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Aziende in affanno chiedono materiale da pubblicare a colleghi sempre più ricattabili perché i posti di lavoro sono pochi e i giornalisti troppi. Del lavoro autonomo si parla in termini molto generici. Bisogna governare il cambiamento e far osservare la Carta di Firenze

Guido Besana è giornalista professionista e lavora a Mediaset, ma da molto tempo intreccia l’attività giornalistica con un impegno intenso negli organismi di categoria. Da 15 anni fa parte della Giunta Esecutiva della Fnsi con incarichi nel Dipartimento Sindacale di cui attualmente è coordinatore. In questa conversazione affronta questioni nevralgiche della professione, senza dimenticare criticità e urgenze del cosiddetto lavoro autonomo. La sua analisi è a tutto campo ma con modestia Besana precisa: «il mio punto di osservazione è abbastanza particolare. Ho presieduto per 12 anni la Commissione contributi e vigilanza dell’Inpgi e lì ho visto uno spaccato della categoria che è difficile poter osservare freddamente da altre angolazioni. Per questo ringrazio il lavoro fenomenale che sta facendo Lsdi (Libertà di Stampa Diritto all’Informazione) con il Rapporto sulla professione di Pino Rea, che sfrutta quella visuale. Ho fatto il manovale delle vertenze per 15 anni, sono andato a fare trattative per redazioni di 2 persone o di 500, ho parlato con colleghi di tutta Italia, di tutte le condizioni. Ho visto molto e ho capito che la verità in tasca non ce l’ho». Leggi tutto
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Il termine post-verità è nato dalla Rete e per la Rete. Non è sinonimo di notizia fasulla, indica una verità “immateriale” che viene dopo la verità fisica. Ma è possibile una verità vera nella Rete?

È caporedattore centrale della Gazzetta del Mezzogiorno Michele Partipilo ma soprattutto è una figura autorevole e molto attiva del versante ordinistico. All’interno dell’Ordine dei giornalisti ha ricoperto diverse cariche: è stato presidente dell’Odg pugliese per dodici anni e componente del Consiglio nazionale per due mandati. Attualmente fa parte dell’Osservatorio di deontologia del Cnog, il gruppo di lavoro che ha messo a punto il Testo unico dei doveri del giornalista (in vigore dal 3 febbraio 2016) dove è stato riunito in maniera ragionata e innovativa il poderoso corpus deontologico della categoria. Oltre ai volumi “ufficiali” curati per l’Ordine nazionale, Partipilo è autore di interessanti pubblicazioni su etica, deontologia professionale, nuovi media dove analizza con profondità e lungimiranza l’impatto che le recenti tecnologie comunicative, i social network, la crossmedialità hanno sulla professione giornalistica. Le riflessioni più recenti sono sulla prassi ormai inevitabile del “sempre online” e sulla nozione molto in voga di “post-verità”. Leggi tutto
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La post-verità sta diventando molto di moda. Spesso si parla in maniera post-veritiera della post-verità e le si dà una valenza “apocalittica”. Ma è la Rete che permette un effetto virale

Roberto Grandi è professore Alma Mater dell’Università di Bologna, esperto di Comunicazioni di massa, presidente di Bologna Musei, è giornalista pubblicista e insegna Sociologia dell’informazione al Master in giornalismo di Bologna. Con la sua lente di massmediologo mette a fuoco la nozione di post-verità, analizza gli effetti “virali” della Rete e la credibilità della professione giornalistica in un’epoca costretta a fare i conti con molteplici fonti informative. Leggi tutto
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I professionisti dell’informazione, oggi, devono pensarsi prima lavoratori autonomi e poi giornalisti. Ma essere freelance è diventato sinonimo di precarietà. In Italia il 65 percento della categoria ne fa le spese

Giuseppe Lavalle è esperto contabile e revisore legale dei conti, appartiene alla categoria dei dottori commercialisti ma è anche giornalista pubblicista e dedica particolare attenzione alle questioni del lavoro giornalistico “non dipendente”.
Questa conversazione entra nel vivo di alcuni temi affrontati durante il seminario Fpc Lavoro giornalistico tra autonomia e subordinazione: aspetti fiscali e giuslavoristici, un incontro-confronto promosso dall’Odg regionale che, oltre al significativo contributo di Lavalle, ha proposto relazioni, analisi e riflessioni di particolare interesse di Luca Boccaletti, Giovanni Rossi, Michele Campaniello, Pietro Bufano. Leggi tutto
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Addio Riccardo Bellei: artista vivace, conduttore radiofonico, giornalista

Si è spento a 64 anni Riccardo Bellei. Molto amato come artista e conduttore, è stato tra i fondatori di Punto Radio, la storica emittente libera di Zocca dove Vasco Rossi ha iniziato come dj e proprio in collaborazione con Bellei ha realizzato il primo disco “Ma cosa vuoi che sia una canzone”. Nel corso della sua feconda carriera, l’artista-giornalista ha incontrato numerosi personaggi del panorama musicale italiano con i quali ha stretto fraterna amicizia: oltre al rocker di Zocca, Antonello Venditti, Pierangelo Bertoli e il leader degli Stadio Gaeatano Curreri.
Era nato a Roma ma dopo la licenza media si era trasferito a Modena con i genitori e in terra emiliana aveva cominciato a scrivere le prime canzoni, che portava nelle piazze della regione. Finita l’esperienza di Punto Radio
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Radioimmaginaria si confronta con le regole sui minori e i giornalisti

È un network radiofonico gestito da ragazzini Radioimmaginaria. La prima e unica radio di adolescenti in Europa «fatta, diretta e condotta da noi che abbiamo da 11 a 17 anni. Un’antenna pronta a trasmettere e ricevere i segnali del mondo che verrà». Così si presentano i giovanissimi “redattori-conduttori” di questa emittente singolare fondata nel 2012 da Michele Ferrari a Castel Guelfo di Bologna.
«È un progetto extra scolastico al quale i ragazzi aderiscono volontariamente. Ormai tutti gli adolescenti hanno in mano un telefonino ma non lo sanno usare davvero, frequentano abitualmente tecnologie e linguaggi nuovi che però non sanno dominare. L’idea è di farli entrare nel flusso della comunicazione e di trasformare il virtuale in reale», precisa Ferrari.
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Giornalismo “senza frontiere”: aumentano le offerte di lavoro gratuito

Si moltiplicano i bandi che offrono incarichi di lavoro non retribuiti. Come è cambiata la professione, che oggi comprende il 68% di soggetti senza reddito?
Di fronte ai bandi di gara per il conferimento di incarichi professionali a giornalisti disposti a lavorare gratis i sindacati e l’Ordine protestano, invocano i rigori della legge, ma non riescono a fermare questo fenomeno, fino a pochi anni fa impensabile e ora sempre più frequente. A offrire questi incarichi sono amministrazioni pubbliche, società private, aziende editoriali grandi e piccole e sembra che non vadano deserti. Il fenomeno indubbiamente esiste e fa nascere qualche domanda. Fa pensare all’impoverimento di questa baldanzosa categoria e ad altri risvolti.
Fino a poco tempo fa, quanto a superbia
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Cnog: solidarietà al giornalista-blogger Gabriele Del Grande

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti è a fianco ed esprime solidarietà a Gabriele Del Grande, documentarista che dal 10 aprile è sottoposto a fermo da parte delle autorità turche e si trova in stato di detenzione in un carcere della Turchia ad Hatay, al confine con la Siria.
Il blogger, come oltre 150 altri giornalisti turchi e da tutto il mondo detenuti in Turchia, è stato arrestato senza spiegazioni. La sua sola colpa è di aver fatto il proprio lavoro documentando le condizioni dei profughi siriani.
Il Cnog ritiene inaccettabile queste limitazioni della libertà di stampa, è vicino a Gabriele e alla sua famiglia e chiede al governo italiano e al ministero degli Esteri di attivare tutti i canali e le azioni possibili perché Del Grande possa rientrare
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Fare il giornale nelle scuole: 800 studenti “invadono” Cesena per la premiazione

Due giorni carichi di emozioni per gli 800 studenti e docenti, provenienti da tutte le regioni italiane, accorsi a Cesena per la fase finale del concorso nazionale Fare il giornale nelle scuole. C’è stato spazio per la gioia e il legittimo orgoglio, nella premiazione di martedì 11 aprile, e posto per la rabbia nei confronti della criminalità organizzata, la voglia di legalità, l’ammirazione per il coraggio di cronisti impavidi nel Forum di confronto di mercoledì 12 aprile.
Il concorso promosso dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, giunto alla XIV edizione, è stato pensato per valorizzare l’attività giornalistica nelle scuole quale strumento di arricchimento comunicativo e di modernizzazione del linguaggio, ma anche per stimolare una
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Strage del 2 agosto e visita di Giovanni Paolo II: fiaccolata alla Stazione di Bologna

Una messa alla Stazione Centrale di Bologna e una fiaccolata con “tappe simboliche” per ricordare la strage del 2 agosto 1980 e il 35° anniversario della visita di papa Giovanni Paolo II, che il 18 aprile 1982 si fermò in preghiera davanti alla lapide delle vittime. La commemorazione si terrà martedì 18 aprile (a partire dalle ore 20) ed è organizzata come di consueto da Ucsi – Unione cattolica stampa italiana Emilia-Romagna, in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane e Istituto di Cultura “Carlo Tincani”.
Quest’anno l’appuntamento si annuncia particolarmente significativo perché, non solo farà memoria della strage alla stazione e della successiva visita di papa Woityla, ma celebrerà anche le vittime di altri “momenti neri” della storia d’Italia, dei quali resta
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