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Corsi e seminari per la formazione professionale continua e iniziative.

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La cultura e l’educazione non bastano. Servono norme, anche di natura penale, per arginare e contrastare la diffusione di menzogne pericolose nella Rete

Gabriele Bordoni è avvocato penalista e giornalista pubblicista. Un doppio profilo che lo spinge a esaminare con competenza, sensibilità, rigore i complessi rapporti fra diritti, responsabilità e informazione. In occasione dell’ultimo World press freedom day (la giornata mondiale della libertà di stampa voluta dall’Unesco) è intervenuto al corso Fpc Le false verità dei social network: diritto di informazione tra verità e post-verità. Un incontro-confronto fra studiosi, avvocati e giornalisti su un tema “caldo” che tocca nel vivo chiunque entri nel flusso comunicativo: i professionisti dell’informazione ma anche tutti coloro che fruiscono, veicolano e sempre più spesso manipolano le notizie. Bordoni ha espresso pareri schietti e molta preoccupazione per la deriva dell’informazione, la “dispersione” nella Rete, le minacce crescenti alla nostra civiltà. Leggi tutto
tola google

I “segreti” di Google e le “meraviglie” della Rete. Per trattare le notizie servono strumenti e linee guida ma è indispensabile anche la giusta attitudine del giornalista

È giornalista freelance Elisabetta Tola, da circa un anno e mezzo collabora con Google News Lab come media training specialist ma ormai da tredici anni gira tutta l’Italia per fare corsi, seminari, workshop. Il giornalismo indipendente e la formazione sono i suoi grandi amori che da sempre coltiva e intreccia in un’intensa attività professionale.
Post-verità, fake news, bufale, pericoli della Rete, sviste e negligenze di chi diffonde informazione costituiscono l’orizzonte della sua “azione scientifica”, ma non sono terreno di riflessioni teoriche o di nuove speculazioni filosofico-deontologiche. Perché Elisabetta Tola si occupa del “lato pratico”: studia gli strumenti per la verifica e l’utilizzo delle fonti e illustra le linee guida che possono aiutare i giornalisti a utilizzare al meglio le attuali tecnologie per svolgere con serenità, competenza, efficacia la professione. Leggi tutto
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Aziende in affanno chiedono materiale da pubblicare a colleghi sempre più ricattabili perché i posti di lavoro sono pochi e i giornalisti troppi. Del lavoro autonomo si parla in termini molto generici. Bisogna governare il cambiamento e far osservare la Carta di Firenze

Guido Besana è giornalista professionista e lavora a Mediaset, ma da molto tempo intreccia l’attività giornalistica con un impegno intenso negli organismi di categoria. Da 15 anni fa parte della Giunta Esecutiva della Fnsi con incarichi nel Dipartimento Sindacale di cui attualmente è coordinatore. In questa conversazione affronta questioni nevralgiche della professione, senza dimenticare criticità e urgenze del cosiddetto lavoro autonomo. La sua analisi è a tutto campo ma con modestia Besana precisa: «il mio punto di osservazione è abbastanza particolare. Ho presieduto per 12 anni la Commissione contributi e vigilanza dell’Inpgi e lì ho visto uno spaccato della categoria che è difficile poter osservare freddamente da altre angolazioni. Per questo ringrazio il lavoro fenomenale che sta facendo Lsdi (Libertà di Stampa Diritto all’Informazione) con il Rapporto sulla professione di Pino Rea, che sfrutta quella visuale. Ho fatto il manovale delle vertenze per 15 anni, sono andato a fare trattative per redazioni di 2 persone o di 500, ho parlato con colleghi di tutta Italia, di tutte le condizioni. Ho visto molto e ho capito che la verità in tasca non ce l’ho». Leggi tutto
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Il termine post-verità è nato dalla Rete e per la Rete. Non è sinonimo di notizia fasulla, indica una verità “immateriale” che viene dopo la verità fisica. Ma è possibile una verità vera nella Rete?

È caporedattore centrale della Gazzetta del Mezzogiorno Michele Partipilo ma soprattutto è una figura autorevole e molto attiva del versante ordinistico. All’interno dell’Ordine dei giornalisti ha ricoperto diverse cariche: è stato presidente dell’Odg pugliese per dodici anni e componente del Consiglio nazionale per due mandati. Attualmente fa parte dell’Osservatorio di deontologia del Cnog, il gruppo di lavoro che ha messo a punto il Testo unico dei doveri del giornalista (in vigore dal 3 febbraio 2016) dove è stato riunito in maniera ragionata e innovativa il poderoso corpus deontologico della categoria. Oltre ai volumi “ufficiali” curati per l’Ordine nazionale, Partipilo è autore di interessanti pubblicazioni su etica, deontologia professionale, nuovi media dove analizza con profondità e lungimiranza l’impatto che le recenti tecnologie comunicative, i social network, la crossmedialità hanno sulla professione giornalistica. Le riflessioni più recenti sono sulla prassi ormai inevitabile del “sempre online” e sulla nozione molto in voga di “post-verità”. Leggi tutto

Gestione online dei corsi

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti sta predisponendo una piattaforma online che consentirà agli Ordini Regionali di gestire iscrizioni e crediti per tutti gli eventi sul territorio nazionale legati alla formazione obbligatoria.
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Formazione: primi dati

Oltre 1100 iscritti hanno finora avuto accesso alla formazione gratuita (400 nei corsi già svolti e 700 in quelli in programmazione dal 18 aprile e fino a tutto maggio).
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Il presidente dell’Ordine regionale rimette il mandato

Gerardo Bombonato, nella riunione di oggi 28 aprile, ha rimesso il mandato di presidente del Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna. Il Consiglio esprime al collega Bombonato solidarietà e apprezzamento per la sensibilità dimostrata. Nella prossima seduta verranno assunte le decisioni conseguenti.
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