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Trasferimento del Master in Giornalismo di UniBo in Santa Cristina con posa della lapide-ricordo di Ezio Cesarini. Pubblicato il bando per il biennio 2019-2021

Nuova sede e nuovi indirizzi di specializzazione per il Master in Giornalismo dell’Università di Bologna, che ha appena reso pubblico il bando di ammissione al biennio 2019-2021 (su una pagina dedicata nel sito del Master).
Quello di UniBo è un master di primo livello, riservato a chi è in possesso almeno di una laurea triennale, sostitutivo dei 18 mesi di praticantato necessari per poter sostenere l’esame da giornalista professionista. Rientra, infatti, tra le 12 scuole italiane riconosciute dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Per il prossimo biennio il Master sarà ospitato nel complesso di Santa Cristina “della Fondazza”, l’ex monastero delle monache camaldolesi di piazzetta Giorgio Morandi. Leggi tutto

Una Fondazione per la Formazione. Il Vicepresidente dell’Odg regionale Emilio Bonavita sottolinea il valore della deontologia e analizza i dati Sigef sulla Fpc

Quando il filosofo inglese Jeremy Bentham agli inizi dell’Ottocento coniò il termine “deontologia”, che significa letteralmente “dottrina dei doveri”, forse non pensava che questo termine sarebbe arrivato ad indicare l’insieme dei principi e delle norme di comportamento per tutti coloro che operano nel campo sociale e in particolar modo per la professione dei giornalisti. La deontologia mette insieme etica e diritto, perché, accanto all’affermazione di precetti morali, indica norme di comportamento e affianca sanzioni per eventuali violazioni. Per noi giornalisti, l’architrave che regge lo studio e la diffusione della deontologia non può essere che la formazione permanente e continua, di cui la parte sulla deontologia rappresenta una fetta consistente. Leggi tutto

Giornalisti come comunità educante. La Consigliera nazionale Elide Giordani illustra le iniziative dell’Ordine realizzate in collaborazione con le scuole italiane

L’informazione è strumento imprescindibile per educare alla democrazia. L’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese si compie, infatti, attraverso la libertà di pensiero, che si esprime, dice l’articolo 21 della Costituzione, “con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Ecco perché i modi e i sistemi dell’informazione dovrebbero ben figurare tra le materie di studio di un sistema educativo che punta a formare cittadini liberi e consapevoli. Il concetto non è estraneo alle scuole italiane e ciò anche grazie ad una collaborazione tra Ordine Nazionale dei Giornalisti e sistema scolastico. Uno scambio che negli anni si è concretizzato attraverso varie iniziative. Leggi tutto

Approvato il regolamento dell’Agcom contro i discorsi di odio a cui ha collaborato l’Ordine dei Giornalisti. Non ci si può rassegnare al progressivo imbarbarimento dei toni

“Anche se bruciano le sedi della polizia il decreto per cacciarli non è urgente”.
“Paghiamo 25 milioni ogni anno per non espellere i clandestini”.
“Meno migranti, meno reati: ecco i numeri”.
“Rom favoriti per le case popolari”.
“Il giudice decide: prima gli immigrati”.
Sono alcuni dei titoli comparsi a maggio sulla prima pagina de La Verità, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro. Non è un caso se lo stesso giornale si è scagliato contro il recente regolamento approvato dall’Agcom, diffondendo, giacché c’era, una bufala: ovvero che vogliono chiudere La Verità. Leggi tutto

Protocollo Ordine – Miur: forte la partecipazione dell’Emilia-Romagna

Oltre 900 studenti iscritti a 440 classi di sedici regioni italiane hanno preso parte agli incontri organizzati da Ordine dei giornalisti e Ministero dell’Istruzione nell’ambito del Protocollo di intesa firmato tre anni fa dalle due realtà con l’obiettivo di fornire maggiori conoscenze ai ragazzi dell’ultimo anno delle scuole superiori che desiderano svolgere, quale prova d’esame di italiano, un articolo di giornale.
Anche l’Emilia-Romagna ha partecipato attivamente al progetto (è risultata fra le primissime) con dieci scuole, quaranta classi e 812 studenti. Gli incontri, che hanno coinvolto una dozzina di giornalisti-docenti, si sono svolti a Piacenza, Ferrara, Modena, Fidenza, Guastalla, Rimini e Forlì e sono stati coordinati dalla segreteria del Consiglio regionale in stretta ed efficace

“No al carcere per i giornalisti”: sit in sotto l’obelisco di Montecitorio

No al carcere per i giornalisti. Con questo slogan, mercoledì 15 giugno dalle 16 alle 19, sotto l’obelisco di Montecitorio, a Roma, il comitato “InformAZIONE libera” (che comprende varie testate giornalistiche) ha organizzato un sit in per difendere il diritto dei cittadini ad essere informati correttamente. Per far tacere i giornalisti da tempo c’è infatti l’abitudine di minacciarli con le cosiddette querele temerarie per diffamazione a mezzo stampa, reato che prevede non solo sanzioni pecuniarie, ma anche richieste risarcitorie di importi esorbitanti e il carcere fino a sei anni.
Il comitato “InformAZIONE libera” ora auspica che in tempi brevi il Parlamento approvi la legge sulla diffamazione (ferma in Senato) che prevede l’abrogazione della pena del carcere per i giornalisti

Addio Franco Fattori! Sulla via del giornalismo lascia amore, musica e parole

Franco ci ha lasciati, è scomparso, non lo vedremo più. Non potremo più godere del suo sorriso dolce, delle sue qualità umane, della sua grande affabilità. Ma anche della sua cultura versatile e di quella inestinguibile curiosità tipica del bravo giornalista.
I suoi interessi spaziavano dalla musica allo sport, dalla cultura al sociale. A prima vista sembrava un po’ scontroso, ma conoscendolo meglio si apriva in tutta la sua bonarietà romagnola. Era disponibile con chiunque e il confronto con lui era sempre costruttivo.
Negli ultimi anni aveva avuto la cattiva sorte di trovarsi a combattere con la malattia. Mai però si è lasciato piegare dallo sconforto, al contrario ha sempre cercato di sperimentare per migliorarsi e di fare nuove esperienze, senza porsi limiti. Lascerà

Premio giornalistico Gaspare Barbiellini Amidei per under 35

Edizione numero nove per il Premio Giornalistico Gaspare Barbiellini Amidei riservato a giovani giornalisti (professionisti, pubblicisti, praticanti, freelance e allievi delle scuole di giornalismo) attivi nei settori di carta stampata, radio, televisione e nuovi media.
Articoli e servizi radio televisivi devono pervenire al sito del Premio, insieme alla domanda di partecipazione, entro il 15 giugno 2016.
Il concorso “intende valorizzare il miglior articolo pubblicato su giornali, periodici e web e il miglior servizio radio-televisivo trasmesso da emittenti locali e nazionali realizzati da due giornaliste/i under 35 anni che abbiano saputo raccontare l’Italia e l’Europa contemporanee come appaiono agli occhi di chi è nei primi anni della

Giornalismo d’inchiesta: 15 opere selezionate per la finale dei DIG awards

Sono 15 le opere finaliste e 8 i progetti scelti per DIG awards, il concorso internazionale dedicato al giornalismo d’inchiesta. I premi saranno assegnati il 25 giugno all’interno del DIG Festival di Riccione (23 – 26 giugno).
Le nuove rotte dell’immigrazione, lo sfruttamento economico dell’ambiente, il terrorismo. Ma anche i traffici illeciti e le truffe alimentari. Questi i temi delle opere scelte per la finale dei DIG awards 2016.
La giuria ha selezionato 15 inchieste e reportage. I lavori scelti sono firmati da giornalisti italiani e stranieri, freelance e reporter di emittenti provenienti da tutta Europa che hanno saputo dare nuova luce a temi assai diversi. Il racconto delle migrazioni è senza dubbio il più affrontato dai partecipanti al concorso 2016 e ne esce una fotografia reale di quello che sta

Diffamazione: la casta si blinda e rispunta il carcere per i giornalisti

La Commissione Giustizia del Senato ha approvato all’unanimità una norma che prevede il carcere fino a nove anni per il giornalista che diffama a mezzo stampa un politico o un magistrato. Chi invece scrive cose sbagliate su un cittadino viene condannato a sei anni di reclusione.
Il Comitato esecutivo dell’Ordine dei Giornalisti, riunitosi a Roma, osserva che da un lato si sbandiera come già realizzata (ma di fatto insabbiata) l’abolizione del carcere per la diffamazione a mezzo stampa, dall’altro, con un blitz, si inaspriscono le pene determinando una disparità di trattamento tra politici e magistrati – che vengono considerati cittadini di serie A – e tutti gli altri.
Non può essere giustificabile la motivazione secondo cui il provvedimento nasce da
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