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Aser, Fnsi, Odg Emilia-Romagna e Odg nazionale: “Inquietante l’iniziativa della Camera Penale di Modena di mettere sotto osservazione il lavoro dei giornalisti”

Apprendiamo con grande sconcerto e preoccupazione dell’iniziativa intrapresa dalla Camera Penale di Modena di istituire un osservatorio per monitorare l’attività dei media locali sui temi di cronaca e politica giudiziaria sostenendo che l’analogo Osservatorio nazionale dell’Unione delle Camere Penali, dopo un’approfondita indagine, è giunto alla conclusione che spesso l’informazione “diventa strumento dell’accusa per ottenere consensi e così inevitabilmente condizionare l’opinione pubblica e di conseguenza il giudicante”. A tal proposito, la Camera Penale di Modena fa esplicitamente riferimento al processo Aemilia, in corso da oltre un anno a Reggio Emilia, che per la prima volta ha alzato il velo sulle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna, per decenni sottovalutate. E lo fa proprio in concomitanza con un’udienza dello stesso processo in cui un pentito ha rivelato che, tra i progetti degli ‘ndranghetisti in Emilia, c’era anche quello di uccidere un giornalista scomodo. Notizia che pare non aver toccato in maniera altrettanto significativa la sensibilità degli avvocati. Leggi tutto
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“UCCIDERE UN GIORNALISTA”

“Uccidere un giornalista”. Questo era il progetto dell’organizzazione mafiosa che ha messo radici in Emilia–Romagna.
Al momento non sono stati fatti i nomi.
Lo ha dichiarato Marino nel corso di una udienza del processo di Reggio Emilia.
Questa notizia dimostra, una volta di più e se fosse ancora necessario, che le associazioni criminali ritengono l’attività un grave pericolo per loro.
Ancora una volta si dimostra la necessità di tutelare e proteggere il lavoro di quei colleghi che operano sul difficile fronte del giornalismo investigativo.
Occorre che la categoria, i suoi organismi di rappresentanza, illuminino questa realtà, mantenendo quel compito di “scorta mediatica” ai colleghi minacciati che serve a mobilitare l’opinione pubblica.
Il Presidente
Giovanni Rossi
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Un nuovo anno di progetti e iniziative per la Fondazione dell’Odg Emilia-Romagna. La comunicazione ai colleghi del Presidente Giovanni Rossi con l’auspicio di una maggiore partecipazione alle attività del 2018. Il 20 febbraio l’assemblea degli iscritti alla Fondazione

Cari colleghi,
con questa lettera intendo sollecitarvi ad iscrivervi alla Fondazione dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna. Nel 2011, unico tra gli Ordini regionali dei giornalisti del nostro Paese (ora anche nelle Marche opera un’analoga struttura), il Consiglio regionale dell’Ordine dell’Emilia-Romagna decise di dar vita ad una propria Fondazione allo scopo di svolgere iniziative culturali, editoriali e di formazione con ciò superando alcuni limiti di azione che la legge impone all’Ordine. Una struttura che fosse aperta alla società e potesse essere uno strumento di relazione e di dialogo tra la categoria dei giornalisti ed il mondo culturale, universitario ed imprenditoriale.
Con la riforma del nostro ordinamento che ha introdotto l’obbligatorietà della formazione anche per la categoria dei giornalisti, la Fondazione è stata lo strumento attraverso il quale organizzare una ampia offerta formativa ai colleghi che avesse due caratteristiche: la qualità e la gratuità. Leggi tutto
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Riflessioni, auspici e prospettive nella lettera ai colleghi del Presidente dell’Odg regionale Giovanni Rossi

Cari colleghi,
quest’anno la vita dell’Ordine è stata caratterizzata dal rinnovo dei suoi organi di autogoverno. Le elezioni di ottobre hanno fatto seguito a ben due proroghe del mandato precedente ed hanno visto una sostanziale modifica della composizione numerica del Consiglio Nazionale i cui componenti sono stati più che dimezzati. Purtroppo, la riforma non ha toccato le modalità attraverso le quali i colleghi hanno scelto i propri rappresentanti, perdurando, così, un metodo elettorale che, di fatto, prevedendo un massimo di tre seggi su tutto il territorio regionale, limita la partecipazione al voto anziché favorirla. Pensato in altri tempi è evidente che tale meccanismo non risponde più alle esigenze di oggi. Vi sarebbero altri punti sui quali intervenire oltre alle modalità di voto, come le caratteristiche stesse di accesso all’Ordine, ed altro ancora che non cito per dovere di sintesi. Tutto ciò dimostra che c’è molta strada da fare per realizzare una compiuta riforma dell’Ordine dei giornalisti. Il processo, però, sembra avviato. Leggi tutto
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Un evento-ricordo del Comune di Bologna dedicato al grande Enzo Biagi

Nel decimo anniversario della scomparsa, l’Amministrazione comunale di Bologna ricorda Enzo Biagi. Lunedì 22 gennaio alle ore 18 nella Sala del Consiglio comunale di Palazzo d’Accursio (piazza Maggiore, 6) è previsto un incontro aperto al pubblico. Il Sindaco di Bologna Virginio Merola porta un saluto istituzionale e introduce gli interventi di Giandomenico Crapis, curatore del libro Enzo Biagi. Lezioni di televisione (RaiEri, 2016) e della figlia del Maestro Bice Biagi.
Enzo Biagi ha lasciato “tracce incise” nella storia del giornalismo e nella memoria della gente. La sua è stata una carriera singolare, poliedrica, di grande spessore umano e professionale. Perché era un giornalista “vero”, capace di affrontare la vita di tutti i giorni con fierezza, sguardo profondo, penna graffiante, ironia sottile e con
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Una croce tra gli alpini nella narrazione struggente di Paolo Poponessi

Un nuovo racconto-verità tra storia, memoria, emozione scritto dalla penna intensa e sensibile del giornalista Paolo Poponessi. È Una croce tra gli alpini, pubblicato dalla casa editrice Il Cerchio di Rimini e incentrato sulla figura di don Carlo Poponessi, tenente cappellano della Brigata alpina “Julia” morto nel 1943 in campo di prigionia a Tambov in Russia.
Partendo dalle vicende del sacerdote, medaglia d’argento al valor militare, in servizio durante il conflitto in Etiopia e poi tra gli alpini in Grecia e in Russia, il libro ripercorre la storia dell’Italia e degli italiani coinvolti nelle guerre che afflissero il ventennio della dittatura fascista e rinnova con commozione il ricordo delle tante vite sconvolte e perdute.
Attraverso gli avvenimenti biografici
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Insolite vicende tra latte e politica svelate da Luciano Nigro e Luciano Sita

Un singolare libro-intervista scritto a quattro mani da Luciano Nigro e Luciano Sita. È Latte, soldi e politica. Vent’anni di battaglie della Granarolo tra gli scandali della prima Repubblica e i crac di Cragnotti e Parmalat, pubblicato dalla Società editrice il Mulino.
Cosa c’è di più pulito, di più puro del latte? Nulla, verrebbe da rispondere. Tuttavia, nel raccontare come la Granarolo è diventata l’impresa numero uno del settore lattiero-caseario italiano, Luciano Sita (che l’ha guidata dal 1991 al 2009) svela un mondo tutt’altro che immacolato. Intervistato da Luciano Nigro, Sita apre l’album dei ricordi e “ricostruisce la storia a lieto fine di una cooperativa a un passo dal fallimento, che in dieci anni è riuscita a diventare la regina italiana del latte grazie al lavoro di migliaia di allevatori, agli investimenti in nuove
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Baby gang e Carta di Treviso: eventi formativi per sensibilizzare i giornalisti

Il fenomeno delle baby gang che vede sempre più frequentemente minori al centro di notizie come aggressori e come vittime, esige una scrupolosa osservanza della Carta di Treviso, parte integrante oggi del Testo Unico dei doveri del giornalista.
Troppe libere interpretazioni ci sono state negli ultimi giorni da parte di giornali scritti e online, radio e televisioni.
È opportuno ricordare, tra l’altro, che va sempre garantito l’anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanza penale, ma lesivi della sua personalità, come autore, vittima o teste e che il bambino non va intervistato a prescindere dall’eventuale consenso del genitore, foto e filmati televisivi vanno schermati per evitare che possano portare all’identificazione.
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#DigitRoma: algoritmi, giornalismo, lavoro. Evento Fpc il 2 febbraio in Fnsi

Seconda tappa nazionale per dig.it, la manifestazione dedicata al giornalismo digitale promossa da Lsdi – Libertà di stampa diritto all’informazione.
Nella sede romana della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi – sindacato unico dei giornalisti) venerdì 2 febbraio si tiene #DigitRoma, il secondo appuntamento aperto ai colleghi di tutta Italia. Tre incontri in un’unica giornata per un totale di 9 ore di formazione deontologica. Ai partecipanti vengono assegnati 13 crediti. Iscrizioni tramite la piattaforma Sigef (entro il 31 gennaio).
L’incidenza del “fattore algoritmico” nelle nostre vite è diventata sempre più evidente, tangibile, quotidiana. Ogni momento della giornata è scandito da “comportamenti digitali”. E in ogni nostro modo di fare sono
premio luchetta 2018

XV edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta

È stato lanciato in occasione della Giornata internazionale dei diritti di infanzia e adolescenza (il 20 novembre scorso) il bando 2018 del Premio giornalistico Marco Luchetta, promosso dall’omonima Fondazione in collaborazione con la Rai.
Il riconoscimento è rivolto “alle testate giornalistiche che si sono distinte per la sensibilizzazione sui temi dell’infanzia violata e minacciata sul pianeta”.
Cinque le categorie in concorso: tv news, tv reportage, carta stampata e web per testate italiane e straniere, fotografia. Possono concorrere i lavori pubblicati, trasmessi o diffusi tra il 1° aprile 2017 e il 1° marzo 2018. La partecipazione è gratuita. Ciascun candidato può presentare al massimo tre opere, che devono essere inviate entro e non oltre giovedì 8 marzo 2018.
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