esposti, costretti a ricorrere al giudice per vedere riconosciuta formalmente la propria attività lavorativa e quindi i propri diritti. Il Gruppo ha raccolto 53 sentenze (di primo e secondo grado e di Cassazione) e conciliazioni da tutta Italia, analizzandole e focalizzandosi su due aspetti: i motivi per cui il giudice ha accolto o respinto il ricorso (del giornalista o dell’azienda) e le sentenze di Cassazione o elementi di diritto in genere valutati per rafforzare l’una o l’altra tesi. Le sentenze sono state riassunte in schede».

Nel 2009, in un precedente quaderno dell’Ordine nazionale, il precariato era stato definito una “piaga”. La situazione è migliorata?
«A distanza di qualche anno la situazione non è migliorata, bensì addirittura precipitata. Le schiere dei tanti precari e finti freelance si sono ingrossate, fino a superare il numero dei contrattualizzati. Nel 2009 i lavoratori autonomi erano il 56,3%, nel 2014 il 64,6%. Tra le cause, il gran numero di colleghi ex dipendenti, vittime di ristrutturazioni aziendali selvagge, espulsioni, chiusura di numerosissime testate, crisi del settore e tagli indiscriminati al Fondo per l’editoria. In questo scenario desolante il Gruppo ha inteso effettuare una nuova ricognizione sul fenomeno, offrendo ai colleghi un possibile strumento di consultazione e orientamento per tentare di far valere i propri diritti».


Cosa significa oggi essere giornalisti precari?

«Precarietà significa debolezza contrattuale e quindi l’essere ricattabile dall’editore. Abbiamo trasformato questo vademecum anche in un corso di formazione per i colleghi, che stiamo presentando in varie zone d’Italia, per far conoscere questo lavoro al maggior numero di precari possibile. L’avvocato Gianluca Francioli giuslavorista che ha collaborato con il Gruppo, ha redatto una serie di suggerimenti pratici per chiarire quando, per un giornalista, sia opportuno procedere con una azione giudiziaria, ossia se sussistono elementi sufficienti per far accertare il proprio diritto. L’intento infatti è quello di orientare i colleghi sui possibili percorsi legali da intraprendere e sui rischi connessi».

Luca Molinari

(18 aprile 2016)