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Il dialogo interreligioso e un’etica comune sono possibili però serve una base condivisa di civiltà. L’informazione è inesatta ma la precarietà non giustifica la distorsione della realtà: il giornalista deve dire la verità

Alberto Sermoneta ha radici romane ma ormai da vent’anni è Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Bologna. È una persona di profonda e rigorosa cultura, che trasmette con semplicità, passione, desiderio di “seminare” conoscenza. Tiene lezioni, conferenze, corsi tematici aperti a tutta la città: al Museo Ebraico è seguito da studenti, cultori, gente curiosa di scoprire i “segreti” dell’ebraismo. Rav Sermoneta è arguto, versatile, ironico e, come tutti gli ebrei, animato da una grande positività esistenziale. Il Tavolo interreligioso sulla custodia del Creato e il G7 Ambiente di Bologna sono stati il preambolo di questa conversazione. Leggi tutto
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Il Governo dovrebbe aprire un tavolo sull’emergenza occupazione del settore giornalistico. Un’informazione precaria indebolisce la democrazia e crea disuguaglianze nella professione. Inclusione è la parola d’ordine

Raffaele Lorusso è segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi). Da quando è stato eletto, al XXVII Congresso di Chianciano Terme nel gennaio 2015, concilia la professione di quotidianista a Repubblica con un’intensa attività nel Sindacato unico dei giornalisti. In questa chiacchierata mette a fuoco le questioni più nevralgiche della professione e individua criticità e urgenze del cosiddetto “lavoro autonomo”, che ormai in maniera cronica significa precarietà professionale. Si esprime senza eufemismi rispetto allo stato attuale dell’informazione e alla difficile condizione della stampa italiana. Ma non demorde, cerca di agire nel segno del “noi” rispettando il senso profondo della parola sindacato (dal greco, “giustizia insieme”). Leggi tutto
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L’etica, il dialogo interreligioso e interculturale, le scelte dei politici sono importanti per la difesa del Creato. L’informazione libera è il fondamento delle società democratiche ma va sconfitta la precarietà dei giornalisti

Sua Eccellenza Monsignor Matteo Maria Zuppi è Arcivescovo Metropolita di Bologna ma soprattutto è un sacerdote-antropologo attento ai “misteri della vita quotidiana”. È un Pastore della Chiesa aperto alle sfide del presente, pronto a combattere fragilità, complessità, criticità del nostro essere nel mondo con fede profonda, coraggio e grande desiderio di vicinanza a tutte le persone. In questa preziosa chiacchierata abbiamo analizzato il tema dell’ambiente nelle sue diverse declinazioni ma anche le tante implicazioni dell’informazione nel mondo d’oggi e le difficoltà crescenti dovute all’incertezza del lavoro. Leggi tutto
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Fissate le date per le elezioni del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti: 24 settembre, 1 e 8 ottobre

Si svolgeranno tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre le assemblee per il rinnovo del Consiglio nazionale in base alle nuove disposizioni del Decreto Legislativo n. 67/2017.
Queste le date inviate ai Consigli regionali dell’Ordine:
domenica 24 settembre 2017, prima convocazione;
qualora sia stato raggiunto il quorum di validità dell’assemblea ma i candidati non abbiano ottenuto la maggioranza dei voti, domenica 1° ottobre avrà luogo votazione di ballottaggio;
domenica 1° ottobre 2017, seconda convocazione (nel caso che nella prima convocazione non sia intervenuta almeno la metà degli iscritti nei rispettivi elenchi, aventi diritto al voto);
qualora i candidati non abbiano ottenuto la maggioranza dei voti domenica 8 ottobre 2017 avrà luogo votazione di ballottaggio. Leggi tutto
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Nuove intimidazioni alla stampa nell’aula bunker del processo “Aemilia”

Antonio Farnè, presidente dell’Ordine Giornalisti dell’Emilia-Romagna, replica con questa nota.

L’ennesimo tentativo di delegittimare e intimorire i giornalisti messo in atto dagli imputati del Processo Aemilia non condizionerà il nostro lavoro di operatori dell’informazione al servizio dei cittadini e della verità.
È successo così nel gennaio scorso quando gli imputati chiesero di celebrare il processo a porte chiuse, senza la presenza dei cronisti, succederà così anche questa volta.
L’informazione libera è un dovere civile e democratico. Niente e nessuno la può fermare.


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Uffici stampa: siglato un nuovo protocollo d’intesa tra Fnsi e Anci

È un altro importante passo verso l’applicazione della Legge 150/2000 il documento firmato il 12 luglio da Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana) e Anci (Associazione nazionale Comuni italiani). Un protocollo d’intesa per agevolare la costituzione di uffici stampa nei Comuni nel rispetto di quanto previsto dalla legge (la 150/2000) e con l’obiettivo di estendere anche ai giornalisti che si occupano di informazione negli enti locali le tutele previdenziali e sanitarie.
«Mettiamo a segno un punto importante nella collaborazione tra la Federazione della Stampa e l’Associazione dei Comuni – ha detto il presidente dell’Anci Antonio Decaro – fornendo linee guida di cui i Comuni, e in special modo i Comuni più piccoli, potranno avvalersi, anche in forma associata, come
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Pubblicato il Massimario 2016. Il testo completo è disponibile nel sito del Cnog

È on line nel sito dell’Odg nazionale la dodicesima edizione del Massimario. Pubblicato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, riguarda le decisioni assunte dal Consiglio di Disciplina Nazionale in materia deontologica e i provvedimenti adottati dal Consiglio nazionale dell’Odg sulla tenuta dell’Albo (iscrizioni e cancellazioni), nonché i documenti, la giurisprudenza e le novità normative intervenute nel corso dell’anno.
La pubblicazione, edita dal Centro di Documentazione Giornalistica (Piazza di Pietra, 26 – 00186 Roma – tel. 06.6791496 – fax 06.6797492 – info@cdgweb.it), è curata dal vice presidente del Consiglio di Disciplina Nazionale Elio Donno e si compone di una parte a stampa e di una parte su cd-rom, in cui è possibile reperire decisioni, documenti
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XV edizione del concorso Fare il giornale nelle scuole. Termine 20 gennaio 2018

Informarsi per leggere meglio la realtà che ci circonda, informare per far maturare le coscienze facendo crescere i cittadini di oggi e domani. Il concorso Fare il giornale nelle scuole, promosso dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, è giunto alla XV edizione e mantiene la formula che ne ha decretato il successo.
Sono diverse centinaia, ogni anno, le scuole di ogni ordine e grado che prendono parte alla competizione inviando il proprio giornalino di classe o d’Istituto. Lo scorso aprile, a Cesena, sono stati premiati 75 istituti scolastici. La cittadina romagnola ha ospitato delegazioni provenienti da tutta Italia in momenti di celebrazione e confronto, con un forum sul fascino e le difficoltà della professione giornalistica.
Il concorso vuole sostenere le iniziative
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Upi: è nata la nuova rete degli Uffici Stampa delle Province italiane

Si è costituita la Rete degli Uffici Stampa delle Province d’Italia, al termine di un incontro nazionale che si è svolto nei giorni scorsi a Roma.
Si tratta di un coordinamento assolutamente unico e innovativo nel panorama della pubblica amministrazione, che ha l’obiettivo di costruire un modello di comunicazione unitaria in grado di informare su quanto accade nelle Province.
Un’attenzione particolare sarà rivolta alla formazione e alla qualificazione continua dei giornalisti e degli addetti all’ufficio stampa rispetto alle tematiche inerenti le istituzioni e il futuro assetto istituzionale che si andrà costruendo, alle questioni finanziarie, ai nuovi strumenti offerti dalla tecnologia per favorire una piena diffusione dei contenuti informativi.
Press

Freelance: ci vuole un fisico bestiale?! È anche una questione di “etica”

L’articolo di Elisabetta Ambrosi sul blog de Il Fatto Quotidiano, pubblicato lo scorso 30 giugno, dal titolo Il giornalismo free lance è morto di fame, mi dà l’estro per alcune riflessioni su come viene percepito il mondo dei freelance e/o liberi professionisti nel giornalismo. Quelli che parte dei colleghi “Senior” ama ancora definire “precari”, che da aggettivo è diventato sostantivo. Appellativo che io rifiuto perché contiene il pregiudizio della non riuscita quando per me e molti colleghi è stata una scelta dettata dalla volontà e dalla capacità, anche, di non cullarsi in sogni e attendere cappelli da cui fare passare il proprio riconoscimento. E per molti altri, innegabilmente, l’unica strada percorribile in assenza di possibilità di stabilizzazione.
Però troppe cose in questa professione
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