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Chi è giornalista? Chiunque scrive, trasmette, filma, fotografa, “posta”? È indispensabile ridefinire la figura del professionista dell’informazione ma anche delineare nuove vie di accesso all’Ordine: i percorsi sono troppi, confusi e rischiano di “legittimare” il precariato

Riprende la discussione sulla riforma della legge che ha istituito il nostro Ordine professionale. Il presidente regionale dell’Odg Giovanni Rossi mette in campo alcune idee. Attraverso un’analisi disincantata, focalizza diverse “criticità” della categoria in relazione all’attuale panorama mediatico ma anche rispetto alle vie di accesso a una professione che in Italia prevede l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti. A livello nazionale è in corso il confronto interno all’Odg per arrivare all’elaborazione di una proposta di riforma della legge del 1963. L’obiettivo è approdare a una indicazione unitaria e avviare una interlocuzione con le istituzioni. Il Parlamento è l’unico organo titolato a modificare la legge ordinistica in vigore. Ma c’è la volontà di giungere a una modifica necessaria da tempo visto le enormi modifiche intervenute nel settore da ogni punto di vista (professionale, tecnologico, occupazionale)?

Sempre più attivo il Servizio Tutela Legale di AIRF a difesa delle immagini. Per affinare la sinergia tra Odg e fotogiornalisti servirebbe un Gruppo di lavoro dedicato. I cambiamenti possono generare opportunità ma anche rischi, comunque devono essere rispettosi delle regole

Andrea Pattaro fa parte del Consiglio Direttivo e cura le pubbliche relazioni di AIRF – Associazione Italiana Reporter Fotografi. È veneziano, fotografo professionista, giornalista pubblicista. Nello scorso mandato dell’Odg, ha fatto parte del Consiglio nazionale e del Gruppo di lavoro “Giornalismi” del Cnog. È fiero delle iniziative di AIRF, del trend positivo del Servizio Tutela Legale dedicato a fotografi e salvaguardia delle immagini, ma non nasconde preoccupazione per la condizione “fragile” di molti colleghi nell’attuale scenario del lavoro e per la forte crisi della professione giornalistica in Italia.

Lavoro giornalistico, identità professionale, precarietà. Il futuro è dei freelance? Quali profili, diritti, tutele è necessario mettere in campo? Il presidente dell’Odg regionale Giovanni Rossi riflette sullo stato della categoria e sui “nodi critici” del lavoro autonomo

L’analisi del Presidente Giovanni Rossi è uscita in occasione della giornata dedicata all’informazione e al lavoro autonomo nel settore giornalistico, che si è svolta a Bologna il 19 giugno. Una sorta di “freelance day” che ha stimolato riflessioni propositive dei vertici nazionali e regionali dei nostri organismi di categoria (Ordine, Sindacato, Inpgi, Casagit) presenti agli appuntamenti bolognesi: un corso Fpc dell’Ordine e l’Assemblea lavoro autonomo di Aser.

Il collega Lorenzo Bianchi respinto dalla Turchia per “motivi di pubblica sicurezza”. Giovanni Rossi: “una vicenda inaccettabile che conferma il carattere autoritario del regime di Erdogan”

Ingresso negato per “motivi di pubblica sicurezza”. Così le autorità turche hanno motivato la ragione per la quale al collega Lorenzo Bianchi, inviato per molti anni de il Resto del Carlino, già consigliere nazionale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, attualmente revisore dei conti dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, è stato negato l’ingresso in territorio turco. Bianchi è stato trattenuto per poco meno di due ore all’aeroporto internazionale di Istanbul e reimbarcato su un aereo che lo ha riportato a Bologna. Il fatto è accaduto giovedì 21 giugno.

Martiri di carta di Pierluigi Roesler Franz ed Enrico Serventi Longhi. La storia dei 264 giornalisti italiani morti nel corso della Prima Guerra mondiale. Trentuno erano emiliano-romagnoli

Alberto Bani di Forlì, Gino Barbieri di Cesena, Pietro Bartoletti di Cesena, Cesare Bonola di Bologna, Mario Borghi di Reggio Emilia, Eligio Cacciaguerra di San Carlo di Cesena, Giovanni Capri di Bologna, Athos Casarini di Bologna, Carlo Cassan di Rimini, Pico Cavalieri di Ferrara, Giacomo Crollalanza di Piacenza, Antonio Fantini di Cesena, Garibaldi Franceschi di Modena, Domenico Giordani di Budrio (Bologna), Edgardo Macrelli di Sarsina (Forlì), Germano Manini di Consandolo, frazione di Argenta (Ferrara), Achille Mazzoni di Forlì, Giovanni Modena di Reggio Emilia, Francesco Neri di Santa Sofia (Forlì-Cesena), Bruno Orsoni di Budrio (Bologna), Angelo Paglia di Bologna, Mario Poledrelli di San Niccolò d’Argenta (Ferrara), Gianni Sacenti di Castelfranco Emilia (Modena), Emilio Savini di Bologna (l’unico iscritto all’Associazione Stampa Emiliana), Renato Serra di Cesena, Giovanni Spallanzani di Modena, Gastone Tedeschi di Ferrara, Luca Antonio Tosi Bellucci di Modena, Giannetto Vassura di Cotignola (Ravenna), Carlo Vizzotto di Bologna e Pietro Zuffardi di Fornovo sul Taro (Parma).

Osservatorio regionale sulla professione. Referente è la consigliera dell’Odg Emilia Vitulano, impegnata nel monitoraggio delle minacce ai colleghi. Per segnalazioni osservatorio@odg.bo.it

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna ha deciso la costituzione di un OSSERVATORIO REGIONALE SULLA PROFESSIONE e ha deliberato che la consigliera Emilia Vitulano ne sia la referente.
Questo l’indirizzo mail per eventuali segnalazioni: osservatorio@odg.bo.it.
Che quella del giornalista sia una professione sottoposta a pressioni e minacce è vero anche adesso, anche in Italia, anche in Emilia-Romagna. I dati 2017 dell’Osservatorio Ossigeno per l’informazione dicono che nella nostra regione i giornalisti minacciati sono stati 37: certo, ben lontani dai 141 del Lazio, ma comunque sufficienti a piazzarci al quarto posto (prima regione del Nord) in questa non invidiabile classifica dopo il Lazio, appunto, la Sicilia (44) e la Campania (42).
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